Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01426 presentata da VACCARO GUGLIELMO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20110131
Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-01426 presentata da GUGLIELMO VACCARO lunedi' 31 gennaio 2011, seduta n.426 VACCARO. - Al Ministro per i beni e le attivita' culturali. - Per sapere - premesso che: nel 1997, l'UNESCO ha dichiarato gli scavi di Pompei patrimonio mondiale dell'umanita'; l'iscrizione di tale area tra i patrimoni dell'UNESCO e' avvenuta in considerazione degli straordinari e unici reperti presenti nella citta' di Pompei, sepolta a causa della famosa eruzione del Vesuvio del 79; gli scavi di Pompei continuano annualmente ad essere un polo di attrazione turistica di grande importanza nel contesto del panorama storico-artistico italiano e riescono a convogliare l'interesse di milioni di turisti da tutto il mondo (nel 2008 il sito di Pompei e' stato visitato da 2.253.633 persone). È necessario aggiungere, al fine di valutare al meglio l'estensione del sito archeologico, che gli scavi di Pompei vantano un'estensione di ben sessantacinque ettari; nel 2009, in considerazione della situazione emergenziale del sito - precedentemente dichiarata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 4 luglio 2008 - e' stato necessario mettere in sicurezza e rivalorizzare l'area degli scavi; cosi' il professor Marcello Fiori e' stato nominato commissario delegato dall'articolo 5 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri del 18 febbraio 2009, n. 3742. Gli obiettivi, le competenze ed i poteri del commissario delegato sono stati poi ulteriormente definiti dall'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri del 30 luglio 2009, n. 3795; in seguito, nel 2010, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 10 giugno 2010 e' stato revocato il medesimo stato di emergenza, in quanto, in considerazione del complesso delle attivita' svolte del commissario delegato, sono venute meno le ragioni che ne avevano giustificato la dichiarazione; con l'ordinanza del 18 giugno 2010 n. 3884 il commissario delegato ha continuato a svolgere le proprie funzioni, fino al 31 luglio 2010, per assicurare il rientro nei regime ordinario, provvedendo ai necessari adempimenti ed atti riguardanti il subentro della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei; tuttavia, ad oggi, lo stato dell'arte del sito archeologico di Pompei, come denunciato, fra gli altri, da alcuni articoli apparsi sulle colonne del Corriere della Sera e da social network quali Facebook con pagine dal titolo «Stop killing Pompei ruins», e' drammatico e desolante; i problemi che attanagliano il sito sono, infatti, diversi: l'incuria con la quale sono portati innanzi i lavori di restauro per cio' che riguarda le rovine del foro - il fulcro e cuore pulsante della citta' antica; la presenza di guide turistiche piu' o meno autorizzate; le straordinarie bellezze delle Terme, chiuse ormai da tempo; l'Antiquarium, mai aperto per ospitare le migliaia di reperti archeologici prigionieri e impolverati dentro i granai del foro, con conseguente e inevitabile - come scrive il Corriere della Sera, - «calca dei turisti, neanche fossero mosche attorno al miele, pur di rubare foto di statue o di capitelli o di chissa' che ben di dio e' custodito dentro le cassette di plastica, li' all'interno di quei Granai chiusi con sbarre arrugginite»; si accompagna poi, a questa situazione emergenziale, la presenza di: strade sbarrate senza alcun cartello che ne spieghi la motivazione; palizzate divelte; cumuli di calcinacci dentro ambienti archeologici mai restaurati, il tutto in strade limitrofe al foro, aree, e' bene precisarlo, non periferiche della citta' antica, ma normalmente frequentate da oltre 5.000 visitatori al giorno. Appare necessario poi sottolineare come sia allarmante lo stato di conservazione del tempio di Apollo, uno dei luoghi piu' visitati degli scavi, ubicato appena dopo l'ingresso di Porta Marina: architravi in stato di disfacimento con rischio per l'incolumita' dei visitatori e colonne del tempio che si sgretolano, pezzo dopo pezzo, tra le mani; il Teatro Grande di Pompei appare, in ultimo, il manifesto del decadimento del sito, in quanto e' stata cancellata l'immagine archeologica del teatro romano, a causa di lavori che all'interrogante appaiono impropriamente definiti di restauro - dal costo lievitato da euro 460.000 a circa sei milioni di euro - con i quali sono state costruite nuove e inesistenti gradinate, usando materiali del tutto inadatti al contesto archeologico. Per l'esecuzione di tali lavori, come documentato da immagini pubblicate da diversi giornali, sono state realizzate invasive colate di cemento ed usati impropriamente, a ridosso di fragili strutture murarie archeologiche, martelli pneumatici, ruspe, scavatrici, betoniere, cavi elettrici; c'e' da sottolineare come dalla Soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei dipende infatti l'intera area archeologica pompeiana. Nell'ultimo anno la guida tecnica e scientifica della Soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei e' stata assolutamente precaria (surrogata non da un archeologo, ma dal commissario Marcello Fiori, ex collaboratore di Guido Bertolaso alla Protezione civile) per il fatto che si sono succeduti due soprintendenti ad interim, entrambi decaduti perche' posti in pensione, dopo soli pochi mesi dalle rispettive nomine; recentemente poi, nei primi giorni di ottobre 2010 e' stata nominato, sempre ad interim, un Soprintendente, Jeanette Papadopoulus. Tutto cio' ha determinato, di fatto, quello che a giudizio dell'interrogante e' un grave ed allarmante vuoto gestionale -: se il Governo, sia a conoscenza della gravita' della situazione di conservazione dell'area archeologica di Pompei e quali iniziative abbia in programma di adottare e in quali tempi; se il Governo, al fine di salvaguardare il sito archeologico di Pompei, dichiarato dall'Unesco «patrimonio dell'umanita'» e, inoltre, sito di rilevantissimo interesse turistico, intenda potenziare la Soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei al fine di dotare, come richiesto in un appello da diversi archeologi della comunita' scientifica internazionale, la suddetta area archeologica di una conduzione stabile e duratura, nominando un soprintendente stabile, che metta in atto un piano di conservazione, restauro e valorizzazione dell'area archeologica di Pompei; se risponda al vero, come apparso sulle colonne di alcuni quotidiani, il fatto che sono in atto iniziative destinate a «privatizzare» la gestione del sito archeologico di Pompei, depotenziando e riducendo cosi' le competenze scientifiche e gestionali dei funzionari archeologi della Soprintendenza. (3-01426)