Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00965 presentata da DELFINO TERESIO (UNIONE DI CENTRO) in data 20110215
Atto Camera Interpellanza 2-00965 presentata da TERESIO DELFINO martedi' 15 febbraio 2011, seduta n.434 Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, per sapere - premesso che: negli ultimi mesi il tema degli OGM ha subito una forte accelerazione sia sul piano politico, sia sul piano del dibattito tra le varie associazioni del settore agricolo; ai primi di marzo 2010 la Commissione europea ha autorizzato la coltivazione della patata GM Amflora che contiene geni di resistenza ad antibiotici importanti per la salute umana; cio' grazie al parere «tecnico» dell'Efsa, l'agenzia europea per la sicurezza alimentare con sede a Parma; oltre al via libera per la coltivazione dell'Amflora, la Commissione ha autorizzato l'importazione di una serie di mais transgenici, cosiddetti «stacked genes», ovvero sviluppati per una resistenza combinata agli insetti e all'erbicida; l'Unione europea ha adottato un quadro giuridico, riguardo all'autorizzazione dei prodotti costituiti o comunque ricavati da OGM, che prevede un sistema di autorizzazioni con un duplice scopo, evitare da una parte gli effetti negativi e nocivi degli organismi in questione e dall'altra creare ed assicurare un mercato interno per tali tipi di prodotti; questo sistema normativo e' stato sottoposto a verifiche da parte degli Stati membri, i quali hanno portato davanti alla Commissione nuove proposte con il fine di riconoscere un margine di liberta' dei singoli Stati in relazione alla coltivazione degli OGM e alla protezione da possibili forme di inquinamento genetico dell'agricoltura biologica e convenzionale; la Commissione ha configurato un sistema volto a combinare sia l'apparato normativo comunitario di autorizzazioni fondato sulla scienza, sia la liberta' dei Paesi membri di decidere sull'ammissibilita' di coltivazioni OGM; molte associazioni agricole, dei consumatori, della pesca e ambientaliste hanno in piu' occasioni manifestato la loro contrarieta', insieme con quella degli italiani, circa la coltivazione di OGM in Italia; nel nostro Paese la competenza a definire le linee guida sulla coesistenza delle coltivazioni e' assegnata alle regioni; il 30 settembre 2010 durante la riunione degli assessori all'agricoltura non e' stata raggiunta l'intesa sulle linee guida riguardo alla coesistenza tra le varie colture, convenzionali, biologiche, OGM; durante la stessa riunione le regioni hanno all'unanimita' manifestato l'intenzione di chiedere al Governo misure di salvaguardia, intenzione confermata dai presidenti delle regioni il 7 ottobre 2010; si manifesta la convinzione che l'Italia debba avvalersi della facolta', prevista dalla direttiva 2001/18/CE, di escludere la coltivazione, sul territorio nazionale, di OGM autorizzati dall'Unione europea, alla luce dei potenziali effetti socio-economici negativi delle colture transgeniche sui vari sistemi agricoli locali, caratterizzati dalla tipicita' e qualita' dei prodotti e dal collegamento degli stessi col territorio; nelle more dell'adozione della sopra citata normativa europea, non esiste al momento alcuna automatica autorizzazione alla coltivazione di piante OGM in Italia, prima dell'emanazione dei piani di coesistenza regionali; il primo febbraio 2011 e' stato presentato alla Commissione agricoltura e sviluppo rurale il progetto di parere sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2001/18/CE per quanto concerne la possibilita' per gli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione di OGM sul loro territorio (COM(2010)0375 - C7-0178/2010-2010-0228(COD); la proposta di regolamento in questione, presentata dalla Commissione nel mese di luglio 2010, vuole attribuire agli Stati membri la possibilita' di vietare o limitare, in tutto o in parte del loro territorio, la coltivazione di OGM autorizzati dall'Unione. Tale facolta', per la quale si prevede l'introduzione di un nuovo articolo nel corpo della direttiva 2001/18/CE, spetterebbe agli Stati a prescindere dalle motivazioni di ordine scientifico legate alla valutazione degli effetti negativi sulla salute e sull'ambiente, sul presupposto che le questioni connesse alla coltivazione, diversamente da quelle relative al commercio e all'importazione, sono fortemente sentite a livello locale e regionale; la modifica non coinvolgerebbe, peraltro, la competenza comunitaria per quanto attiene alla commercializzazione e alla procedura di autorizzazione -: attraverso quali modalita' intenda assicurare in ambito europea una piena rappresentativita' delle posizioni assunte dalle regioni e dalle province autonome mirate ad una totale contrarieta' rispetto alla legalizzazione delle coltivazioni OGM; quale posizione il Governo intenda assumere circa la piena liberta' da parte degli Stati di vietare la coltivazione di OGM e di regolamentare in modo adeguato la coesistenza di produzione di OGM free e OGM, al fine di garantire totalmente da possibili contaminazioni le coltivazioni OGM free. (2-00965) «Delfino».