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Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04225 presentata da MARCHIGNOLI MASSIMO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20110216

Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-04225 presentata da MASSIMO MARCHIGNOLI mercoledi' 16 febbraio 2011, seduta n.435 MARCHIGNOLI e MARCHI. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: l'articolo 4, comma 7, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, ha disposto la revoca del finanziamento statale previsto per l'opera «Sistema di trasporto rapido di massa a guida vincolata per la citta' di Parma» (metropolitana di Parma); lo stesso comma 7 ha riconosciuto al contraente generale la facolta', a tacitazione di ogni diritto e pretesa, di richiedere un indennizzo da corrispondersi a valere sulla quota parte del finanziamento non ancora erogata; il successivo comma 8 ha stabilito che con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro competente, la quota di finanziamento statale residua all'esito della destinazione delle risorse per le finalita' di cui ai commi 6 (che trasferisce al «Fondo per le infrastrutture portuali una quota non superiore al cinquanta per cento delle risorse destinate all'ammortamento del finanziamento statale destinato alla metropolitana di Parma) e 7, puo' essere devoluta integralmente, su richiesta del comune di Parma, ad altri investimenti pubblici; il decreto e' stato convertito, con modificazioni in legge 22 maggio 2010 n. 73 ed e' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 120 del 25 maggio 2010; in data 25 maggio 2010 la regione Emilia-Romagna ha proposto ricorso presso la Corte costituzionale (ricorso n. 81 del 2010 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 30 del 28 luglio 2010) avverso l'articolo 4 commi 6, 7, 8 del sopraccitato decreto-legge, nella parte in cui viene revocato il finanziamento statale - oltre 172 milioni di euro - gia' deliberato per la metropolitana di Parma e viene stabilita la riassegnazione dello stanziamento; in particolare il ricorso proposto lamenta l'annullamento unilaterale di un'opera concordata tra lo Stato e la regione nell'ambito della procedura prevista per la realizzazione del programma degli interventi ricompresi nella legge obiettivo (legge n. 443 del 2001), nonche' la violazione delle competenze legislative della regione in materia di trasporto locale. In particolare la regione ha eccepito il fatto che tale disposizione di legge sia maturata nell'ambito di contatti intercorsi tra il comune di Parma e il Governo, al di fuori delle intese precedentemente concluse e in violazione delle competenze regionali; il 22 febbraio 2010 e' fissata l'udienza pubblica relativa al ricorso per legittimita' costituzionale presentato dalla regione Emilia-Romagna -: se corrisponda al vero la notizia diffusa da alcuni organi di stampa locali circa il fatto che siano in corso contatti tra il comune di Parma e il Governo affinche', prima della pronuncia della Corte costituzionale, venga emanato il decreto di cui all'articolo 4, comma 8, del decreto-legge n. 40 del 2010, che assegnerebbe al comune parte delle risorse gia' stanziate per la realizzazione della metropolitana di Parma. (5-04225)

 
Cronologia
venerdì 11 febbraio
  • Politica estera ed eventi internazionali

    In Egitto, dopo le manifestazioni di protesta che hanno visto milioni di egiziani in piazza in tutte le principali città del paese, il Presidente Mubarak lascia alla Giunta militare il governo del Paese.



mercoledì 16 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato approva, con 158 voti favorevoli, 136 contrari e 4 astenuti, l'emendamento 1.900 del Governo, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie (S. 2518), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.

venerdì 18 febbraio
  • Politica estera ed eventi internazionali

    In Libia si estende la ricolta contro il regime del colonnello Gheddafi. Gli insorti prendono Bengasi e costituiscono un Consiglio nazionale di transizione, che la Francia riconosce come unico rappresentante legittimo del Paese.