Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/01476 presentata da FRANCESCHINI DARIO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20110222

Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-01476 presentata da DARIO FRANCESCHINI martedi' 22 febbraio 2011, seduta n.437 FRANCESCHINI, TEMPESTINI, VENTURA, MARAN, AMICI, LENZI, BOCCIA, QUARTIANI, GIACHETTI, ROSATO, PISTELLI, NARDUCCI, BARBI, COLOMBO, CORSINI, LOSACCO, PORTA e MOGHERINI REBESANI. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: la Libia e' ormai sull'orlo di una vera e propria guerra civile, con un bilancio ufficioso che parla di centinaia di morti e feriti, destinati ad aumentare drammaticamente a causa dei bombardamenti in atto da parte dell'aviazione di Gheddafi sui manifestanti; a fronte delle notizie allarmanti circa un gran numero di mercenari assoldati con il compito di sparare su quanti protestano anche pacificamente nelle strade, vi sarebbero notizie relative all'avvenuta diserzione di alcune unita' dell'esercito che si sarebbero unite ai manifestanti, in un momento in cui e' assai difficile prevedere con esattezza l'evoluzione a breve della difficile situazione che sta vivendo il popolo libico; mentre l'amministrazione Obama - al pari di altri Paesi europei - si e' affrettata a condannare con nettezza la brutale repressione in atto e ha considerato non tollerabile la violenza contro chi protesta in modo pacifico, colpisce la linea di silenzio prima e assai timida reazione poi del Governo italiano, che si e' limitato in una prima fase a dichiarare di non voler disturbare il leader libico e solo successivamente, costretto dall'incalzare degli eventi, a esprimere parole meno timide di condanna; il colpevole ritardo con cui l'Italia ha denunciato la strage di civili in atto in Libia e' stato, inoltre, accompagnato da timidezze e cautele durante lo svolgimento del vertice del Consiglio europeo, durante il quale l'Italia avrebbe scoraggiato una piu' ferma presa di posizione delle cancellerie europee, motivandola col fatto che sarebbe a rischio l'integrita' territoriale della Libia; a fronte della gravita' di quanto sta avvenendo non sono certo il silenzio o le eccessive cautele che potrebbero scongiurare l'eventuale rischio di una rottura dell'integrita' territoriale della Libia, ma solo l'avanzare del processo democratico potra' aprire ad una soluzione positiva della crisi in atto; quello che sta accadendo in Libia fa parte indubbiamente di un processo assai piu' ampio, che sta caratterizzando non solo la sponda sud del Mediterraneo, coinvolgendo Paesi come la Tunisia e l'Egitto, ma che si sta estendendo fino a Paesi come lo Yemen e il Bahrain, dove - esattamente come in Libia - la risposta alle richieste popolari di riforme e maggior democrazia sta assumendo connotati di ferocia e brutale repressione; proprio in ragione dei rapporti importanti e significativi del nostro Paese con la Libia, anche alla luce della positiva chiusura del contenzioso coloniale con la firma e la ratifica del Trattato di amicizia e cooperazione, spettava e spetta all'Italia un dovere assai piu' forte nel condannare con fermezza i morti di Bengasi e nel ribadire che la liberta' di espressione e di riunione pacifica sono diritti fondamentali di ogni essere umano e che come tali debbono essere sempre rispettati e protetti; l'imbarazzo che ha contraddistinto la posizione ufficiale italiana e' figlio, invece, di un'impostazione della nostra politica estera e di una gestione del trattato di cooperazione con la Libia di natura tutta propagandistica, disposta a concedere a Gheddafi una credibilita' che non meritava e ad esaltarne i tratti piu' incivili, pur di ottenere risultati di immagine in materia di immigrazione, con la conseguenza di aver perso in questi anni ogni capacita' di pressione sul colonnello libico, ad iniziare dalla questione dei rifugiati; l'onda lunga delle rivoluzioni democratiche non si e' affatto esaurita e l'Italia deve avere chiaro l'obbiettivo di aiutare tutti quei processi democratici volti a costruire una nuova stabilita' e nuove prospettive di sviluppo tra le due sponde del Mediterraneo, ne' puo' limitarsi al ruolo di mero spettatore passivo a fronte dello sgretolarsi di quei regimi che, se da un lato hanno assicurato stabilita', dall'altro lo hanno fatto anche al costo di una pesante negazione dello stato di diritto e di liberta' fondamentali -: quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare, sia sul piano bilaterale che nelle opportune sedi internazionali, affinche' abbia al piu' presto fine la brutale repressione in atto in Libia e venga dato ascolto alle richieste di riforme e tutela delle liberta' fondamentali provenienti dal popolo libico. (3-01476)





 
Cronologia
venerdì 18 febbraio
  • Politica estera ed eventi internazionali

    In Libia si estende la ricolta contro il regime del colonnello Gheddafi. Gli insorti prendono Bengasi e costituiscono un Consiglio nazionale di transizione, che la Francia riconosce come unico rappresentante legittimo del Paese.



venerdì 25 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 309 voti favorevoli e 287 contrari, l'emendamento Dis. 1.1 del Governo, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie (C. 4086), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.