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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00506 presentata da BRESSA GIANCLAUDIO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20110225

Atto Camera Risoluzione in Commissione 7-00506 presentata da GIANCLAUDIO BRESSA venerdi' 25 febbraio 2011, seduta n.440 La I Commissione, premesso che: la legge 24 dicembre 2007, n. 244, ha disposto l'abolizione delle forme di rappresentanza circoscrizionale nei comuni con popolazione inferiore ai 100, mila abitanti; la legge 23 dicembre 2009, n. 191, all'articolo 2, comma 186, lettera b) ha disposto l'abolizione delle circoscrizioni di decentramento amministrativo comunale per i comuni con popolazione compresa tra i 100.000 e i 250.000 abitanti; il decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2, convertito, con modificazioni, nella legge 26 marzo 2010, n. 42, recante interventi urgenti concernenti enti locali e regioni, al comma 2 dell'articolo 1, ha previsto la proroga al 2011 dell'entrata in vigore del disposto di cui al comma 186 dell'articolo 2 della citata legge n. 191 del 2009; e' previsto pertanto che la disciplina di cui alla legge 23 dicembre 2009, n. 191, decorra gia' dal rinnovo delle amministrazioni locali della prossima primavera; la soppressione dei consigli circoscrizionali e' inopportuna e inutile, essendo tali organismi l'unico anello di congiunzione tra il cittadino e l'amministrazione comunale; le circoscrizione ed i rispettivi consigli sono organismi politico-amministrativi che hanno la particolare caratteristica di favorire al massimo la partecipazione popolare per la trattazione e la gestione dei problemi locali delle singole zone, sono eletti dalla popolazione residente nel territorio circoscrizionale e restano in carica quanto il consiglio comunale; le circoscrizioni rappresentano pertanto gli interessi della collettivita' del proprio territorio nell'ambito dell'unita' del comune ed hanno ruolo politico, consultivo e propositivo, concorrendo alla gestione della politica amministrativa del comune attraverso l'esercizio di funzioni proprie o delegate; le circoscrizioni rappresentano altresi' una risorsa democratica e un luogo di partecipazione insostituibile, non un «costo della politica», bensi' una «risorsa della politica» in quanto luoghi fondamentali per la costruzione della coesione sociale, della cittadinanza, del senso civico e dell'identita' comunitaria; le circoscrizione sono, tra l'altro, un laboratorio politico per la formazione di futuri amministratori capaci e in grado di sostenere le esigenze della citta'; imputare alle circoscrizioni l'eccesso dei costi della politica e proporne l'abolizione come mezzo virtuoso di contenimento delle spese e' un modo inefficace di affrontare il probita' del bilancio dello Stato, in quanto il costo complessivo dei rappresentanti politici eletti nelle circoscrizioni dei comuni compresi fra 100.000 e 250.000 abitanti, considerate le limitazioni dimensionali imposte dalla legge 24 dicembre 2007, n. 244, incide in maniera irrisoria sul bilancio aggregato di tutto il Paese; ogni consigliere circoscrizionale, infatti, percepisce al massimo un'indennita' relativa ai gettoni di presenza pari a 150 euro circa; dal punto di vista normativo la scelta di abolire le circoscrizioni si pone in contrasto con la recente modifica del Titolo V della parte II della Costituzione, oltre che con il disposto dell'articolo 5 della medesima Carta costituzionale, che riconosce e valorizza le autonomie locali; la prospettiva di annullare questa trentennale esperienza appare in stridente contraddizione con i valori della trasparenza, della partecipazione e della sussidiarieta'; in risposta alla legge 23 dicembre 2009, n. 191, e al decreto-legge 25 gennaio 2010 n. 2, si e' costituito il Comitato nazionale delle circoscrizioni di decentramento amministrativo comunale, cui ha aderito pressoche' la totalita' dei comuni d'Italia coinvolti dalla disposizione in itinere; detto Comitato nazionale delle circoscrizioni, costituitosi a Forli' il 30 giungo 2010, ha adottato un articolato documento politico recante una posizione di netto disaccordo con le scelte dello Stato centrale tese ad abolire l'esperienza del decentramento amministrativo comunale; tutti i presidenti delle circoscrizioni e gli assessori al decentramento, aderenti al Comitato nazionale delle circoscrizioni nei mesi scorsi hanno avviato un intenso percorso di sensibilizzazione, interpellando tutti i soggetti a vario titolo coinvolti, tra i quali l'ANCI, la Lega delle autonomie, alcuni consigli regionali, diversi parlamentari che, tra l'altro hanno anche tenuto una conferenza stampa alla Camera dei deputati svoltasi il 16 settembre 2010, mentre al Senato della Repubblica si e' svolta un'audizione il 23 novembre 2010 presso la Commissione affari costituzionali; alcune regioni a statuto speciale stanno gia' avviando e portando a conclusione percorsi normativi tesi a preservare dalla decadenza gli strumenti di partecipazione dei consigli circoscrizionali, con conseguente inevitabile creazione di un'Italia a due velocita' e con evidenti disparita' per i cittadini e le comunita' coinvolte, impegna il Governo: ad assumere iniziative perche' sia prorogata la decorrenza disposta dal decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 marzo 2010, n. 42, prevista per il 2011; a fare proprie le richieste del Comitato nazionale delle circoscrizioni e ad assumere posizione in difesa del decentramento amministrativo comunale come spazio fondamentale di democrazia e buona politica; ad attivarsi in tutte le sedi opportune perche' si riformulino i citati disposti normativi e sia salvaguardata l'autonomia degli enti locali e la loro facolta' di organizzare il governo cittadino in base alle esigenze del proprio territorio indipendentemente dal numero degli abitanti; ad attivarsi in sede di Conferenza permanente Stato-regioni perche' venga istituito un tavolo di confronto con il Comitato nazionale delle circoscrizioni; ad attivarsi in tutte le sedi piu' opportune perche' all'interno della nuova «Carta delle autonomie» siano riconosciute forme istituzionali di decentramento amministrativo, in chiave federalista su base regionale; a valutare l'opportunita' di procedere all'adozione degli strumenti normativi piu' opportuni per garantire la partecipazione dei cittadini alle scelte di rappresentanza gia' dai livelli piu' vicini alle comunita' quali sono le circoscrizioni. (7-00506) «Bressa, Vico, Giovanelli, Cenni, Lulli, Bordo, Ghizzoni, Corsini, Bocci, Velo, Braga, De Micheli, Oliverio, Marchi, Naccarato, Albonetti, Froner, Fadda, Samperi, Villecco Calipari, Sanga, Vannucci, Trappolino, Codurelli, Mattesini».

 
Cronologia
venerdì 18 febbraio
  • Politica estera ed eventi internazionali

    In Libia si estende la ricolta contro il regime del colonnello Gheddafi. Gli insorti prendono Bengasi e costituiscono un Consiglio nazionale di transizione, che la Francia riconosce come unico rappresentante legittimo del Paese.



venerdì 25 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 309 voti favorevoli e 287 contrari, l'emendamento Dis. 1.1 del Governo, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie (C. 4086), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.

martedì 1° marzo
  • Parlamento e istituzioni
    Alla Camera si svolgono le comunicazioni del Governo sullo schema di decreto legislativo in materia di federalismo fiscale municipale. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito, pone la questione di fiducia sull’approvazione della risoluzione (6-00065) presentata dai deputati Cicchitto, Reguzzoni e Sardelli, che approva le comunicazioni del Governo. Il 2 marzo la risoluzione è approvata con 314 voti favorevoli, 291 contrari e 2 astenuti.

    Fabrizio Cicchitto Luciano Mario Sardelli Marco Giovanni Reguzzoni Elio Vito