Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04296 presentata da ZUCCHI ANGELO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20110302
Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-04296 presentata da ANGELO ZUCCHI mercoledi' 2 marzo 2011, seduta n.443 ZUCCHI. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che: con l'articolo 20 del decreto-legge n. 48 del 2009 - «Contrasto alle frodi in materia di invalidita' civile» - convertito dalla legge 3 agosto 2009, n. 201, il Governo ha inteso rivedere le modalita' di presentazione delle domande di accertamento delle minorazioni civili, handicap (legge n. 104 del 1992) e disabilita' (legge n. 68 del 1999) e delle procedure di valutazione, concessione e ricorso giurisdizionale; secondo le dichiarazioni del Governo, il provvedimento, attribuendo all'INPS nuove competenze, avrebbe dovuto consentire una maggiore rapidita' e modalita' piu' chiare per il riconoscimento dell'invalidita' civile, dell'handicap e della disabilita'; l'articolo 20 non faceva alcun riferimento rispetto ad una diversa fissazione dei tempi massimi di accertamento e di concessione; ad oggi, gli effetti del provvedimento risultano essere decisamente controversi; con le nuove regole previste dal dispositivo di legge - affermano le organizzazioni sociali e i patronati - una pratica per il riconoscimento di invalidita' civile, handicap o disabilita' deve essere esaminata tre volte: dai medici dell'asl, poi da quelli dell'INPS e, infine, dalla sovrintendenza medica nazionale a Roma. Una procedura piu' complessa che fa lievitare i costi ma, soprattutto, i tempi di attesa. Si hanno casi di persone che hanno dovuto attendere fino a sette mesi per una visita e, tra queste, anche un malato oncologico che, per legge, avrebbe dovuto essere convocato entro 15 giorni; non sono in discussione le iniziative di contrasto alle frodi in materia di invalidita' civile ne' le misure che tendono a ripristinare la legalita' violata e a riaffermare i princi'pi di un'etica pubblica che queste frodi invece ammorbano e avvizziscono. Tuttavia, se la ricerca e la scoperta dei «falsi invalidi» rappresenta un imperativo dell'etica pubblica e della legalita', e' meno evidente la ratio che presiede alla convocazione dinanzi alle commissioni di tutti gli invalidi, comprese le persone down, i tetraplegici; i sordomuti, i ciechi assoluti e, le persone affette da ritardi e malattie mentali e croniche fin dalla nascita. Iniziativa che sembra colpevolizzare tutti gli invalidi, compresi quindi coloro che non falsificano alcunche'. Da notizie in possesso dell'interrogante, ritardi anomali dovuti alla registrazione informatica delle richieste, alle convocazioni dei pazienti e al controllo dei verbali delle commissioni mediche delle aziende usl e del medico INPS, sono attribuibili alle procedure imposte dalla nuova normativa, si stanno accumulando compromettendo in tal modo i diritti delle persone disabili gravi nell'erogazione delle provvidenze economiche, dei permessi retribuiti, dall'esenzione dai ticket per visite mediche e farmaci ed altre forme di assistenza sociale -: se il Ministro abbia notizie circostanziate della situazione prodottasi a seguito dell'approvazione della nuova disciplina relativamente ai tempi di accertamento e riconoscimento dell'invalidita' civile, dell'handicap e della disabilita'; se il Ministro non intenda riconsiderare il meccanismo di commissioni mediche doppie e triple che comportano un aggravio dei costi per INPS e ASL e un'insostenibile dilatazione dei tempi; se il Ministro non intenda intervenire, con opportuni provvedimenti, nei casi in cui la dilazione dei tempi risulti oggettivamente penalizzante per persone, riconosciute invalide o in attesa di riconoscimento, affette da patologie gravi e conclamate; se il Ministro abbia fornito indicazioni relative ad un presunto «contingentamento» a livello provinciale di riconoscimenti di invalidita' civile, handicap e disabilita', determinato da obiettivi di contenimento della spesa; se il Ministro, a fronte di ritardi penalizzanti causati dalla nuova normativa, non intenda provvedere al riconoscimento di un disagio suscettibile di una qualche mitigazione o compensazione. (5-04296)