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Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00987 presentata da ZAZZERA PIERFELICE (ITALIA DEI VALORI) in data 20110307

Atto Camera Interpellanza 2-00987 presentata da PIERFELICE ZAZZERA lunedi' 7 marzo 2011, seduta n.444 I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della difesa, per sapere - premesso che: un articolo pubblicato l'11 febbraio 2011 su costruendo.lindro.it denuncia che in Europa c'e' un alto numero di ordigni nucleari Usa: 150 in Germania, 110 in Gran Bretagna, 90 in Italia, 90 in Turchia, 20 in Belgio e 20 in Olanda; la presenza di bombe nucleari in Italia e' stata confermata nel 2005 dall'allora sottosegretario alla difesa, Giuseppe Drago; in riferimento a tali ordigni, alcuni rapporti del Pentagono precisano che «La loro forza esplosiva distruggerebbe all'istante e completamente un'area equivalente alla meta' della superficie geografica italiana, con un impatto distruttivo avvertibile in un'area equivalente a 10 volte le dimensioni della Penisola»; «Le atomiche di proprieta' degli Stati Uniti d'America schierate in Italia complessivamente hanno una potenza distruttiva pari a 900 volte l'effetto prodotto sulle bombe sganciate alla fine della seconda guerra mondiale dagli Usa sul Giappone (Hiroshima e Nagasaki)» - si legge ancora nell'articolo succitato - e il Presidente americano peraltro puo' decidere in ogni momento di utilizzarle anche senza il permesso dell'Italia, quindi «piloti statunitensi possono decollare con armamenti atomici dalle basi italiane senza che sia necessaria alcuna decisione del nostro governo»; sempre su costruendo.lindro.it dell'11 febbraio 2011 e' riportata la dichiarazione dell'ammiraglio in pensione Falco Accame, ex presidente della Commissione Difesa della Camera, in cui denuncia che «L'Italia e' un Paese a sovranita' limitata, in caso di incidente, non esiste alcun piano coordinato di emergenza tra autorita' militari, protezione civile, prefettura ed enti locali. È del tutto evidente che ci si trova di fronte a una grave lesione delle prerogative democratiche del Parlamento, che rimane all'oscuro di cio' che accade nelle basi e della natura degli accordi tra Italia e Usa»; secondo un sondaggio del 2006 commissionato da Greenpeace a StreatCom, la presenza delle bombe e' «ignorata dal 60 per cento degli europei e da quasi il 70 per cento degli italiani», i quali - si precisa - con il referendum del 1987 hanno detto no al nucleare; gli ordigni nucleari rappresentano un serio pericolo per il nostro Paese, sono difficilmente conservabili e se colpiti da un fulmine possono esplodere. Queste armi sono «potenziali obiettivi di attacchi terroristici» ed inoltre, come dichiarato da Romano Prodi, «c'e' la possibilita' che dall'Italia possa essere sferrato un attacco nucleare contro l'Iran»; la presenza di tali ordigni comporta anche la violazione del trattato di non proliferazione delle armi nucleari, nella parte in cui prevede che «Ciascuno degli Stati militarmente non nucleari, si impegna a non ricevere da chicchessia armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, direttamente o indirettamente» -: se il Ministro sia a conoscenza dei fatti riportati in premessa e se corrisponda al vero che in Italia vi siano armi nucleari statunitensi. (2-00987) «Zazzera, Di Stanislao».

 
Cronologia
martedì 1° marzo
  • Parlamento e istituzioni
    Alla Camera si svolgono le comunicazioni del Governo sullo schema di decreto legislativo in materia di federalismo fiscale municipale. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito, pone la questione di fiducia sull’approvazione della risoluzione (6-00065) presentata dai deputati Cicchitto, Reguzzoni e Sardelli, che approva le comunicazioni del Governo. Il 2 marzo la risoluzione è approvata con 314 voti favorevoli, 291 contrari e 2 astenuti.

    Fabrizio Cicchitto Luciano Mario Sardelli Marco Giovanni Reguzzoni Elio Vito
venerdì 11 marzo
  • Politica estera ed eventi internazionali
    I leader dei paesi dell’area euro approvano il “Patto per l’euro”, che prevede un maggiore coordinamento delle politiche economiche per la competitività.