Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04355 presentata da GINEFRA DARIO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20110308
Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-04355 presentata da DARIO GINEFRA martedi' 8 marzo 2011, seduta n.445 GINEFRA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: il 6 settembre 2010 nella citta' di Altamura in provincia di Bari, veniva assassinato Bartolomeo Dambrosio, ritenuto a capo della ramificazione locale di uno dei clan della malavita barese; nei giorni successivi all'omicidio numerosi esponenti dell'amministrazione comunale di Altamura hanno rilasciato ai mezzi di informazione locale diverse dichiarazioni sull'accaduto, esprimendo apprezzamenti positivi nei confronti di Dambrosio e non condannando il fatto che fosse ritenuto a capo del gia' citato clan malavitoso barese; tra le suddette dichiarazioni spiccano quelle di Nicola Dambrosio, presidente del consiglio comunale di Altamura nonche' cugino di secondo grado del presunto boss, il quale parlava del defunto come di «Persona che con il suo comportamento cercava il riscatto sociale. Una persona buona e disponibile verso il prossimo» e quelle dell'assessore alla cultura e pubblica istruzione del comune di Altamura, dottor Giovanni Saponaro, che definiva il boss come «Persona dotata di grande charme»; tali dichiarazioni hanno naturalmente generato diverse polemiche, comprensibile scalpore e, soprattutto, profonda incredulita' nella comunita' altamurana, spingendo lo stesso sindaco, dottor Mario Stacca, a chiedere al presidente del consiglio comunale di rassegnare le dimissioni dal suo incarico, ritenendo la sua figura ormai compromessa; la stessa richiesta non e' stata fatta nei confronti dell'assessore alla cultura e pubblica istruzione; alla richiesta di dimissioni si e' associato il sottosegretario per l'Interno, onorevole Alfredo Mantovano, a margine della riunione del comitato per la pubblica sicurezza tenutasi pochi giorni dopo il delitto ad Altamura; nonostante le pressioni giunte da piu' parti, comunque, il presidente del consiglio comunale non ha ritenuto di dover rassegnare le dimissioni dal proprio incarico; il sindaco, Mario Stacca, al fine di raggiungere la massima chiarezza sugli episodi sopra ricordati e dopo aver appreso che il presidente del consiglio comunale, Nicola Dambrosio, non si era dimesso, aveva rassegnato le proprie dimissioni; allo stesso modo il sindaco era venuto a conoscenza, accettandole, delle dimissioni del signor Pasquale Lomurno, segretario particolare; il signor Pasquale Lomurno, che fa parte dello staff del primo cittadino con incarico fiduciario, dopo un periodo di autosospensione seguito da un lungo periodo di ferie non godute - cinque mesi - e' tornato a lavorare benche' avesse dichiarato che al termine di tali periodi avrebbe risolto il suo rapporto di lavoro; ritornato a lavoro, Pasquale Lomurno e' stato delegato dallo stesso sindaco a seguire le attivita' relative al censimento della popolazione e alla costituzione del piano sociale di zona «nella sua veste di interfaccia tra gli uffici e l'organo politico»; pur in assenza delle auspicate dimissioni del presidente del consiglio comunale tuttavia il sindaco di Altamura pochi giorni dopo ha ritirato le proprie dimissioni lasciando inalterato il quadro politico pur fortemente scosso dagli eventi; successivamente, da indiscrezioni di stampa sarebbe emerso che le indagini della direzione distrettuale antimafia sul delitto Dambrosio avrebbero fatto emergere l'esistenza di collegamenti radicati tra il clan capeggiato dal Dambrosio e «ambienti del consiglio comunale», soprattutto in relazione agli interessi attinenti la gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti -: come il Ministro intenda agire nell'ambito delle proprie competenze rispetto all'incresciosa situazione venutasi a creare nella citta' di Altamura affinche' venga chiarita una situazione da troppo tempo tenuta in sospeso e che mina la credibilita' delle istituzioni agli occhi dei cittadini, anche valutando se sussistano i presupposti per l'esercizio dei poteri di cui all'articolo 143 del decreto legislativo n. 267 del 2000. (5-04355)