Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04338 presentata da AMICI SESA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20110308
Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-04338 presentata da SESA AMICI martedi' 8 marzo 2011, seduta n.445 AMICI. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: l'articolo 141 del testo unico degli enti locali stabilisce, in via straordinaria ed eccezionale, che i consigli comunali (o provinciali) sono sciolti con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno, nei casi e per i motivi tassativamente previsti dalla legge; in particolare, l'articolo 141, comma 1, lettera b), punto 3, prevede che lo scioglimento sia disposto in «caso di cessazione dalla carica per dimissioni contestuali, ovvero rese anche con atti separati purche' contemporaneamente presentati al protocollo dell'ente, della meta' piu' uno dei membri assegnati, non computando a tal fine il sindaco (o il presidente della provincia)»; al decreto di scioglimento e' allegata la relazione del Ministro dell'interno contenente i motivi del provvedimento; dell'adozione del decreto di scioglimento e' data immediata comunicazione al Parlamento e il decreto e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana (articolo 141 comma 6 del testo unico degli enti locali); con il decreto di scioglimento, si dispone anche la nomina di un commissario straordinario, che provvede all'amministrazione dell'ente, esercitando le attribuzioni che, in concreto, gli sono affidate dal decreto stesso. Il rinnovo del consiglio deve avvenire entro novanta giorni dal decreto di scioglimento. Il termine puo' essere prorogato per ulteriori novanta giorni, al solo fine di far coincidere le elezioni con il primo turno elettorale utile; nel consiglio comunale di Latina (Latina), rinnovato nelle consultazioni elettorali del 27 e 28 maggio 2007 e composto dal sindaco e da quaranta consiglieri, si e' venuta a determinare una grave situazione di crisi a causa delle dimissioni rassegnate da ventidue componenti del corpo consiliare, con atti separati acquisiti al protocollo dell'ente in data 15 aprile 2010; le citate dimissioni, che sono state presentate per il tramite di tre consiglieri dimissionari, hanno determinato l'ipotesi dissolutoria dell'organo elettivo disciplinata dall'articolo 141, comma 1, lettera b), n. 3, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267; pertanto, il prefetto di Latina ha proposto lo scioglimento del consiglio comunale sopracitato disponendone, nel contempo, con provvedimento n. 7917/Area II/E.L. del 19 aprile 2010, la sospensione, con la conseguente nomina del commissario per la provvisoria gestione del comune nella persona del prefetto Guido Nardone; con decreto del Presidente della Repubblica 13 maggio 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 25 maggio 2010, n. 120, si e' provveduto allo scioglimento del consiglio comunale di Latina e alla contestuale nomina del commissario straordinario nella persona del prefetto Guido Nardone, al quale sono stati conferiti i poteri spettanti al consiglio comunale, alla giunta ed al sindaco; nello svolgere il suo incarico, il commissario ha ritenuto di dovere entrare nel merito di scelte politiche operate dal consiglio comunale sciolto e, nello specifico, possono essere sottolineati alcuni decisivi interventi che fino ad ora hanno contraddistinto l'operato del commissario: a) il primo intervento ha riguardato lo scioglimento della fondazione teatro attraverso la liquidazione e senza la preventiva valutazione delle possibilita' di risolverne i problemi economici. In tal caso, e' stata intaccata ed annullata una scelta operata dal precedente consiglio comunale; b) il secondo intervento commissariale da prendere in esame riguarda la realizzazione della metro tramvia di Latina. Fin dal suo insediamento il commissario straordinario ha ritenuto che questa importante infrastruttura fosse un problema per la citta'; c) il terzo intervento in esame riguarda la riorganizzazione della pianta organica del comune di Latina; d) il quarto, e non ultimo per ordine di importanza, e' la modifica del piano urbanistico con la previsione di una variante per la riqualificazione della zona a ridosso della via Epitaffio; i suddetti interventi hanno suscitato diverse contestazioni nei confronti dell'operato del commissario straordinario Guido Nardone accusato di compiere scelte politiche considerate quanto meno non opportune e in forte contrasto con le legittime scelte operate dal precedente consiglio comunale (Latina oggi 20 novembre 2010 «Lo spoil system di Nardone»; 21 novembre 2010 «Il nostro commissario politico»); in particolare, i provvedimenti in materia urbanistica rientrano negli atti di programmazione e di pianificazione del territorio la cui importanza e' giudicata cosi rilevante dall'ordinamento da affidarli alla competenza del consiglio comunale e non alla giunta, in quanto il consiglio e' l'organo piu' rappresentativo perche' coinvolge con il sindaco tutte le rappresentanze politiche sia di maggioranza che di opposizione -: quali siano gli orientamenti del Ministro in merito a quanto esposto in premessa e se ritenga che rientri nell'ambito dei poteri conferiti al commissario straordinario, l'adozione di atti da parte dello stesso che parrebbero avere natura fortemente politica e che, nell'imminenza delle elezioni municipali, rischiano, per alcuni interventi, non solo di avere durata temporanea connessa alla scadenza del mandato del commissario, ma di condizionare l'azione del nuovo sindaco. (5-04338)