Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04380 presentata da BOCCI GIANPIERO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20110314
Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-04380 presentata da GIANPIERO BOCCI lunedi' 14 marzo 2011, seduta n.448 BOCCI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che: il 31 dicembre 2009 e' terminato, su tutto il territorio della provincia di Campobasso, lo stato di emergenza dichiarato ai sensi dell'articolo 5, comma 1, della legge 225 del 24 febbraio 1992 con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 31 ottobre 2002 «Dichiarazione dello stato di emergenza in ordine ai gravi eventi sismici verificatisi il 31 ottobre 2002 nel territorio della Provincia di Campobasso»; la successiva ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3839 del 12 gennaio 2010, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 14 del 19 gennaio 2010, nel regolamentare il percorso di transizione dalla gestione straordinaria a quella ordinaria, ha introdotto una serie di disposizioni che consentono al commissario delegato alla ricostruzione di completare gli interventi necessari per consentire il definitivo ritorno alla normalita' prevedendo, tra l'altro, l'autorizzazione in capo al commissario delegato ed ai sindaci, negli ambiti di rispettiva competenza, a continuare ad erogare il contributo di cui all'articolo 2, comma 1, dell'ordinanza di protezione civile n. 3253/2002 in favore delle famiglie che, alla data di cessazione dello stato d'emergenza, continuano a sostenere oneri per l'autonoma sistemazione; l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3253 del 29 novembre 2002 autorizzava il commissario delegato e i sindaci dei comuni ad assicurare l'assistenza alle popolazioni colpite dal terremoto provvedendo ad assegnare ai nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa, fosse stata distrutta in tutto o in parte ovvero sgomberata in esecuzione di provvedimenti delle competenti autorita', un contributo per l'autonoma sistemazione fino a 400 euro mensili o, laddove non fosse stato possibile, provvedendo al reperimento di una sistemazione abitativa alternativa; le disposizioni di cui all'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3253 del 29 novembre 2002, inizialmente applicabili ai comuni della provincia di Campobasso rientranti nella cosiddetta «area del cratere sismico» composta da 14 comuni (Castellino del Biferno, Colletorto, Larino, San Giuliano di Puglia, Santa Croce di Magliano, Bonefro, Ripabottoni, Montelongo, Casacalenda, Montorio nei Frentani, Morrone del Sannio, Rotello, Ururi, Provvidenti), individuati indirettamente con i decreti del Ministero dell'economia e delle finanze del 14 e 15 novembre 2002 e 9 gennaio 2003 (sospensione tributi e contributi), sono state successivamente estese con decreti del commissario delegato n. 5, n. 7 e n. 21 del 2003 a 83 comuni della Provincia di Campobasso; per la ricostruzione/riparazione degli immobili privati rientranti nella classe «A» (escluso il comune di San Giuliano di Puglia), ovvero le abitazioni principali e/o immobili sedi di attivita' produttive con ordinanza di sgombero totale, sono stati presentati 1.266 progetti per la ricostruzione di 5.078 unita' immobiliari con una previsione totale di finanziamento superiore a 500 milioni di euro; ad oggi, dei progetti summenzionati, ne risultano finanziati circa il 33 per cento per un importo complessivo di circa 170 milioni di euro, e i nuclei familiari ancora inseriti in moduli abitativi o in autonoma sistemazione nei 14 comuni del cratere sono complessivamente 693 di cui 227 in moduli abitativi e 466 in autonoma sistemazione. A questi si sommano i 191 nuclei familiari dei comuni fuori dal cratere di cui 19 in moduli abitativi e 172 in autonoma sistemazione, per un totale di 884 nuclei familiari; alla somma prevista per la ricostruzione/riparazione degli immobili di classe «A» va aggiunta l'ulteriore somma di 12 milioni di euro per il finanziamento di n. 122 immobili sedi di attivita' produttive/agricole con ordinanza di sgombero totale, classe «A-bis», e le somme necessarie per le altre classi di priorita' («B», «C», «D» e «E»), per le quali e' necessario un finanziamento di 1,6 miliardi di euro (ancora non stanziato); pertanto, per procedere alla riparazione/ricostruzione di tutti gli immobili di edilizia privata rientranti nelle diverse classi di priorita', sono necessari ancora circa 2 miliardi di euro; i progetti preliminari di stima degli interventi di riparazione e ricostruzione di opere pubbliche individuate dai comuni (escluse le scuole e gli edifici di culto e le opere pubbliche relative al comune di San Giuliano di Puglia) prevedono un finanziamento complessivo di 1 miliardo di euro, di cui ad oggi risultano finanziati solo 63 milioni euro; con l' ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3417 del 24 marzo 2005 l'ingegnere Rinaldi ha assunto anche la qualita' di «soggetto attuatore» per «la realizzazione di tutti gli interventi ed opere, anche infrastrutturali, di ricostruzione inerenti al territorio della provincia di Campobasso colpito dagli eventi sismici del 2002» e che lo stesso, con l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3880 del 3 giugno 2010, e' stato sostituito dal provveditore interregionale per la Campania e il Molise; tra le opere pubbliche finanziate con fondi del terremoto rientra quella relativa alla messa in sicurezza e all'ammodernamento della strada statale 87 Sannitica, che in questi giorni e' all'attenzione dell'opinione pubblica per licenziamenti effettuati dalla ditta Falcione, assegnataria di 42 milioni di euro di lavori, in favore di nuova forza lavoro proveniente da fuori regione; gli eventi sismici hanno determinato anche gravi danneggiamenti agli edifici di culto e, per il ripristino degli stessi, e' stato adottato un piano generale di intervento che prevede come stima per il finanziamento dei progetti preliminari di intervento un importo complessivo di euro 115 milioni di cui 32,28 milioni gia' finanziati; il sisma del 2002 ha aggravato la situazione, gia' fortemente precaria, della messa in sicurezza degli edifici destinati allo svolgimento dell'attivita' scolastica, determinando una ingente richiesta di finanziamenti per progetti di riparazione o ricostruzione di scuole pubbliche e private ad uso dell'infanzia, primarie e secondarie di I grado, per un importo complessivo di 155 milioni di euro. Di questa somma, ad oggi, risultano finanziati progetti per un importo di 60 milioni di euro; a seguito degli eventi calamitosi del 31 ottobre 2002, con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3253 del 29 novembre 2002 «Primi interventi urgenti diretti a fronteggiare i danni conseguenti ai gravi eventi sismici verificatisi nei territorio delle provincie di Campobasso e di Foggia ed altre misure di protezione civile» e' stata disposta l'evacuazione dell'intero comune di San Giuliano di Puglia, per il quale e' stato successivamente predisposto dallo stesso sindaco, di concerto con il dipartimento di protezione di civile, un piano di ricostruzione specifico cosi' come stabilito dall'articolo n. 4, comma 1, dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3279 del 10 aprile 2003, Tale piano, pubblicato sul BURM n. 24 del 1 o dicembre 2003, e' stato successivamente reso esecutivo con decreto commissariale n. 111 del 23 dicembre 2004; il decreto del commissario delegato n. 120 del 28 luglio 2009, che ha rimodulato il programma generale delle opere infrastrutturali e l'articolazione degli interventi di ricostruzione del comune di San Giuliano di Puglia, individua nell'importo in 240 milioni di euro, di cui 153,7 milioni per le opere infrastrutturali e 86,2 milioni per gli interventi di ricostruzione privata, gli impegni finanziari necessari per finanziare la ricostruzione; dalla relazione trasmessa dal «soggetto attuatore» per la realizzazione degli interventi e delle opere di ricostruzione, anche infrastrutturali, per il comune di San Giuliano di Puglia (ex ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3375 del 10 aprile 2004, ingegnere Claudio Rinaldi) del 09 settembre 2010 prot. 24147/10, le somme spese sono ripartite come di seguito indicato: 23,4 milioni di euro per progetti e interventi sul dissesto idrogeologico comunale, 2,5 milioni di euro per il funzionamento degli uffici del soggetto attuatore, 994 mila euro di consulenze tecniche, 29,4 milioni per interventi di viabilita' e servizi a rete nel comune, 3,394 milioni per raccolta a abbattimenti macerie, 3,3 milioni per completamento di attivita' complementari, 1,450 milioni per il monitoraggio del territorio comunale, 4,395 milioni per opere accessorie, viabilita' e completamento del villaggio provvisorio, 6 milioni di euro per impianto fotovoltaico, 400 mila euro per la frana sul corso del paese, 350 mila euro per gli arredi del Comune, 198 mila euro per lo studio del verde, 3,3 milioni per una struttura di rimessa per mezzi comunali, 831 mila euro per il depuratore, 2,2 milioni per il palazzetto dello sport, 542 mila euro per il campo sportivo, 2,6 milioni per l'arredo urbano, 1,126 milioni per la residenza degli anziani, 18 milioni di euro per interventi di viabilita' e di recupero nel centro storico, 1,7 milioni per una strada comunale, 8,166 milioni per il consolidamento e la riqualificazione del Palazzo Marchesale, 735 mila euro per la chiesa di S. Elena, 3,799 milioni per la Chiesa Madre, 25,4 milioni di euro per la nuova scuola e 4,5 milioni per il Parco della Memoria; a seguito dell'alluvione del Basso Molise, il presidente della regione, Michele Iorio, nel marzo del 2003 e' stato nominato dal Presidente del Consiglio dei ministri commissario straordinario anche per l'alluvione. Nell'ordinanza di nomina (l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3268 del 12 marzo 2003) all'articolo 15 e' stabilito che, al fine di consentire la ripresa produttiva delle zone colpite dal terremoto e dall'alluvione, la regione puo' predisporre un «programma pluriennale di interventi per la ripresa produttiva della Regione Molise» (l'intera regione - 136 Comuni) per una somma complessiva pari a 453 milioni di euro tra somme stanziate specificamente per sopperire agli eventi calamitosi e fondi ordinari spettanti al Molise per la programmazione, inseriti comunque nel regime emergenziale e nella gestione commissariale; tale ingente somma di denaro e' stata di fatto utilizzata prevalentemente per finanziare progetti presentati da comuni, enti pubblici ed aziende di territori non danneggiati dal terremoto e dall'alluvione e motivati da una logica di difficile comprensione, che esula dall'obiettivo della ripresa produttiva delle zone colpite; in 8 anni sono stati spesi complessivamente 850 milioni di euro e la ricostruzione nei comuni del cratere, salvo S. Giuliano di Puglia, e' ancora ferma al 30 per cento del totale, mentre nei comuni fuori dal cratere non e' ancora iniziata; il Governo, con le disposizioni del decreto-legge n. 225 del 2010 ha sostanzialmente deciso di scaricare sulle comunita' colpite da eventi calamitosi l'onere di provvedere con propri fondi alla ricostruzione e alla ripresa produttiva, attraverso l'aumento delle addizionali, dei tributi e delle accise sulla benzina, penalizzando ulteriormente cittadini e territori gia' duramente provati -: se non ritenga urgente e necessario provvedere allo stanziamento dei fondi mancanti per assicurare il completamento della ricostruzione delle unita' immobiliari, dei fabbricati, delle attivita' produttive e delle infrastrutture nonche' la messa in sicurezza del territorio, delle scuole e degli edifici pubblici e di culto nei territori della provincia di Campobasso colpiti dagli eventi sismici del 2002; se non ritenga opportuno avviare un'attivita' di verifica dell'azione commissariale, in considerazione del fatto che, a fronte di un intervento economico consistente, nei territori interessati ci sono ancora il 70 per cento delle case da ricostruire, le scuole nei prefabbricati ed il territorio da mettere in sicurezza; se, infine, non ritenga che gli elementi suddetti debbano indurre una riflessione ed una eventuale revisione rispetto al modello di intervento seguito in occasione di eventi calamitosi, con lo scopo di assumere come modello di intervento quello delle esperienze piu' virtuose. (5-04380)