Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04465 presentata da VANNUCCI MASSIMO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20110324
Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-04465 presentata da MASSIMO VANNUCCI giovedi' 24 marzo 2011, seduta n.452 VANNUCCI e ZUCCHI. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: l'articolo 10 del decreto relativo al federalismo municipale modifica profondamente l'imposta di registro, prevedendo due sole aliquote: 9 per cento per i trasferimenti degli immobili in genere e 2 per cento se si tratta di prima casa; il nuovo regime partirebbe dal 2014; l'intervento previsto nel comma 4 dell'articolo 10 sopprime «tutte le esenzioni e le agevolazioni tributarie anche se previste in leggi speciali»; a questo proposito, solo verificando il decreto del Presidente della Repubblica n. 131 del 1986 che regola l'imposta di registro, emerge che: a) le onlus (organizzazioni non lucrative di utilita' sociale) se acquisteranno beni per lo svolgimento della propria attivita' pagheranno un'imposta del 9 per cento sul valore rispetto all'attuale tariffa fissa di 168 euro e alla stessa tariffa saranno assoggettati anche i trasferimenti di immobili acquisiti dagli enti pubblici territoriali che, da 168 euro forfetari, verranno a pagare il 9 per cento sul valore; b) chi acquistava un immobile di interesse storico, artistico e archeologico vincolato dallo Stato, pagava il 3 per cento sul valore, mentre oggi dovra' pagare il 9 per cento. Appare penalizzato anche il comparto dell'edilizia; infatti se l'immobile veniva acquistato da un'impresa, finalizzato alla rivendita nei tre anni, la tariffa era dell'1 per cento del valore che ora passa al 9 per cento; c) i programmi di edilizia residenziale, realizzati entro cinque anni all'interno di piani urbanistici particolareggiati che pagavano l'1 per cento, vengono a pagare il 9 per cento; appare che la soppressione delle esenzioni, prevista in leggi speciali, a cui si fa riferimento nel decreto, eliminera' di fatto anche le agevolazioni per la piccola proprieta' contadina e per altri comparti; se l'intervento sopprimesse le agevolazioni in campo agricolo, si avrebbe il risultato che coltivatori diretti, che oggi non pagano, imprenditori agricoli principali, che oggi pagano l'aliquota base dell'8 per cento e privati cittadini che acquistano terreni agricoli e oggi pagano il 15 per cento, si troverebbero nella eguale condizione, pagando il 9 per cento; tale eventualita' danneggerebbe pesantemente il settore agricolo, favorendo acquisto di terreno agricolo, senza garanzia di coltivazione; la previsione di una generale «soppressione di tutte le agevolazioni tributarie, comprese quelle previste in leggi speciali», senza elencare con precisione quali agevolazioni debbano essere effettivamente soppresse e senza individuare la decorrenza di tali soppressioni e/o una disciplina delle situazioni giuridiche gia' consolidate, potrebbe dar luogo a incertezze interpretative -: se il Ministro sia in grado di chiarire gli aspetti interpretativi della norma elencando precisamente le agevolazioni che verranno soppresse con i relativi riferimenti di legge; se non intenda proporre una correzione della norma, considerato che la stessa, come specificato nella premessa, appare incongrua, ed in grado di influire negativamente nell'andamento dell'economia del Paese penalizzando il settore dell'agricoltura, dei beni culturali, delle costruzioni e dell'attivita' delle onlus. (5-04465)