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Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA URGENTE 2/01025 presentata da COMMERCIO ROBERTO MARIO SERGIO (MISTO-MOVIMENTO PER LE AUTONOMIE-ALLEATI PER IL SUD) in data 20110329

Atto Camera Interpellanza urgente 2-01025 presentata da ROBERTO MARIO SERGIO COMMERCIO martedi' 29 marzo 2011, seduta n.454 I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere - premesso che: l'entrata in esercizio dell'alta velocita' ha alterato la percezione della reale situazione nella quale si trova oggi l'intero sistema ferroviario italiano che comprende anche realta' piu' critiche come quella della mobilita' in Sicilia; allo stato attuale, infatti, la rete ferroviaria siciliana costituisce la piu' estesa rete ferroviaria insulare del Mediterraneo e dell'Italia, ma e', di contro, tra le piu' arretrate; negli ultimi anni quasi tutti gli investimenti sono stati fatti su pochi e costosissimi progetti, anziche' sulla capillarita' della rete, penalizzando cosi' quei territori ove le infrastrutture sono piu' disastrate e fatiscenti; nel panorama ferroviario nazionale, la regione Sicilia si colloca all'8 o posto per la lunghezza complessiva dei binari (dopo Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio, Emilia Romagna, Veneto, Campania), al 5 o posto per le linee ferroviarie in esercizio (dopo Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio) e al 16 o posto con 169 chilometri (12 per cento) di linea a doppio binario su 1.378 chilometri (prima di Sardegna, Molise, Basilicata e Valle d'Aosta); alla totale assenza di investimenti infrastrutturali si aggiunge la politica di dismissione e di tagli dei convogli a lunga percorrenza tra il Nord ed il Sud del Paese e quella di abbandono del trasporto merci perpetrata negli ultimi tempi dal gruppo FS ai danni della Sicilia; a fronte di dichiarazioni trionfalistiche che vedrebbero oggi il nostro come un Paese piu' moderno ed avanzato grazie all'alta velocita', l'infrastruttura ferroviaria e' composta da materiale rotabile risalente alla meta' del secolo scorso, e da linee ferrate solo in parte elettrificate; i siciliani, anch'essi cittadini italiani, sono stati costretti a subire da troppo tempo le conseguenze di questa condizione: mancanza di investimenti, nessun miglioramento del trasporto ferroviario, ritardi, soppressioni, aumenti tariffari e i continui e definitivi tagli del servizio offerto a media e lunga percorrenza, isolando, di fatto la Sicilia dal resto della penisola italiana; il diritto alla continuita' territoriale si colloca nell'ambito della garanzia dell'uguaglianza dei cittadini e della coesione di natura economica e sociale e che deve tradursi nella capacita' di garantire un servizio di trasporto che non penalizzi cittadini residenti in territori meno favoriti; lo stato deve farsi garante in concreto della continuita' territoriale per un principio di equita' e deve garantire il diritto alla mobilita' a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro dislocazione geografica, in particolar modo di fronte allo svantaggio dell'insularita'; il servizio di trasporto rappresenta un servizio di interesse economico generale e si configura come elemento essenziale del diritto alla mobilita' sancito e riconosciuto dall'articolo 16 della Costituzione, ossia della possibilita' per tutti i cittadini di spostarsi nel territorio nazionale e comunitario con pari opportunita', accedendo ad un servizio pubblico che garantisca condizioni economiche e qualitative uniformi; le suddette scelte attuate fino ad oggi dal Gruppo FS, principale gestore del sistema ferroviario italiano, lo rendono complice del ritardo dello sviluppo delle aree del Sud Italia e dell'accrescersi del divario con le regioni settentrionali e con il resto d'Europa, divario che, perseverando nelle stesse scelte, sara' sempre piu' arduo colmare in futuro; Rete ferroviaria italiana, societa' del Gruppo FS che gestisce l'infrastruttura ferroviaria, e Trenitalia, societa' che gestisce il trasporto di passeggeri e merci, sono due aziende pubbliche che operano in regime di diritto privato. La scelta di tale forma giuridica, se da una parte richiede il rispetto di parametri di efficienza imposti dal mercato, dall'altra deve garantire l'erogazione del servizio pubblico universale, in condizioni di parita', a milioni di cittadini; secondo il principio di uguaglianza sostanziale, di cui all'articolo 3, comma 2 della Costituzione: «È compito dello Stato rimuovere gli ostacoli di ordine sociale ed economico, che, limitando di fatto la liberta' e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese»; e' difficile, che si possa immaginare una crescita economica forte, in assenza di un sistema di trasporto capillare, efficace ed efficiente, che permetta di sfruttare pienamente il mercato interno e' le possibilita' offerte dalla europeizzazione degli scambi commerciali -: se non ritenga il Governo, nel suo ruolo di azionista unico e di decisore strategico del gruppo FS, di intervenire urgentemente ed in modo risolutivo al fine di assicurare servizi di mobilita' uniformi su tutto il territorio nazionale, compreso quello siciliano. (2-01025) «Commercio, Lo Monte, Latteri, Lombardo, Brugger».





 
Cronologia
mercoledì 23 marzo
  • Parlamento e istituzioni
    Il Ministro per i beni e le attività culturali Sandro Bondi si dimette dalla carica. Giancarlo Galan (PdL) lascia la carica di Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali e assume quella di Ministro per i beni e le attività culturali. Francesco Saverio Romano (Iniziativa Responsabile) assume la carica di Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali.

    Francesco Saverio Romano Sandro Bondi Giancarlo Galan
martedì 5 aprile
  • Parlamento e istituzioni

    La Camera approva la richiesta di elevare conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato sorto in seguito alla apertura delle indagini ed alla successiva richiesta di giudizio immediato del 9 febbraio 2011 da parte del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Milano ed al decreto di giudizio immediato del 15 febbraio 2011 emesso dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale ordinario di Milano, nei confronti del Presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi.



    Silvio Berlusconi