Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01576 presentata da SCHIRRU AMALIA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20110406
Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-01576 presentata da AMALIA SCHIRRU mercoledi' 6 aprile 2011, seduta n.459 SCHIRRU, GNECCHI, FADDA, DAMIANO e COLUCCI. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che: dal 1 o luglio per effetto del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010, sono state abrogate le norme che prevedevano il trasferimento gratuito per i lavoratori elettrici e telefonici della posizione contributiva presso il regime generale INPS da fondi sostitutivi, esclusivi o esonerativi, ed e' stato reso oneroso il ricongiungimento verso l'INPS - in precedenza gratuito; tale modifica ha comportato di fatto, per tutti i lavoratori elettrici e telefonici, il venir meno della possibilita' di ottenere il trattamento piu' favorevole tra quello calcolato con le regole INPS e quello calcolato con le regole del fondo; ai lavoratori rimane la possibilita' di trasferire la propria posizione contributiva all'INPS, ma saranno costretti a pagare costosi oneri di trasferimento o ricongiunzione; i lavoratori elettrici e telefonici, e in particolare gli operativi e i turnisti, sono dunque ingiustamente penalizzati dalla normativa vigente, dato che se non pagheranno gli oneri di trasferimento verso l'INPS otterranno trattamenti erogati dai rispettivi Fondi che potrebbero essere molto inferiori a quelli percepiti, a parita' di contribuzione e retribuzione, dai lavoratori dipendenti iscritti all'INPS; ancora piu' grave e' la condizione dei lavoratori assunti presso aziende telefoniche nel periodo che va dal 21 febbraio 1992 al 31 dicembre 1999 o presso aziende elettriche dal 16 novembre 1996 al 31 dicembre 1999. I periodi maturati all'INPS precedentemente all'assunzione in azienda elettrica o telefonica, infatti, non sono riconoscibili gratuitamente al Fondo: con l'introduzione delle norme citate non e' piu' possibile trasferire gratuitamente all'INPS la posizione Fondo; per maturare il diritto a pensione dunque, questi lavoratori si troveranno nella condizione di essere obbligati alla ricongiunzione o al trasferimento oneroso nell'una o nell'altra direzione oppure ad accontentarsi di un calcolo contributivo molto inferiore ricorrendo alla totalizzazione con un'attesa, rispetto alla maturazione del diritto, di 18 mesi; costringe, inoltre i lavoratori in procinto della pensione a far pagare due volte per poter aver la loro pensione, nonostante appunto i contributi siano gia' stati pagati; stessa sorte infine subiscono i lavoratori che da azienda elettrica sono passati ad azienda telefonica o viceversa. Tali fondi sono, infatti, impermeabili l'un l'altro e non consentono l'erogazione di trattamenti come i supplementi o la pensione supplementare per gli spezzoni contributivi non valorizzati nella pensione principale; nel corso della discussione al Senato del decreto-legge «Milleproroghe», il Governo ha dato parere contrario agli emendamenti presentati dall'opposizione che avrebbero potuto porre rimedio alla grave discriminazione subita dai lavoratori elettrici e telefonici a causa dell'applicazione del, decreto-legge n. 78 del 2010; anche alla Camera, stessa sorte per gli emendamenti alla manovra finanziaria di cui l'interrogante era prima firmataria. Ricordo a tal proposito anche gli atti: 5-03379 Gnecchi: ricongiunzione delle posizioni assicurative dei lavoratori elettrici e telefonici, 5-03405 Velo: ricongiunzione delle posizioni assicurative dei lavoratori elettrici e telefonici e 5-04044 Gnecchi: ricongiunzione delle posizioni assicurative dei lavoratori elettrici e telefonici; nella discussione del medesimo provvedimento alla Camera e', comunque, stato accolto un Ordine del Giorno (a prima firma dell'onorevole Vincenzo Antonio Fontana) che impegna il Governo a ricercare, mediante un confronto con le parti sociali interessate e con gli enti previdenziali competenti, misure in grado di affrontare e risolvere il problema attraverso una adeguata revisione delle norme in materia di totalizzazione e di allargamento dei suoi effetti -: se il Ministro, dopo aver ignorato le legittime richieste dei sindacati esposte anche in occasione di audizioni presso le Commissioni Lavoro della Camera e del Senato, intenda intervenire per sanare una discriminazione intollerabile che danneggia migliaia di lavoratori; se il Ministro non ritenga opportuno e necessario convocare al piu' presto un tavolo con le parti sociali coinvolte per risolvere il problema, per prevenire l'ampio contenzioso legale annunciato dai sindacati per contrastare gli effetti del decreto-legge n. 78 del 2010 e salvaguardare il diritto a una pensione equa per i lavoratori coinvolti. (3-01576)