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Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/04565 presentata da BOTTA MARCO (POPOLO DELLA LIBERTA') in data 20110407

Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-04565 presentata da MARCO BOTTA giovedi' 7 aprile 2011, seduta n.460 BOTTA, GHIGLIA, ZACCHERA e MANCUSO. - Al Ministro della salute, al Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca. - Per sapere - premesso che: lo schema del nuovo Piano sanitario nazionale (PSN) per il triennio 2011-13 approvato il 21 gennaio 2011 nella sua forma preliminare dal Consiglio dei ministri individua fra i problemi prioritari da affrontare quello delle «Risorse umane del Servizio sanitario nazionale (SSN)». Nei riguardi dei circa 690.000 dipendenti attuali del Servizio sanitario nazionale, il piano sanitario nazionale ha ritenuto opportuno rappresentare come questione piu' urgente quella dell'imminente calo del numero dei medici dipendenti (oggi circa 112.000). A causa principalmente della distribuzione per eta' dei medici impiegati nel Servizio sanitario nazionale (fonte: Inpdap) e' possibile stimare che entro il 2015 circa 17.000 medici lasceranno il servizio per raggiunti limiti di eta', numero che raggiungera' i 22.000 nel 2018. Considerando il numero medio di laureati in medicina e chirurgia sfornati ogni anno dalle universita' e la quota di questi che viene immessa annualmente nel Servizio sanitario nazionale, ci si aspetta gia' sin dal 2012 un saldo negativo tra pensionamenti e nuove assunzioni. Lo schema del Piano sanitario nazionale 2011-13 stima inoltre che la forbice tra uscite ed entrate nel Servizio sanitario nazionale tendera' ad allargarsi negli anni a seguire data la struttura per eta' dei medici e il numero inadeguato delle immatricolazioni al corso di laurea in medicina e chirurgia, prefigurando nel breve-medio periodo una vera «emergenza medici». A tale problema si associa peraltro (tenuto conto che il possesso del titolo di specializzazione e' il requisito obbligatorio di accesso al Servizio sanitario nazionale) l'inadeguato numero di medici specialisti (il problema e' gia' gravissimo per figure professionali quali anestesisti, radiologi, nefrologi, pediatri, geriatri, chirurghi) a causa dell'inadeguata offerta formativa dell'universita'; la federazione nazionale degli ordini dei medici-chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO) nella recente Conferenza nazionale della professione medica (Roma, 2-3 dicembre 2010) ha confermato l'allarme su tale «emergenza». Secondo la FNOMCeO circa 115.000 medici (oggi compresi nella fascia di eta' tra i 51 e i 59 anni) ovvero il 38 per cento di tutta la popolazione medica attiva andranno in pensione nei prossimi dieci-quindici anni. Tra questi sono compresi il 48 per cento dei medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale e Universita', il 62 per cento dei medici di medicina generale convenzionati, il 58 per cento dei pediatri di libera scelta convenzionati, il 55 per cento degli specialisti convenzionati interni; a fronte di tale allarme, il Ministero della salute ha richiesto un ampliamento dell'offerta formativa (ossia dell'incremento del numero di immatricolazioni al corso di laurea in medicina e chirurgia e del numero di contratti per la formazione specialistica, attualmente 5.000) all'Universita' gia' a partire dall'anno accademico 2008-09. La risposta dell'Universita' a tale prioritaria esigenza di riprogrammazione appare del tutto insufficiente se si tiene conto che (ancorche' il numero di iscritti alle facolta' di medicina sia lievemente aumentato: 9.000 nell'anno 2009/10 rispetto ai 7.000 di dieci anni fa) nel settembre 2010 le aspiranti matricole erano 90.000 a fronte di soli 8.755 posti disponibili nelle facolta' italiane (rapporto 1/10); il problema della carenza nel breve-medio periodo di medici a causa dello squilibrio fra entrate-uscite nel Servizio sanitario nazionale si configura come una vera e propria «emergenza», con pericolose ripercussioni per la tutela della salute dei cittadini e per la sostenibilita' di un servizio sanitario pubblico regionale efficiente e razionale; tale vera e propria «emorragia» se non verra' tamponata portera' al «dissanguamento» della sanita' pubblica in termini di medici. Tale categoria si avvia infatti a diventare una vera e propria «razza in via d'estinzione», creando i presupposti di quanto avviene oggi in Inghilterra e negli Stati Uniti (saremo costretti paradossalmente a ricorrere all'assunzione di medici stranieri, associando al danno anche la beffa per decine di migliaia di giovani e loro famiglie a causa di una programmazione sbagliata e di un numero chiuso difeso da una raffica di test di ammissione inaccessibili - e a detta di molti esperti, anche irrazionali); lo schema di Piano sanitario nazionale 2011-13, la FNMCeO e numerosi esperti del mondo accademico hanno gia' offerto e illustrato alcune proposte di soluzione al grave problema. Altre nazioni europee (come la Germania) di fronte allo stesso problema si stanno gia' muovendo con soluzioni celeri e innovative -: se non si ritenga opportuno intervenire affinche' vengano elaborate e perseguite valide ed efficaci soluzioni rispetto al problema dell'«emergenza medici» che si determinera' nel breve-medio periodo, anche alla luce delle proposte formulate dal PSN 2011-13, dalla FNMCeO e da numerosi esperti di sanita' pubblica; quali iniziative di competenza intendano assumere affinche' l'universita' incrementi immediatamente il numero di studenti ammessi alle facolta' mediche italiane (uno studio pubblicato sul il sole 24ore ipotizza almeno 12.000 accessi/anno) e affinche' sia concordato un'aumento delle risorse sia a favore di un razionale piano di assunzioni (riferito soprattutto alla componente medica che contrasti gli effetti del pensionamento) sia a favore dell'incremento del numero di contratti per la formazione specialistica dei medici e di altre importanti professionalita' sanitarie; se non ritenga opportuno attivare una radicale modificazione dell'attuale modello di «numero chiuso» alle facolta' mediche e il superamento dell'attuale irrazionale sistema di test di accesso, nel rispetto sia di ineludibili criteri meritocratici sia di una razionale programmazione delle future esigenze del servizio sanitario pubblico coerente con le risorse disponibili, perseguendo una piu' organica revisione della modalita' di accesso alle facolta' di medicina-chirurgia attraverso i seguenti criteri: a) un anno iniziale comune a varie facolta' (un'area di «scienze bio-mediche» a cui far accedere tutti gli studenti che desiderino intraprendere le professioni in ambito sanitario, per esempio medicina-chirurgia, veterinaria, odontoiatria, scienze infermieristiche e altre professioni sanitarie, bioingegneria); b) la previsione di un test d'ingresso comune, con valenza orientativa, obbligatorio e con punteggio da considerare in sede curriculare e una valutazione finale al termine del primo anno facendo si' che solo successivamente lo studente, a seconda della valutazione finale, possa accedere alle facolta', posto che i dodici mesi permetterebbero alle istituzioni una programmazione adeguata a seconda delle carenze instauratesi e delle necessita' future; se non si ritenga opportuno verificare (per quanto riguarda in particolare la futura carenza di medici di medicina generale convenzionati in Italia, segnalata dalla FNMCeO) la proposta recentemente lanciata dal Ministro della sanita' della Germania P. Rosler, in un Paese nel quale la facolta' di medicina e' a numero chiuso ed esiste una rigorosa selezione il quale, a fronte della sempre maggiore discrepanza numerica fra la presenza di medici generici nelle citta' (troppi) e nelle campagne (pochissimi), ha proposto di riservare un contingente di posti (non a numero chiuso) all'universita' ai giovani intenzionati a lavorare nelle zone di campagna quando avranno concluso gli studi; ipotizzando in analogia in Italia di riservare un contingente di posti - non a numero chiuso e con accesso correlato a un test di orientamento e di tipo psicoattitudinale - a quegli studenti che si impegneranno a svolgere il loro lavoro di «medico di famiglia» nelle campagne e nelle zone piu' disagiate del Paese, con la possibilita' per il Paese di avere a disposizione medici realmente motivati a svolgere il loro lavoro nei territori piu' disagiati e piu' spopolati, rinverdendo la gloriosa tradizione italiana del «medico condotto» (figura storica che il mondo ci ha invidiato); se non si ritenga opportuno verificare, di valutare la proposta formulata dalla FNMCeO e dall'ANAAO-Assomed, il sindacato dei medici dipendenti piu' rappresentativo, di utilizzare, quale «rete formativa» di medici specialisti, le migliori strutture ospedaliere dei servizi sanitari regionali a cio' debitamente selezionate e accreditate.(5-04565)

 
Cronologia
mercoledì 6 aprile
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Portogallo richiede all’Ue l’attivazione del meccanismo di aiuti finanziari.

giovedì 7 aprile
  • Politica, cultura e società

    La BCE innalza i tassi di interesse di 25 punti base.



lunedì 2 maggio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Ad Abbottabad (Pakistan) forze speciali USA uccidono lo sceicco saudita Osama bin Laden leader di al-Qaida, organizzazione terroristica responsabile degli attentati dell’11 settembre 2011 negli Stati Uniti.