Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/01614 presentata da ROTA IVAN (ITALIA DEI VALORI) in data 20110427
Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-01614 presentata da IVAN ROTA mercoledi' 27 aprile 2011, seduta n.468 ROTA, PIFFARI, DONADI, BORGHESI e EVANGELISTI. - Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che: un consuntivo su questi primi tre anni di legislatura mostra con assoluta evidenza come sulle fonti energetiche rinnovabili il Governo non abbia di fatto investito praticamente nulla, ma, al contrario, ha fin dal primo momento scelto con forza di porre al centro delle sue strategie energetiche il ritorno al nucleare; questa scelta, ad avviso degli interroganti, scellerata del nucleare imposta dal Governo fin dall'inizio, e che solo adesso - seppure in forma molto ambigua - sembrerebbe in parte «rimangiarsi», ha di fatto impedito di puntare fin da subito su una politica energetica che avesse al centro la crescita delle energie alternative, con la conseguenza di «affossare» quanto di importante aveva fatto il precedente Governo di centrosinistra per il decollo di questo settore; dopo ben tre anni di legislatura, il Ministro dell'economia e delle finanze sembra accorgersi solo adesso degli elevatissimi costi legati al nucleare, finora volutamente ignorati dal Governo, se e' vero che nei giorni scorsi Tremonti coniava il concetto di «debito nucleare», secondo il quale i costi per il «decommissioning», cioe' quelli derivanti dalla chiusura di una centrale nucleare, ridurrebbero il prodotto interno lordo del Paese e comunque ne aumenterebbero sensibilmente il debito; e' importante ricordare che il 12 e il 13 giugno 2011 gli italiani saranno chiamati a votare per il referendum, promosso dall'Italia dei Valori, contro il nucleare, al fine di abrogare proprio la normativa che intende dare il via libera alla realizzazione di centrali nucleari sul territorio nazionale; occorre, invece, puntare con maggiore determinazione a una vera innovazione in campo energetico, che deve vedere lo sviluppo delle energie rinnovabili nel rispetto della salvaguardia ambientale; ci si augura che dopo la tragedia nucleare giapponese, possa aprirsi qualche minimo spiraglio in questa direzione all'interno dello stesso Governo. In questo senso si ricorda che sempre il Ministro dell'economia e delle finanze Tremonti, intervenendo il 19 aprile 2011 davanti alla Commissione affari costituzionali del Parlamento europeo, sottolineava come «questa fase va utilizzata anche per sostenere investimenti pubblici destinati a operazioni di interesse collettivo: il finanziamento delle energie alternative risponde a questa esigenza»; va rivista l'intera strategia energetica del Governo e il nuovo piano energetico nazionale, da troppo tempo atteso, deve diventare l'occasione per sostenere e aumentare con determinazione gli investimenti nel settore delle energie rinnovabili e nella ricerca e sviluppo in questo ambito. Si ricorda che l'obiettivo che l'Unione europea ha posto all'Italia e' quello di coprire entro il 2020 con le fonti energetiche rinnovabili il 17 per cento dei consumi energetici nazionali; finora l'unico provvedimento di rilievo di questa legislatura, che ha riguardato le energie alternative, e' stato il recente decreto legislativo n. 28 del 2011 di attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili. Un provvedimento che, per come formulato, secondo gli interroganti, blocchera' lo sviluppo del settore delle rinnovabili che producono energia elettrica, e che per tali ragioni e' riuscito a raccogliere una serie di forti critiche, sia dal mondo imprenditoriale del settore che dalla totalita' delle associazioni ambientaliste, tanto che il Governo in queste ore sta provvedendo a varare un decreto interministeriale parzialmente correttivo del decreto legislativo n. 28 del 2011. Peraltro, la lettura della bozza del suddetto decreto correttivo, ha gia' provocato le prime critiche da parte delle principali associazioni di categoria operanti nel settore delle rinnovabili, che lo ritengono del tutto insoddisfacente; tutta questa incertezza e quella che agli interroganti appare come totale improvvisazione non puo' che ripercuotersi negativamente sugli investimenti in un settore strategico e «anticiclico», quale e' appunto quello delle energie pulite, che avrebbe, invece, bisogno di certezze e di un quadro normativo chiaro e non in continua modificazione -: se non ritenga urgente varare un nuovo piano energetico nazionale che superi definitivamente la nefasta parentesi nucleare e ponga finalmente al centro della politica energetica nazionale lo sviluppo delle energie rinnovabili e la filiera italiana del settore, garantendo a tal fine le necessarie risorse finanziarie.(3-01614)