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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/01652 presentata da REGUZZONI MARCO GIOVANNI (LEGA NORD PADANIA) in data 20110517

Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-01652 presentata da MARCO GIOVANNI REGUZZONI martedi' 17 maggio 2011, seduta n.473 REGUZZONI, LUSSANA, LUCIANO DUSSIN, FOGLIATO, MONTAGNOLI, ALESSANDRI, ALLASIA, BITONCI, BONINO, BRAGANTINI, BUONANNO, CALLEGARI, CAPARINI, CAVALLOTTO, CHIAPPORI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, DAL LAGO, D'AMICO, DESIDERATI, DI VIZIA, DOZZO, GUIDO DUSSIN, FAVA, FEDRIGA, FOLLEGOT, FORCOLIN, FUGATTI, GIDONI, GIANCARLO GIORGETTI, GOISIS, GRIMOLDI, ISIDORI, LANZARIN, MAGGIONI, MOLGORA, LAURA MOLTENI, NICOLA MOLTENI, MUNERATO, NEGRO, PAOLINI, PASTORE, PINI, PIROVANO, POLLEDRI, RAINIERI, RIVOLTA, RONDINI, SIMONETTI, STEFANI, STUCCHI, TOGNI, TORAZZI, VANALLI e VOLPI. - Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che: da tempo su parecchie categorie di prodotti destinati al mercato comunitario viene impresso un marchio recante le lettere CE, la cui funzione e' quella di garantire l'acquirente sulla conformita' del prodotto stesso ai requisiti di sicurezza previsti dalla normativa comunitaria e di identificare con certezza le merci che provengono da Paesi dell'Unione europea; molti produttori cinesi hanno pensato di copiare lo stesso marchio CE, apponendo come unica modifica uno spazio minore fra le due lettere e dandogli un diverso significato: nella versione cinese del marchio, C E significa «China export» e viene apposto sui prodotti cinesi destinati all'esportazione, che non hanno eseguito alcuna prova di conformita' agli standard europei, sicche' tale marchio indica solamente la destinazione estera del prodotto; appare evidente che la difficolta' di distinzione fra i due marchi provoca l'errore di molti acquirenti, configurando una vera e propria truffa nei confronti dei consumatori, con una grave distorsione rispetto ad elementari principi di concorrenza leale; l'inganno perpetrato a danno dei consumatori e' doppiamente grave, sia perche' si induce il consumatore a pensare di acquistare un prodotto che offre determinate qualita' in termini di materiali utilizzati, sia perche' si colpiscono i nostri produttori, arrecando un grave danno all'economia del Paese, ai nostri lavoratori e alle nostre imprese; si puo' comprendere come tale truffa sia particolarmente grave nel caso di articoli tessili, giocattoli o altri prodotti che possono provocare anche danni alla salute; il nostro Paese nel recepire la direttiva 2004/108/CE con il decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 194, ha previsto, all'articolo 10, che «È vietato apporre sugli apparecchi e sui relativi imballaggi e istruzioni per l'uso segni che possano indurre in errore terzi in relazione al significato o alla forma grafica della marcatura CE», stabilendo, altresi', all'articolo 15 che «Chiunque appone marchi che possono confondersi con la marcatura CE ovvero ne limitano la visibilita' e la leggibilita' e' assoggettato alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.000,00 ad euro 6.000,00»; nonostante le citate previsioni normative, l'utilizzo del marchio «China export» risulta tutt'altro che debellato ed anzi le segnalazioni che provengono dal mondo produttivo e dai consumatori denunciano un fenomeno molto esteso -: quali risultati siano stati raggiunti con la normativa citata e se non si ritenga di assumere iniziative, anche normative, sia a livello nazionale che nelle sedi comunitarie, volte a porre fine all'uso manifestamente truffaldino del marchio China export cosi' come sopra indicato. (3-01652)





 
Cronologia
domenica 15 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Si svolgono le elezioni amministrative in 1315 comuni e in 11 province, con turni di ballottaggio il 29 e 30 maggio. Si rinnovano i consigli comunali di quattro grandi città: Milano, Torino, Napoli e Bologna. Si affermano le liste di centro-sinistra e i ballottaggi confermano tale tendenza.

martedì 24 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 313 voti favorevoli, 291 contrari e 2 astenuti, l'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, recante disposizioni urgenti in favore della cultura, in materia di incroci tra settori della stampa e della televisione, di razionalizzazione dello spettro radioelettrico, di moratoria nucleare, di partecipazioni della Cassa depositi e prestiti, nonchè per gli enti del Servizio sanitario nazionale della regione Abruzzo (C. 4307), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.