Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01115 presentata da BELTRANDI MARCO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20110607
Atto Camera Interpellanza urgente 2-01115 presentata da MARCO BELTRANDI martedi' 7 giugno 2011, seduta n.482 I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro degli affari esteri, il Ministro dell'interno, il Ministro della difesa, il Ministro per le politiche europee, per sapere - premesso che: nella notte tra martedi' e mercoledi' sono morti 150 clandestini, in seguito all'affondamento di un barcone a largo dell'isola di Kerkennah. I cadaveri sono stati recuperati a largo delle coste tunisine; a bordo della nave c'erano circa 800 persone, in massima parte sub-sahariani, ma anche asiatici, partiti dalla Libia. Per la loro meta: l'Italia; l'episodio citato e' solo l'ultimo di una lunga teoria di misfatti che tante vittime innocenti ha gia' mietuto; Fortress Europe, l'autorevole osservatorio sui migranti, stima che dal 1988 siano 11.656 gli scomparsi tra le onde del Mediterraneo e che meta' delle salme non siano state ritrovate. L'ecatombe e' avvenuta nell'impressionante indifferenza della civile Europa. Morti che non appartengono a loro, i morti africani non commuovono. C'e' poca empatia verso quanti hanno osato sfidare il mare e ne sono stati sommersi. Il dato, al contrario, non puo' essere eluso e dovrebbe spingere a non distogliere lo sguardo da questa catastrofe lenta e continua, divenuta invece una pigra abitudine; l'illusione che un trattato con un dittatore ci avrebbe messi al riparo dai migranti, garantendoci contemporaneamente gas e affari a buon mercato e' miseramente fallita, perche' dove non c'e' democrazia e liberta', c'e' sempre l'afflato al suo raggiungimento, superando le apparenti stabilita'; il 22 maggio del 2008, poco prima della firma dello scellerato trattato Italia-Libia di amicizia, partenariato e cooperazione, avvenuta a Bengasi il 30 agosto 2008, in un noto settimanale era scritto: «Li controlleranno dall'alto, avranno sugli schermi ogni metro di costa e saranno pronti a intervenire al primo movimento sospetto. Sara' un sistema satellitare a controllare le coste libiche evitando la partenza di migliaia di disperati che da ogni parte dell'Africa si concentrano li' pensando all'Italia e all'Europa»; si fa riferimento a un sistema di controllo allestito dalla Finmeccanica, l'azienda specializzata non solo nel settore della difesa, ma anche nei sistemi di sicurezza interna costruiti dalla Selex, societa' di cui e' proprietaria; il sistema satellitare, avrebbe consentito il controllo sulle coste nordafricane, facilitando l'intervento delle navi di pattuglia per effettuare operazioni di controllo, ricerca e salvataggio sia nei luoghi di partenza che in acque internazionali; quattro giorni prima, ad un noto quotidiano, il Ministro degli affari esteri aveva dichiarato che, per porre un freno all'immigrazione clandestina, l'Italia si preparava non solo a ricorrere alla Marina militare per rafforzare i pattugliamenti in mare, ma sarebbe ricorsa anche all'uso dei satelliti pur di intercettare gli arrivi delle imbarcazioni fin dal momento in cui esse salpano dai porti di partenza; ha inoltre precisato che su questo fronte l'Italia avrebbe impiegato diversi mezzi «con un coordinamento europeo, che sono la marina, gli elicotteri, gli aeroplani e un pattugliamento anche con una rete satellitare di collegamento»; riferendosi a coloro che sono intenzionati a raggiungere le nostre coste, Frattini ha poi aggiunto che «se non li intercettiamo vicini ai porti di partenza, quando poi li sorprendiamo in alto mare che stanno per morire e' chiaro che innanzitutto si deve salvare loro la vita. Se invece ce ne accorgiamo quando stanno per partire con un mezzo satellitare adeguato, che ovviamente gia' esiste, noi possiamo intervenire alla partenza». Il sistema di rilevazione satellitare, ha aggiunto il titolare della Farnesina, «esisteva, ma purtroppo avevamo una mancanza proprio qui in Italia. Il nostro Paese ha utilizzato poco i finanziamenti europei che sono consistenti.»; e' certamente possibile effettuare il monitoraggio di coste e mare per salvare la vita di innocenti poiche' esiste un circuito di satelliti della NASA «Terra» ed «Aqua» le cui rilevazioni il MARSec (che fa parte della rete mondiale di osservazione sulla terra della Agenzia spaziale statunitense), ogni giorno, acquisisce ed elabora; il MARSec (Mediterranean agency for remote sensing and environmental control) e' un centro per il monitoraggio satellitare delle aree del Mediterraneo; per le immagini ad alta risoluzione, il MARsec ha stipulato, un accordo con la societa' israeliana Imagesat International NV, proprietaria dei satelliti EROS-A ed EROS-B. L'accordo concede al MARsec di acquisire immagini da questi satelliti consentendo di informare le pubbliche amministrazioni. Eros cattura immagini ad alta risoluzione (dalle quali si possono distinguere strade e case). La risoluzione di Eros-A e' di circa 1,8 metri a terra, mentre quella di Eros-B, lanciato in orbita il 25 aprile del 2006, e' di circa 70 centimetri. I prodotti che si elaborano dai dati di Eros possono essere utilizzati a scopi urbanistici, per il controllo del territorio, per la pianificazione urbanistica e agricola, per la protezione civile, per l'aggiornamento delle carte tematiche e per il controllo dei flussi migratori; e' poi noto che a due passi dal centro abitato di Niscemi, in contrada Ulmo, dal 1991 esiste una delle piu' grandi stazioni di telecomunicazioni della Marina USA del Mediterraneo: NRTF (Naval radio transmitter facility); nella stazione in oggetto, sono installate decine di antenne di trasmissione HF ed una LF (bassa frequenza), ed ospita una delle stazioni di controllo terrestre del «MUOS» il sofisticato sistema di comunicazione satellitare ad altissima frequenza (UHF) delle forze armate USA che integra comandi, centri d'intelligence, radar, cacciabombardieri, missili da crociera, velivoli senza pilota, e altro; ulteriori e piu' recenti dichiarazioni sull'argomento sono state espresse dal vicepresidente della Commissione europea Tajani, che ha confermato lo scorso aprile, a piu' riprese, l'esistenza e l'utilizzabilita' dei sistemi di monitoraggio radar per salvare tante vite umane. Si riporta il testo di un'agenzia ove vengono chiaramente affermati questi fatti: «Sono 11 i satelliti puntati sulle coste nordafricane e sul Mediterraneo per individuare e segnalare i movimenti nei porti e barche in navigazione, fino alle piu' piccole, delle dimensioni di 4 metri. Per il vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, questa sorveglianza e' un esempio di come «quando si dice che l'immigrazione e' un problema dell'Unione europea si dice il vero e il giusto». Lo ha detto oggi a Frascati (Roma) lo stesso Tajani, presentando la nuova strategia spaziale europea nel centro dell'Esa in Italia, l'Esrin. La sorveglianza delle coste e del Mediterraneo e' un esempio delle ricadute positive dello spazio al servizio della societa', ha osservato Tajani, e «un esempio di collaborazione da parte dei singoli Stati membri. Agenzia Spaziale Europea (Esa) e Commissione europea significativa anche politicamente»; il sistema di sorveglianza che in questi giorni sta segnalando le imbarcazioni provenienti dal Nord-Africa si chiama Mariss (European maritime security services), e' gestito dalla societa' e-Geos costituita da Agenzia spaziale italiana (Asi) e Telespazio (Finmeccanica-Thales) ed e' nato dalla collaborazione tra Guardia costiera, Guardia di finanza, Marina militare ed Esa. Degli 11 «occhi» puntati sul Mediterraneo, 6 sono satelliti radar in grado di prendere immagini anche di notte e attraverso le nubi. Di questi, 4 sono gli italiani Cosmo-SkyMed, in grado di fornire immagini ad alta risoluzione ogni 4-6 ore; ci sono poi il satellite tedesco TerrasarX e il canadese Radarsat-2. Gli altri 5 satelliti, tutti ottici, sono gli americani Geoeye, Quickbird e Ikonos, il francese Spot e Formosat, di Taiwan; «ad oggi la copertura del Mediterraneo non e' completa», ha detto il direttore dell'Esa per l'osservazione della Terra, Volker Liebig. Ma, ha aggiunto «a partire dal 2013 si aggiungeranno i satelliti europei radar Sentinel» (saranno 4 entro il 2016), «in grado di garantire ogni 5 giorni una sorveglianza completa della Terra»; lo stesso vicepresidente, in un'altra agenzia che si riporta, cosi' si e' espresso: «Un "puntuale monitoraggio" dei flussi immigratori e dell'emergenza umanitaria in corso sulle acque del mar Mediterraneo "arriva dallo spazio, grazie anche alla tecnologia italiana e al polo di eccellenza scientifica a Frascati". Lo ha detto il vice presidente della Commissione europea, Antonio Tajani, a conclusione della visita al padiglione espositivo del Lazio al Vinitaly»; «sono 11 i satelliti dell'agenzia spaziale europea Esa - ha precisato - che permettono di identificare tutti gli spostamenti di mezzi in mare, anche quelli di navi non identificate, e che forniscono queste informazioni alla nostra Guardia costiera e alla Guardia di finanza»; «e' questo un altro contributo dell'Italia all'emergenza profughi - ha concluso Tajani - e un contributo del Lazio che, col suo polo di Frascati, da' posti di lavoro qualificati»; sempre riferendosi all'utilizzo della tecnologia satellitare, necessaria per salvare le vite dei tanti migranti che rischiano la propria vita nella traversata, ha dichiarato la sostanziale prevalenza dell'Europa delle Patrie sulla Patria europea, le cui conseguenze nefaste sono sotto gli occhi di tutti: «Il problema non e' la Commissione europea, il problema e' che manca una solidarieta' a livello di Stati membri: bisogna anche rinunciare a un po' di egoismo ed essere piu' solidali». Lo afferma Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea a proposito dell'emergenza immigrazione. «Se noi non ci rendiamo conto che il problema immigrazione non e' un problema di Malta, dell'Italia, della Francia ma e' un problema anche del futuro dell'intera Unione compiamo un errore», dice Tajani all'ANSA a margine del Vinitaly di Verona; «se non ci sara' un intervento a livello comunitario, se tutti gli Stati membri non si decidono a intervenire anche in Africa continueremo ad avere i contenziosi che ci sono», aggiunge il vicepresidente della Commissione di Bruxelles. «In questo caso serve piu' Europa: non serve piu' Europa per le piccole cose dove gli Stati membri, i Comuni, le Province, le Regioni possono fare da soli, serve piu' Europa la' dove gli Stati membri nell'era della globalizzazione da soli non sono in grado di dare delle risposte: il tema dell'immigrazione e' uno di questi», spiega Tajani. Ma l'Italia rischia di trovarsi isolata contro un nuovo asse franco-tedesco? «O ci sara' piu' Europa - risponde Tajani - o ci troveremo sempre ad affrontare problemi come questo: prima e' stato Italia-Malta, poi Italia-Francia, ora Italia-Germania. Serve una strategia europea perche' gli immigrati non e' che vogliano andare a Lampedusa, vogliono andare in diversi Paesi europei». «L'Agenzia spaziale europea fornisce alla Guardia costiera e alla Guardia di finanza attraverso i suoi satelliti tutte le informazioni di quanto succede in Libia, in Tunisia, lungo quel percorso che porta i barconi verso i Paesi europei: la Commissione europea ha fatto quello che poteva, ma l'Europa non e' solo la Commissione europea, l'Europa sono anche gli Stati membri», conclude il vicepresidente Ue -: se siano a conoscenza dei fatti narrati in premessa e, nell'eventualita' positiva quali iniziative gravissime e urgenti intendano porre in essere per far terminare lo stillicidio di vite umane durante le traversate su barche di fortuna; se sia vero che le nostre forze dell'ordine dispongano di precisissimi dati rilevati da sofisticati sistemi radar, in grado di localizzare perfettamente ogni imbarcazione in pericolo in mare, e nell'eventualita' positiva, perche' non siano stati utilizzati nei tanti casi in cui le barche fatiscenti che imbarcavano i clandestini siano state lasciate affondare, con l'inevitabile conseguente carico di lutti, a partire dai fatti accaduti tra martedi' 31 maggio e mercoledi' 1 o giugno 2011; quale sia lo stato dei rapporti tra Italia e l'Unione europea per affrontare in modo coordinato, efficace, efficiente e solidale il dramma degli immigrati clandestini. (2-01115) «Beltrandi, Bernardini, Farina Coscioni, Mecacci, Maurizio Turco, Zamparutti».