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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/01913 presentata da REGUZZONI MARCO GIOVANNI (LEGA NORD PADANIA) in data 20111025

Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-01913 presentata da MARCO GIOVANNI REGUZZONI martedi' 25 ottobre 2011, seduta n.541 REGUZZONI, LUSSANA, LUCIANO DUSSIN, FOGLIATO, MONTAGNOLI, ALESSANDRI, ALLASIA, BITONCI, BONINO, BRAGANTINI, BUONANNO, CALLEGARI, CAPARINI, CAVALLOTTO, CHIAPPORI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, D'AMICO, DAL LAGO, DESIDERATI, DI VIZIA, DOZZO, GUIDO DUSSIN, FAVA, FEDRIGA, FOLLEGOT, FORCOLIN, FUGATTI, GIDONI, GIANCARLO GIORGETTI, GOISIS, GRIMOLDI, ISIDORI, LANZARIN, MAGGIONI, MOLGORA, LAURA MOLTENI, NICOLA MOLTENI, MUNERATO, NEGRO, PAOLINI, PASTORE, PINI, PIROVANO, POLLEDRI, RAINIERI, RIVOLTA, RONDINI, SIMONETTI, STEFANI, STUCCHI, TOGNI, TORAZZI, VANALLI e VOLPI. - Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che: i mass media mettono in evidenza la grave crisi della televisione generalista e, in particolare, della Rai (si veda Il Corriere della Sera del 9 ottobre 2011, pagine 1 e 8), che, nonostante da anni insegua il concorrente commerciale Mediaset, a scapito ovviamente degli investimenti nel servizio pubblico, vanterebbe nei confronti dello Stato, cioe' del contribuente, un credito di un miliardo e mezzo di euro; tale credito, almeno da quanto appare da notizie di stampa mai smentite, troverebbe la sua motivazione, che oseremmo definire quantomeno anomala, nel fatto che la Rai, pur inseguendo il carattere commerciale di Mediaset, abbia speso per il servizio pubblico un miliardo e mezzo in piu' di quanto ricevuto dallo Stato; quanto sopra dimenticando che il servizio pubblico e' regolato anche nel quantum dal contratto di servizio, che prevede appunto, triennio per triennio, la possibilita' di incremento del canone tenendo conto dell'inflazione; in base alle sentenze della Corte costituzionale il cosiddetto canone Rai e' da considerare una imposta di possesso sull'apparecchio televisivo, il cui importo e' definito da leggi dello Stato e non da convenzioni di servizio; il contratto di servizio necessario per l'espletamento del servizio pubblico e' stato rinnovato con grave ritardo, solamente a meta' del 2011, nonostante i richiami dell'authority competente; la Rai, ad avviso degli interroganti, e' l'unico caso nel settore commerciale mondiale dove al cliente che paga, il cittadino contribuente, e' preclusa la possibilita' di conoscere il prodotto che compra; il cittadino nulla sa in concreto sulle modalita' di scelta delle fiction, sull'individuazione degli artisti, sui costi, che non ci meraviglieremmo che fossero messi a carico del servizio pubblico e, pertanto, dell'utenza; lo stesso dicasi per gli spettacoli di varieta' (peraltro, molti dei quali in oggettivo contrasto con le finalita' del servizio pubblico), che non vorremmo anche quelli pagati con i canoni dei contribuenti; gli unici bandi pubblici per l'assunzione di personale sono quelli dei componenti dell'orchestra della Rai, per gli altri undicimila non si sa se le assunzioni e le carriere avvengano per meritocrazia o in base ad altri principi; nulla si sa sulle modalita' di scelta degli artisti, dei presentatori e di tutte quelle persone che acquistano notorieta' attraverso il mezzo televisivo, se i compensi, secretati nel loro ammontare, tengano conto dei guadagni aggiuntivi derivanti dalla predetta popolarita' (pubblicita', promozioni, serate e quant'altro), se sia rispettato il principio della libera concorrenza e delle pari opportunita'; nulla si sa dei contratti della Rai, dei compensi, dei criteri di scelta e quant'altro, pur essendo noto che le spese e la qualita' dei prodotti vengono generati dai contratti; nulla si sa, se non per voce di popolo, in quante cause la Rai sia risultata vincitrice e in quante parte soccombente, quante siano le cause in corso e quale sia l'importo previsto in caso di soccombenza; l'unica cosa che si e' venuti a sapere dai media e' che la sommatoria di tutte le attivita' e le modalita' previste per la messa in onda dei programmi di servizio pubblico, per cui non e' stata definita la natura, tipologia e quant'altro a causa della vacanza del contratto di servizio, avrebbero portato a un dissesto di per se' idoneo a mettere in pericolo l'attivita' della Rai -: quali iniziative il Ministro interrogato intenda assumere per fare definitivamente chiarezza sullo stato dei conti di Rai spa, rigettando la richiesta di trasferimenti ulteriori di risorse rispetto a quelle derivanti dall'ordinario canone Rai. (3-01913)





 
Cronologia
giovedì 20 ottobre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    In Libia, dopo mesi di combattimenti, cade anche la città di Sirte ultimo bastione del regime del colonnello Muammar Gheddafi, che viene ucciso dagli insorti.

martedì 1° novembre
  • Politica, cultura e società
    Ignazio Visco assume la carica di Governatore della Banca d'Italia, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica del 24 ottobre 2011.