Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01941 presentata da CILLUFFO FRANCESCA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20111112
Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-01941 presentata da FRANCESCA CILLUFFO sabato 12 novembre 2011, seduta n.549 CILLUFFO. - Al Ministro per i beni e le attivita' culturali. - Per sapere - premesso che: il decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 all'articolo 10, comma 2, stabilisce che a decorrere dal 2012 le amministrazioni centrali dello Stato dovranno assicurare una riduzione della spesa in termini di saldo netto da finanziare; la tabella C allegata al decreto stabilisce la relativa riduzione della spesa anche per il Ministero per i beni e le attivita' culturali pari a: 12,5 milioni per il 2012, 14,9 milioni per il 2013 e 27,8 milioni per il 2014, per un totale di 55,2 milioni di euro. A questo va sommata la riduzione imposta per l'indebitamento netto che e' pari a: 11,7 per il 2012, 14,9 per il 2013 e 27,8 per il 2014, per un totale di 54,4 milioni di euro. Tali riduzioni sono autorizzate dal comma 3 del medesimo articolo 10, dalla cui applicazione il Ministero per i beni e le attivita' culturali non e' escluso; conseguentemente la legge di stabilita' per il 2012, intervenendo «a rime obbligate» nel contesto dei tagli imposti dalla manovra estiva, riduce gli stanziamenti per il Ministero per i beni e le attivita' culturali nell'ambito di numerosi programmi e capitoli di spesa; in siffatto contesto nazionale, particolarmente grave risulta la situazione degli operatori culturali piemontesi. Da notizie a mezzo stampa e dalle denunce in tal senso formulate dagli stessi operatori culturali si apprende che, nel prossimo assestamento del bilancio della regione Piemonte, le risorse di spesa corrente a favore della cultura subiranno un taglio del 40 per cento e quelle d'investimento addirittura del 75 per cento; tale riduzione dovrebbe tradursi nella mancata erogazione di oltre 60 milioni di euro destinati ad attivita' culturali con tutte le immaginabili conseguenze che questo taglio puo' avere sui programmi di iniziative culturali gia' avviati in Piemonte; il taglio previsto di 60 milioni di euro corrisponde a circa il 40 per cento della spesa corrente storica e al 75 per cento della spesa di investimento e incide sugli iniziali stanziamenti del bilancio regionale per il 2011. Il rinvio al 31 dicembre 2011 delle decisioni di finanziamento interviene a stagioni culturali gia' svolte e concluse, con gravi ripercussioni sulla esposizione di cassa degli operatori culturali in particolare sui piccoli operatori; per contro, nel bilancio preventivo regionale del 2012 e' prevista la destinazione alle attivita' culturali dell'uno per mille del gettito dell'addizionale regionale IRPEF: l'importo non e' stimabile a causa dell'incertezza del gettito tributario e in ogni caso non varra' retroattivamente rispetto al saldo delle convenzioni stipulate con gli enti culturali, in essere al 31 dicembre 2011; nel generale clima di preoccupazione diffuso tra gli operatori culturali piemontesi, si segnala l'attivita' del Comitato emergenza cultura, che ha organizzato diverse iniziative di sollecitazione dell'opinione pubblica sulla centralita' di politiche culturali non solo «difensive dell'esistente» ma realmente orientate alla riforma del sistema e quindi propositive; una delle iniziative proposte dal comitato e condivisibile nella sostanza e' la creazione di un tavolo di concertazione, per rivedere le regole e le modalita' di relazione fra le istituzioni pubbliche e i soggetti privati che operano a finalita' pubblica, secondo un piano condiviso di sviluppo della cultura in Piemonte, fondato sul lavoro e sull'intervento culturale diversificato dei molteplici soggetti che si adoperano a corrispondere alle diverse necessita' culturali presenti nella nostra societa'; oltre alla critica sui tagli alle risorse del Ministero per i beni e le attivita' culturali a livello nazionale, e' necessario riformulare l'intero sistema di finanziamento delle attivita' culturali. Sarebbe infatti auspicabile una complessiva riforma della governance del sistema, in modo che le varie istituzioni coinvolte possano specializzarsi, evitando inutili sovrapposizioni di ruoli: la regione come legislatore e programmatore, le province come finanziatori delle attivita' culturali nei territori deboli e piu' marginali, le citta' come i principali attori dello sviluppo culturale -: se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti citati in premessa e quali siano le iniziative di competenza che intende adottare, fermo restando il rispetto delle competenze regionali in materia e nell'ambito di una concertazione con tutti i livelli istituzionali interessati, al fine di poter individuare una soluzione condivisa e tempestiva alla grave situazione di difficolta' in cui versano gli operatori culturali, come nel caso piemontese. (3-01941)