Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/01951 presentata da REGUZZONI MARCO GIOVANNI (LEGA NORD PADANIA) in data 20111129
Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-01951 presentata da MARCO GIOVANNI REGUZZONI martedi' 29 novembre 2011, seduta n.554 REGUZZONI, LUSSANA, LUCIANO DUSSIN, FOGLIATO, MONTAGNOLI, ALESSANDRI, ALLASIA, BOSSI, BITONCI, BONINO, BRAGANTINI, BUONANNO, CALLEGARI, CAPARINI, CAVALLOTTO, CHIAPPORI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, D'AMICO, DAL LAGO, DESIDERATI, DI VIZIA, DOZZO, GUIDO DUSSIN, FAVA, FEDRIGA, FOLLEGOT, FORCOLIN, FUGATTI, GIDONI, GIANCARLO GIORGETTI, GOISIS, GRIMOLDI, ISIDORI, LANZARIN, MAGGIONI, MARONI, MARTINI, MOLGORA, LAURA MOLTENI, NICOLA MOLTENI, MUNERATO, NEGRO, PAOLINI, PASTORE, PINI, PIROVANO, POLLEDRI, RAINIERI, RIVOLTA, RONDINI, SIMONETTI, STEFANI, STUCCHI, TOGNI, TORAZZI, VANALLI e VOLPI. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: sul quotidiano Libero di domenica 23 ottobre 2011 e' stato pubblicato un articolo, a firma De Stefano, dal titolo «I siciliani vanno ancora in baby pensione»; secondo l'articolo di giornale, una legge regionale varata nel 2004, di recepimento della normativa nazionale in materia di handicap (la legge n. 104 del 1992), prevede che i dipendenti della regione possano essere collocati a riposo, con 20 anni di contributi per le donne o 25 anni per gli uomini, se dimostrano di avere un parente da accudire; sempre secondo l'articolo di stampa, dal 2004 al 2007 hanno beneficiato di tale norma circa un centinaio di siciliani all'anno, mentre nel biennio 2008-2010 ne hanno goduto 680 dipendenti regionali, vale a dire 1.080 dipendenti baby pensionati, per una spesa circa di 20 milioni di euro l'anno; peraltro, l'articolo riporta nomi e ruoli dei dipendenti collocati a riposo e comunque sempre in carico alla regione come consulenti, capi delle strutture tecniche o assessori; le baby-pensioni sono un'eredita' degli anni '70, il cui onere per lo Stato si aggira intorno ai 9 miliardi e mezzo l'anno e sulle quali il legislatore intervenne gia' negli anni '90 per contenere la spesa pensionistica; e', a parere degli interroganti, alquanto scandaloso che ben 14 anni dopo, nel 2004, periodo in cui sono gia' avviati gli interventi per l'innalzamento dell'eta' pensionabile, la regione Sicilia promulghi una legge a beneficio dei suoi dipendenti ed in controtendenza non solo con l'Italia stessa, ma anche con l'Europa; situazioni come quella descritta, a giudizio degli interroganti, rischiano di incidere negativamente, nel medio e lungo periodo, sul patto di stabilita' e sul complessivo processo di razionalizzazione della spesa pubblica; il Presidente del Consiglio dei ministri, nelle dichiarazioni programmatiche rese alle Camere, ha affermato che il sistema pensionistico italiano «rimane caratterizzato da ampie disparita' di trattamento tra diverse generazioni e categorie di lavoratori, nonche' da aree ingiustificate di privilegio»; nelle stesse dichiarazioni programmatiche si legge che «i problemi del Mezzogiorno vanno affrontati non nella logica del chiedere di piu', ma di una razionale modulazione delle risorse» e che «il riequilibrio di bilancio, le riforme strutturali e la coesione territoriale richiedono piena e leale collaborazione tra i diversi livelli istituzionali. Occorre riconoscere il valore costituzionale delle autonomie speciali nel duplice binario di responsabilita' e reciprocita'» -: di quali elementi disponga in relazione a quanto esposto in premessa e se non ritenga necessario ed urgente, anche alla luce degli interventi prospettati dal Governo, adottare ogni iniziativa di competenza, anche in sede di Conferenza Stato-regioni, al fine di salvaguardare la tenuta dei vincoli derivanti dal patto di stabilita', con particolare riferimento alla normativa in materia di requisiti anagrafici e contributivi per l'accesso al pensionamento. (3-01951)