Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/14414 presentata da BERNARDINI RITA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20120110
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-14414 presentata da RITA BERNARDINI martedi' 10 gennaio 2012, seduta n.567 BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che: sul quotidiano La Repubblica dello scorso 3 gennaio 2012 e' apparso un articolo scritto da Francesca Russi e intitolato: «A Bari, tra scabbia e docce gelate, i carcerati vivono in tre metri, sovraffollamento e' del 183 per cento»; Francesca Russi da' conto della situazione di invivibilita' delle carceri ubicate in Puglia. Le strutture penitenziarie in questione presentano caratteristiche di assoluta inadeguatezza rispetto ai fini che la legge gli impone di rispettare, pertanto la prima firmataria del presente atto ritiene opportuno riportare integralmente il contenuto del citato articolo: «Le celle sono grandi 13,50 metri quadrati e in ognuna vivono quattro detenuti. La finestra interna con le sbarre ha una grata molto fitta e la stanza e' buia. Nella cella manca anche l'interruttore interno per accendere la luce. Il riscaldamento non esiste e quando piove entra l'acqua. È l'inferno delle carceri pugliesi, teatro di suicidi e morti misteriose. È in questo spazio di tre metri quadrati per ciascuno che i detenuti devono trascorrere 20 ore al giorno. Nelle restanti ore possono lavarsi e andare in bagno: nella toilette pero' non ci sono finestre e le docce non hanno l'acqua calda. Nel carcere infatti non ci sono celle per la socialita' e il campo sportivo e' inaccessibile dal 2006. «Sono condizioni inumane». Cosi' undici detenuti del carcere di Taranto hanno deciso di fare ricorso alla Corte Europea dei diritti dell'uomo. A sostenerli c'e' l'associazione per i diritti dei detenuti Antigone che negli scorsi giorni ha presentato l'ultimo rapporto sulle carceri. È la Puglia, secondo i dati del dipartimento di amministrazione penitenziaria, la regione dell'emergenza. Con un tasso di sovraffollamento del 183 per cento guida la classifica nazionale delle carceri piu' sovraffollate. La capienza totale degli 11 istituti penitenziari presenti in Puglia e' di 2mila 458 posti ma i detenuti sono 4mila 486. Quasi il doppio. Le donne sono 221 e gli stranieri 919. Il carcere piu' a rischio e' quello di Lecce: i posti letto a disposizione sono 680 eppure i detenuti sono 1441. L'indice di sovraffollamento e' del 212 percento. Segue, distaccato per pochi punti percentuali, il carcere di Taranto: su 315 posti ci sono 655 persone, il tasso e' del 208 percento. Situazione tragica anche a Foggia dove i detenuti sono 705 ma i posti 371, la percentuale di sovraffollamento arriva a 190 punti. Il dramma delle carceri si consuma ogni giorno sulla pelle dei detenuti. In cella si suicida una persona ogni mille. Fuori dal carcere una persona ogni ventimila. I numeri raccontano una tragedia quotidiana fatta di violenza e disperazione. La dignita', in carcere, e' una parola che non esiste. Lo dimostrano le storie di contagio di tubercolosi e scabbia, malattie ormai dimenticate, nel penitenziario di Lecce; i casi di autolesionismo nel carcere di Brindisi dove un detenuto ha tentato di morire ingoiando un rasoio; i suicidi nelle celle di Foggia e di Bari dove due detenuti l'hanno fatta finita con cappi artigianali: si sono impiccati attaccando al letto un lenzuolo e un paio di pantaloni. Ammalarsi e' quasi inevitabile. «Alti tassi di sovraffollamento, forzata promiscuita', fatiscenza delle strutture e insalubrita' degli spazi, limitazione dei movimenti e della vita all'aperto - denuncia l'associazione Antigone - sono tutti fattori che rendono quanto mai difficoltoso il tentativo di migliorare le condizioni sanitarie». Ad attaccare la malasanita' carceraria e' anche il Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria: «In una situazione carceraria che e' divenuta una discarica sociale, ove oltre la meta' dei detenuti soffre di patologie medio gravi, casi come quello accaduto a Trani possono e potranno accadere in qualsiasi momento, considerato che in tanti casi il poliziotto penitenziario, da solo nelle sezioni detentive, deve vestire anche gli abiti dell'infermiere e dello psicologo, tutti compiti che gli sono piovuti addosso grazie anche ad una sanita' che non assicura un'assistenza adeguata». L'emergenza sovraffollamento ha avuto una risposta, parziale, con il piano carceri che prevede la costruzione a Bari di un nuovo carcere da 450 posti e tre nuovi padiglioni da 200 posti l'uno a Trani, Taranto e Lecce. Si arriverebbe cosi' a 1050 nuovi posti letto. Ma il problema non sarebbe ancora risolto. Perche' il surplus di detenuti e' di duemila. Cosi' Antigone ha disegnato una mappa delle carceri fantasma: tutti quegli istituti penitenziari che negli ultimi venti anni sono stati costruiti, spesso ultimati, a volte anche arredati e vigilati, che pero' sono inutilizzati, sotto utilizzati o in totale d'abbandono. «Anziche' varare un nuovo piano carceri non poteva essere piu' utile e meno costoso, a seconda dei casi, ultimare, mandare a pieno regime questi istituti o adattarli alle nuove necessita'?» denuncia l'associazione. In Puglia sono 12 le strutture: ad Accadia un penitenziario consegnato nel 1993, ora di proprieta' del Comune e mai utilizzato; ad Altamura una delle tre sezioni dell'istituto non e' mai stata inaugurata; a Bovino una struttura da 120 posti, gia' pronta, chiusa da sempre; a Casamassima e a Spinazzola due edifici dimenticati; a Castelnuovo della Daunia un carcere arredato da 15 anni e mai aperto; a Galatina una struttura inutilizzata e a Maglie solo parzialmente utilizzata per detenuti semiliberi; a Minervino Murge e a Orsara case circondariali mai entrate in funzione; a Monopoli l'ex carcere occupato dagli sfrattati, a Volturara Appula una struttura da 45 posti incompiuta» -: se il Ministro competente sia informato sulle gravi condizioni di disagio che caratterizzano la vita penitenziaria delle carceri citate nell'articolo riportato in premessa; se, negli ambiti di rispettiva competenza, non ritengano opportuno acquisire ulteriori informazioni - anche attraverso un'ispezione - in merito alle disfunzioni segnalate in premessa che gettano un'ombra molto grave sulla capacita' dell'Italia di conformarsi alle norme del rispetto dei diritti umani che ha sottoscritto; a quando risalgano e cosa vi sia scritto nelle relazioni semestrali delle Asl sulle condizioni igienico-sanitarie degli istituti penitenziari pugliesi; se non ritengano necessario adottare urgentemente ogni provvedimento idoneo a rimuovere le disfunzioni e carenze presenti negli istituti di pena pugliesi, per garantire alle detenute e ai detenuti delle suddette carceri e anche al personale operante all'interno delle relative strutture, le adeguate misure igienico-sanitarie e il rispetto degli standard di sicurezza, al fine di ristabilire un clima piu' adeguato al processo di rieducazione che e' alla base dell'ordinamento carcerario italiano; se non intenda il Ministro della giustizia prendere in considerazione un'ipotesi normativa che stabilisca che un istituto penitenziario non possa superare il numero dei posti regolamentari per i quali e' stato progettato. (4-14414)