Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/05903 presentata da MIOTTO ANNA MARGHERITA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20120111
Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-05903 presentata da ANNA MARGHERITA MIOTTO mercoledi' 11 gennaio 2012, seduta n.568 MIOTTO, MURER e PEDOTO. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che: si calcola che fra le trecentomila e le quattrocentomila donne in 65 Stati diversi, dall'Europa all'America Latina, si siano fatte impiantare protesi della «Pip», ma solo in Francia le autorita' hanno invitato circa 30 mila connazionali a farsele rimuovere, pur precisando che non deve essere considerata un'operazione «urgente», e ribadendo che non esiste un rischio «conclamato» di contrarre il cancro. È un fatto comunque che ammontano gia' ad almeno venti in Francia, piu' uno in Italia, i casi di tumore al seno in donne cui erano state impiantate le protesi all'indice; in Italia il 1 o aprile 2010, con una circolare, il Ministro ha invitato gli operatori sanitari a non utilizzare i dispositivi di cui sopra, dopo che il 30 marzo 2010 l'autorita' francese aveva comunicato il ritiro delle stesse protesi; nella circolare si invitava a mettere le protesi in quarantena e a segnalare eventuali incidenti. Contemporaneamente era stato chiesto al comando dei carabinieri per tutela della salute di verificare la presenza sul territorio nazionale del prodotto e di operare affinche' non potesse essere piu' distribuito; nel contempo, nessuna determinazione si ritenne di assumere rispetto a chi era gia' portatrice di quel tipo di protesi; secondo le attuali stime sarebbero circa 4.300 le protesi Pip impiantate in Italia; nonostante l'ordinanza del Ministro della salute del 29 dicembre 2011, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale serie generale n. 304 del 31 dicembre 2011, che dispone il censimento delle protesi mammarie Pip impiantate in Italia, ed impone a tutte le strutture ospedaliere e ambulatoriali pubbliche e private, accreditate o autorizzate, di redigere entro 15 giorni un elenco nominativo di tutti i casi riguardanti l'impianto di Pip a partire dal primo gennaio 2001, la situazione e' ben lontana dall'essere totalmente chiarita e sotto controllo; l'ordinanza prevede che la lista restera' segreta, ma le strutture dovranno notificare alle Asl di riferimento (e queste alle competenti autorita' regionali) la data di ciascun intervento d'impianto. Le regioni avranno poi altri 10 giorni di tempo per inviare tutti i dati al Ministero. L'ordinanza impone che anche le strutture che non hanno effettuato impianti attestino una dichiarazione di mancata effettuazione di tali trattamenti; e' in Parlamento da piu' di un anno la proposta di legge «Istituzione del registro nazionale e dei registri regionali degli impianti protesici mammari, obblighi informativi alle pazienti, nonche' divieto di intervento di plastica mammaria alle persone minori», presentata dal Ministro della salute pro tempore, che per la prima volta istituirebbe, anche in Italia, un registro delle protesi -: quali iniziative urgenti il Ministro intenda assumere, oltre all'ordinanza gia' pubblicata, per tutelare la salute delle donne che si sono sottoposte ad impianto di protesi mammaria anche eventualmente predisponendo la medesima azione del Governo francese, in particolare in relazione ai costi da sostenere per gli eventuali interventi di rimozione delle protesi stesse nonche', se non ritenga opportuno e doveroso adottare iniziative per predisporre in tempi brevi un registro nazionale delle protesi.(5-05903)