Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/14431 presentata da BERNARDINI RITA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20120111
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-14431 presentata da RITA BERNARDINI mercoledi' 11 gennaio 2012, seduta n.568 BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della salute, al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: il 6 gennaio 2012, sul quotidiano online «Ilgiornaledivicenza.it», e' apparso un articolo di Cristina Genesin intitolato: «Mori' in cella. Colpa medica»; nell'articolo si narra la triste vicenda capitata al 37enne Federico Rigolon, detenuto ristretto nel carcere Due Palazzi di Padova, il quale, nonostante la terapia farmacologica prescritta dal medico del carcere, lamentava un fortissimo dolore nella parte superiore dell'addome. Cosi' per tre volte in 24 ore era tornato nell'infermeria del carcere insistendo con il medico che il dolore che provava non passava; poche ore piu' tardi dall'ultimo ricovero Federico e' stato trovato senza vita in cella ucciso da un infarto miocardico acuto; secondo la dottoressa Orizia D'Agnese, 41 anni, in servizio a Padova, il malessere di Rigolon dipendeva da problemi di stomaco, mentre ora, a otto mesi, dal decesso dell'uomo, il pubblico ministero Orietta Canova ha chiuso formalmente l'inchiesta e ha sollecitato il processo a carico della stessa dottoressa Orizia D'Agnese (difesa dall'avvocato Lorenzo Locatelli), per il reato di omicidio colposo, il tutto sul presupposto accusatorio che forse, se ricoverato in un'unita' coronarica, l'uomo avrebbe potuto salvarsi; Federico Rigolon, un passato di tossicodipendenza e truffe, si rivolse alla guardia medica il 16 aprile per un dolore epigastrico avvertito pure in passato. L'indomani si ripresento' in infermeria alle 7,45 per lo stesso problema, nonostante l'assunzione di farmaci. A questo punto chiese di essere trasferito in ospedale ma la dottoressa gli prescrisse ranitidina per curare una gastrite acuta e Buscopan per fronteggiare il dolore. Alle 11,40 Rigolon torno' dal medico. E il medico gli prescrisse un altro antidolorifico (Contramal), suggerendo al paziente di non fumare piu': si limito', per l'accusa, a prenotare in ospedale un esame endoscopico. Secondo la consulenza tecnica svolta dal professor Gaetano Thiene e dal medico legale Claudio Terranova, consulenti della procura, sarebbe bastato un elettrocardiogramma per individuare con certezza l'infarto in atto -: di quali informazioni dispongano circa i fatti riferiti in premessa e se non intendano avviare, negli ambiti di rispettiva competenza e comunque a prescindere e nel rispetto del procedimento penale avviato dalla procura di Padova, ogni iniziativa di competenza volta a fare piena luce sul decesso di Federico Regolon. (4-14431)