Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/14447 presentata da CAPODICASA ANGELO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20120112
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-14447 presentata da ANGELO CAPODICASA giovedi' 12 gennaio 2012, seduta n.569 CAPODICASA, BERRETTA, BURTONE, CARDINALE, ANTONINO RUSSO, SAMPERI e SIRAGUSA. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: da anni nell'area del Mediterraneo si e' sviluppato un flusso migratorio clandestino che dalle coste del nord Africa si indirizza verso l'Europa scegliendo come terra di primo approdo le coste italiane e come principale «porta d'accesso» l'isola di Lampedusa per la sua prossimita' ai luoghi di provenienza; l'isola, pertanto, e' divenuta di fatto, anche per l'abnegazione e la sensibilita' dei suoi abitanti, e sopportando oneri sociali e d'immagine non indifferenti, «area di prima accoglienza» pronta ad ospitare le decine di migliaia di disperati che attraversano il Canale di Sicilia alla ricerca di una vita migliore; e' stato possibile fronteggiare tali evenienze grazie alla presenza sull'isola di una struttura (CSPA) destinata dal Ministero dell'interno proprio alla prima accoglienza del flusso migratorio; che a gestire ininterrottamente dal giugno 2007 il CSPA di Lampedusa e' la LampedusAccoglienza, societa' formata da cooperative siciliane che ha gestito egregiamente in questi anni la delicatissima questione venutasi a creare soprattutto negli ultimi tempi, non si dimentichi infatti che si e' ancora in piena «Primavera Africana» ed i riflessi sull'isola durante il suo «picco» sono stati dirompenti. Basti ricordare che a Lampedusa, che conta circa 6.000 abitanti, nei mesi estivi del 2011 erano presenti immigrati in numero superiore agli abitanti dell'isola e con centro di accoglienza capiente in misura di 800 posti; nel corso del 2011 sono giunti sull'isola di Lampedusa, oltre 50.000 immigrati con un'ondata migratoria senza precedenti che ha avuto inizio l'8 febbraio 2011; in data 20 settembre 2011, quando gia' da tempo sull'isola si respirava un'aria «pesante» per effetto dei mancati trasferimenti degli immigrati ad altra destinazione, e' stato incendiato un padiglione del CSPA mentre erano presenti oltre 1500 ospiti; nonostante il padiglione fosse andato distrutto cio' non ha pregiudicato lo svolgimento dell'attivita', in quanto gli stessi luoghi sono stati messi in sicurezza e recintati; inspiegabilmente i lavori di messa in sicurezza della struttura sono stati interrotti (necessitano solo di qualche ulteriore giorno di manutenzione), pregiudicando, stavolta si', il proseguimento dell'attivita' di accoglienza anche se limitata a 440 posti considerato che, infatti, risultano funzionanti nell'altro padiglione (capace di ospitare 390 persone), l'infermeria con al suo interno 50 posti letto, i locali di cucina nonche' gli uffici amministrativi, ivi compresi quelli delle forze dell'ordine; in data 23 settembre 2011 l'auto dell'amministratore delegato della LampedusAccoglienza e' stata incendiata da ignoti e completamente distrutta; in data 11 novembre 2011, in assenza di attivita' - il centro non accoglie immigrati dal 28 settembre 2011 - e' stato incendiato un furgone della LampedusAccoglienza; ancora in data 13 novembre 2011 e' stato appiccato il fuoco da ignoti, ad un pullman di proprieta' dello stesso ente gestore; in data 2 dicembre 2011, ignoti hanno dato fuoco ad un magazzino di oltre 500 mq utilizzato dalla societa' LampedusAccoglienza per lo svolgimento dell'attivita' d'impresa; nel magazzino erano presenti indumenti e materiale di cucina per un valore stimabile in circa 300.000,00 euro; ancora in data 18 dicembre 2011 la macchina del direttore del centro di prima accoglienza e' stata danneggiata; il CSPA alla data risulta chiuso; in data 17 dicembre 2011 sulle spiagge di Lampedusa sono sbarcati 69 immigrati di provenienza libica; dopo essere arrivati sull'isola, gli immigrati non hanno ricevuto la giusta accoglienza e dopo tre ore di attesa in condizioni estreme, sono stati «sistemati» in appartamenti in localita' «Calacreta»; sembrerebbe in tali appartamenti non sia stata fornita alcuna assistenza fatta eccezione per i pasti caldi e, solo dopo 24 ore, degli indumenti -: come si intenda affrontare la grave situazione riguardante l'ordine pubblico nell'isola di Lampedusa in considerazione del fatto che gli atti delinquenziali denunciati sopra non hanno ancora visto individuati gli autori e che tali atti continuano a verificarsi; quali iniziative intenda adottare il Governo per tutelare l'ordine pubblico nell'isola nonche' garantire lo svolgimento sereno dell'attivita' di chi ha espletato con impegno e dedizione il proprio lavoro, a volte in condizioni proibitive, nell'esclusivo interesse del popolo italiano; se non ritenga che la chiusura del centro possa causare anche un problema di carattere internazionale in vista di ulteriori sbarchi che potrebbero interessare l'isola delle Pelagie; come intenda il Governo, in caso di ulteriori sbarchi, garantire l'accoglienza e le attivita' di primo soccorso.(4-14447)