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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/14461 presentata da ZAMPARUTTI ELISABETTA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20120112

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-14461 presentata da ELISABETTA ZAMPARUTTI giovedi' 12 gennaio 2012, seduta n.569 ZAMPARUTTI, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e MAURIZIO TURCO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della salute, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: sulla base dei dati forniti dall'ARPAV (agenzia regionale protezione ambientale del Veneto) nel comune di Padova si registra un superamento del valore limite giornaliero imposto dalla normativa di riferimento in materia di qualita' dell'aria ai sensi di quanto previsto dal decreto ministeriale n. 60 del 2002 e dal decreto legislativo n. 155 del 2010 dal 2005 al 2011 per l'inquinante Pm10, dal 2006 al 2010 per il biossido di azoto (NO2), dal 1999 al 2010 per il benzo(a)pirene; in particolare per l'intero periodo 2005-2011 per le polveri sottili PM10 non e' stato rispettato il valore limite giornaliero per la protezione della salute umana (max 35 volte l'anno) in tutte le stazioni della rete di monitoraggio della qualita' dell'aria: i valori annuali sono superiori a quelli previsti dai margini di tolleranza: per le polveri fini PM10 sono stati rilevati valori superiori al limite annuale per la protezione della salute umana di 40 µg/m3 per l'intero periodo 2005-2009 nelle stazioni Arcella e Mandria; per l'intero periodo 2006-2010 nella stazione dell'Arcella per l'inquinante biossido di azoto (NO2) non e' stato rispettato il valore limite giornaliero per la protezione della salute umana imposto dalla normativa di riferimento in materia di qualita' dell'aria decreto ministeriale n. 60 del 2002 e decreto legislativo n. 155 del 2010 (Limite annuale per la protezione della salute umana 48 µg/m3 (dal 2006) - 46 µg/m3 (dal 2007) - 44 µg/m3 (dal 2008) - 42 µg/m3 (dal 2009) - 40 µg/m3 (dal 2010); secondo un'indagine epidemiologica condotta dal dipartimento di prevenzione delle AULSS 12 e 13 del Veneto e il dipartimento di medicina ambientale e sanita' pubblica dell'universita' di Padova su una popolazione di bambini affetti da asma risulta che il biossido di azoto (NO2) risulta il parametro piu' sensibile per individuare effetti nocivi sulla salute giungendo alla conclusione che gli inquinanti gassosi risulterebbero associati ad effetti sanitari maggiori di quelli prodotti dalle polveri; per l'intero periodo 1999-2009 il benzo(a)pirene a Padova e' sempre risultato sopra il limite imposto dal decreto legislativo 4 agosto 1999, n. 351 e dal decreto legislativo n. 155 del 2010; il Sindaco e l'assessore all'ambiente del comune di Padova, dal 2005 al 2011, evitano di predisporre e adottare il piano di azione per la tutela e il risanamento dell'aria cosi' come previsto dalle norme del piano regionale di tutela e risanamento dell'aria (P.R.T.R.A) par. 6.1.2 di cui alla delibera del consiglio regionale del Veneto n. 57 novembre 2004 ed ex articolo 7 del decreto legislativo n. 351 del 1999 che impone la valutazione ambientale strategica VAS. La regione Veneto ha precisato (doc. 554140/45.06/E.400.011 del 23/10/2008) che i piani di azione, risanamento e mantenimento sono ricompresi fra i piani e programmi sottoposti a valutazione ambientale strategica V.A.S. La normativa comunitaria (direttiva 2001/42 CE) entrata in vigore il 21 luglio 2004, recepita con il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, «Norme in materia ambientale», che relativamente a cio' che concerne le procedure di VAS, di VIA e di ICCP, disciplinate dalla Parte II, e' entrato in vigore il 31 luglio 2007. La normativa di VAS e' sostanzialmente volta a garantire ed a valutare la sostenibilita' dei piani/programmi, con lo scopo di integrare gli aspetti ambientali al pari di quelli economici, sociali e territoriali. In particolare la procedura valutazione ambientale strategica rappresenta lo strumento che evidenzia le modalita' con le quali e' stata integrata la variabile ambientale nel piano, definendo la stima dei possibili effetti significativi sull'ambiente, ed individuando le misure di mitigazione e di compensazione e le misure di monitoraggio. La valutazione ambientale strategica definisce quali siano gli inquinanti maggiormente pericolosi, quali le fonti responsabili a livello emissivo, quali le strategie di intervento, e fissa obiettivi di riduzione che devono essere monitorati ed eventualmente aggiornati, al fine di raggiungere i parametri di qualita' dell'aria fissati dalla normativa in vigore. Inoltre il piano di azione e risanamento sottoposto a valutazione ambientale strategica V.A.S. costituisce uno dei documenti di riferimento per l'armonizzazione dei diversi atti di programmazione e pianificazione, con particolare riferimento al settore dei trasporti e dell'energia. La tutela della qualita' dell'aria necessita' infatti di strumenti trasversali, richiedendo il coinvolgimento attivo di tutti i settori comunali, delle aziende partecipate, degli enti pubblici, delle imprese e dei singoli cittadini; dal 2005 al 2011 il comune di Padova ha adottato provvedimenti a carattere emergenziale con azioni a breve termine che si manifestano nei periodi invernali. I provvedimenti del comune non considerano ogni elemento della pianificazione territoriale a norma del piano regionale per la tutela e risanamento dell'aria al punto 6.2.1.3: - impianti industriali - traffico - produzione energetica - edilizia: consumo energetico - sistema agricolo e zootecnico - uso del territorio. Gli interventi programmati risultano palesemente irrilevanti rispetto alle finalita' di tutela della salute imposte dalla legge, in quanto le ordinanze sindacali che impongono alcune limitazioni del traffico non incidono, se non in parte trascurabile, sul parco macchine circolante e sull'inquinamento provocato; l'ente provincia di Padova, che ai sensi dell'articolo 6, comma 1, delle norme del piano regionale per la tutela e il risanamento dell'aria deve approvare i piani di azione, i piani di risanamento e i piani di mantenimento dei comuni, ma dal 2005 al 2011 non e' in grado di approvare il piano di azione e risanamento del comune di Padova poiche' lo stesso manca della valutazione ambientale strategica. Altresi' la provincia di Padova dal 2005 al 2011 non ha approvato i piani di azione e risanamento di tutti i comuni del territorio di sua competenza; nel quartiere 3 di Padova sono situati due impianti a forte impatto ambientale: un inceneritore attivo dal 1962 e un'acciaieria attiva dal 1974. Dal 2010 l'inceneritore ha raddoppiato la sua capacita' di smaltimento portando a 600 tonnellate la quantita' giornaliera di smaltimento di rifiuti; per le polveri fini PM10 sono stati rilevati valori superiori al limite giornaliero per la protezione della salute umana di 50 µg/m3 per 17 giorni consecutivi con una media giornaliera di 134 µg/m3. Il picco massimo del 7 febbraio e' di 236 µg/m3, che supera piu' di quattro volte il limite sanitario di 50 µg/m3 fissato dal decreto legislativo n. 155 del 2010; nel 2011 sono stati rilevati valori superiori al limite giornaliero per la protezione della umana di 50 µg/m3 per 23 giorni consecutivi, dal 13 novembre al 5 dicembre, con una media giornaliera di 76 µg/m3; nel 2010 sono stati rilevati valori superiori al limite giornaliero per la protezione della umana di 50 µg/m3 per 20 giorni consecutivi dall'11 al 30 gennaio; nel 2009 sono stati rilevati valori superiori al limite giornaliero per la protezione della umana di 50 µg/m3 per 15 giorni consecutivi dal 12 al 26 novembre; la soglia di informazione per l'ozono (decreto legislativo n. 183 del 2004 e decreto legislativo n. 155 del 2010) viene definita come il livello oltre il quale vi e' un rischio per la salute umana (180 µg/m3), in caso di esposizione di breve durata e per alcuni gruppi particolarmente sensibili della popolazione; raggiunta tale soglia e' necessario comunicare al pubblico una serie dettagliata di informazioni inerenti il luogo, l'ora del superamento, le previsioni per la giornata successiva e le precauzioni da seguire per minimizzare gli effetti di tale inquinante; per l'intero periodo 2005-2010 nella stazione Mandria per l'inquinante ozono la soglia di informazione oraria di 180 µg/m3 e' stata costantemente superata (decreto legislativo n. 183 del 2004 e decreto legislativo n. 155 del 2010); nel corso dei suesposti episodi di inquinamento acuto per il PM10 e il superamento delle soglie di informazione per l'ozono il Sindaco e l'assessore all'ambiente hanno evitato di adottare i provvedimenti di comunicazione e diffusione al pubblico dello stato della qualita' dell'aria attraverso la esposizione sui monitor cittadini e con la comunicazione agli organi di stampa, in presenza dell'urgenza sostanziale di evitare gravi conseguenze sul bene primario della salute dei cittadini, e cio' facendo in violazione degli atti normativi costitutivi nei loro confronti di una specifica posizione di garanzia a tutela della salute e della incolumita' di tutte le persone presenti sul territorio del comune; il valore bersaglio per la protezione della salute umana da non superare per piu' di 25 giorni all'anno fissato dal decreto legislativo n. 183 del 2004 e dal decreto legislativo n. 155 del 2010 non e' stato rispettato; a Padova nel 2011 gli indicatori ambientali sono peggiorati rispetto al 2010, nonostante nella citta' sia stato avviato il metrotram, sistema di trasporto pubblico di massa a guida vincolata, realizzate nuove infrastrutture, le tangenziali e le strade a scorrimento veloce, il completamento del cavalcaferrovia che collega via Sarpi a via Dalmazia, la realizzazione di una rete di tangenziali e bretelle che permettono al traffico di scorrimento di evitare il cavalcavia Borgomagno; dal 2005 al 2011 sindaco e assessore all'ambiente evitano di adottare il Piano di Azione per la Tutela e il Risanamento dell'aria con lo studio di valutazione ambientale strategica, che attribuisce al comune un ruolo di ente guida per l'area metropolitana con il compito di garantire e valutare la sostenibilita' dei piani/programmi dei comuni contermini con lo scopo di integrare gli aspetti ambientali al pari di quelli economici, sociali e territoriali. La pianificazione sul territorio e' in realta' lo strumento principe per ottenere delle efficaci politiche di riduzione dell'inquinamento, ed e' quindi fondamentale che gli obiettivi dei piani e dei programmi elaborati da ogni entita' territoriale siano coerenti con gli obiettivi del piano di azione, risanamento e mantenimento dell'aria; il sindaco e l'assessore all'ambiente, dal 2005 al 2010, hanno avuto piena conoscenza, in quanto giornalmente informati dai risultati delle centraline di rilevamento, dell'andamento della qualita' dell'aria - ambiente sul proprio territorio, del persistere dei fenomeni negativi di inquinamento con superamento dei limiti di legge e della completa incoerenza tra gli obiettivi di qualita' imposti dalla legge e il programma di interventi adottati e concordati, sia con riferimento ai limiti per i superamenti dei picchi giornalieri sia con riferimento agli andamenti delle medie su base annua; il sindaco e l'assessore all'ambiente sono responsabili del governo locale del territorio anche in ordine alla salute dell'ambiente. Il sindaco e' responsabile della salute dei cittadini residenti in virtu' delle competenze generali attribuitegli dalla legge. Il sindaco in particolare e' direttamente investito del potere-dovere di impedire o di attenuare gli effetti del deterioramento della qualita' dell'aria ambiente avendo piena consapevolezza delle gravi e attuali conseguenze per la salute umana, dovute alla prolungata esposizione della popolazione a valori di inquinanti dell'aria superiori ai limiti fissati dalla normativa comunitaria, anche alla luce del contenuto dei piani sanitari nazionali emanati dal Ministero della sanita' negli ultimi anni (piani 2003-2005, 2006-2008), che recepiscono recenti studi epidemiologici; occorre tenere presente: a) il decreto del Presidente della Repubblica 23 maggio 2003, approvazione del Piano sanitario nazionale 2003-2005 (Gazzetta Ufficiale n. 139 del 18 giugno 2003 - supplemento ordinario n. 95) con particolare riferimento al punto 4.2 (tutela della salute in relazione all'inquinamento atmosferico) ove vengono sottolineati i gravi problemi sanitari in termini di aumento di gravi patologie e di incremento dei decessi causati dall'inquinamento dell'aria ambiente; b) il Piano sanitario nazionale 2006-2008 con particolare riferimento al punto 5.12 (tutela della salute in relazione all'inquinamento atmosferico) ove vengono ribadite le emergenze sanitarie del piano sanitario precedente connesse con la qualita' dell'aria ambiente e in particolare si legge al paragrafo intitolato «inquinamento atmosferico e qualita' dell'aria» che «Sulla base degli studi epidemiologici condotti in ambito internazionale ed italiano, si puo' affermare con assoluta certezza che all'inquinamento atmosferico e' attribuibile oggi una quota rilevante di morbosita' acuta e cronica, la diminuzione della speranza di vita dei cittadini che vivono in aree con livelli di inquinamento elevato, e che non sembra esserci una soglia al di sotto della quale non si osservano danni» e ancora in un passo immediatamente successivo «... la gravita' degli effetti sulla salute umana, sia a breve che a lungo periodo, di questi inquinanti e' direttamente proporzionale alla concentrazione degli inquinanti, al tempo e/o modalita' di esposizione e la associazione con ulteriori fattori di rischio puo' rafforzare considerevolmente l'entita' dei singoli rischi»; il dottor Andrea Vianello, direttore di Fisiopatologia respiratoria all'ospedale di Padova afferma che l'inquinamento influisce molto sulle malattie respiratorie e questo e' stato ben documentato e spiega che nelle giornate in cui l'inquinamento e' piu' elevato ci sono piu' accessi al pronto soccorso per asma bronchiale, che ci sono piu' necessita' di ricovero, che c'e' maggior consumo di farmaci anti asmatici e antibronchitici. In piu', in campo medico, si discute anche che importanza abbia questa esposizione a lungo termine nel far peggiorare progressivamente la capacita' respiratoria delle persone; un grande studio (studio italiano MISA-2) pianificato di metanalisi sugli effetti a breve termine degli inquinanti atmosferici, coordinato da Annibale Biggeri, universita' di Firenze, Pierantonio Bellini, universita' di Padova e Benedetto Terracini, universita' di Torino ha misurato direttamente gli effetti del Pm10 presente nell'aria delle nostre citta' stabilendo che l'aumento di mortalita' cardiovascolare si manifesta entro i 4 giorni successivi al picco di inquinamento. L'aumento di mortalita' per cause respiratorie si protrae per almeno 10 giorni; un'indagine commissionata dal comune di Milano e condotta da 5 ospedali della citta', ha attestato che ogni giorno a Milano ci sono 73 ricoveri al giorno correlabili all'inquinamento. In due anni, dall'inizio del 2007 alla fine del 2008, sono stati 53.514 i casi di accesso nei pronto soccorso avvenuti per cause riconducibili all'inquinamento, per malattie e disturbi correlabili all'inquinamento. Nello studio viene sottolineato che ai picchi di agenti inquinanti corrisponde un aumento del rischio di visite al pronto soccorso del 10-15 per cento. Secondo il primario di pneumologia del San Carlo Sandro Amaducci, uno dei curatori della ricerca, «Per ogni aumento di 10 microgrammi di polveri sottili concentrate nell'aria, cresce del 3 per cento il rischio di problemi respiratori tipici dei bambini». Cio' significa che se si arriva a cento microgrammi il rischio aumenta del 20 per cento; e' recente la presentazione del progetto Aphekom, condotto in 25 citta' europee (Roma per l'Italia) che ha seguito un nuovo approccio per analizzare l'impatto sulla salute e i relativi costi dell'inquinamento atmosferico nelle citta' europee. Il progetto dimostra che se i livelli di polveri sottili nelle citta' europee si riducessero ai livelli raccomandati dalla Organizzazione mondiale della Sanita' migliorerebbe la speranza di vita e vi sarebbero grandi benefici economici; i risultati mostrano che vivere in prossimita' di strade molto trafficate aumenta notevolmente la possibilita' di avere malattie attribuibili all'inquinamento atmosferico, ed evidenzia che i vantaggi nel ridurle l'inquinamento sarebbero superiori a quelli gia' conseguiti dall'attuale legislazione dell'Unione europea. Se a Roma la concentrazione media annuale di PM2.5 si riducesse a 10 µg/m3, sarebbero evitate 1278 morti (997 per cause cardiovascolari) e la popolazione di 30 anni guadagnerebbe un anno di vita, con un beneficio economico superiore ai 2 miliardi di euro. In termini economici l'impatto dell'inquinamento dell'aria in 25 citta' europee, l'Italia e' rappresentata da Roma, la cifra e' da capogiro: 31,5 miliardi di euro vengono «buttati via» per lo smog, pari a 19mila morti (di cui 15mila per malattie cardiovascolari). Ogni anno. Ne basterebbero molti meno per risanare l'aria, agendo su traffico, emissioni industriali e riscaldamenti; l'Italia non e' riuscita ad evitare il deferimento alla Corte di giustizia europea e ora attende il verdetto che comportera' una pesante sanzione economica. I capi di accusa della Corte di giustizia riguardano le relazioni degli anni dal 2005 al 2007 in cui si registra un continuo superamento dei valori limite da inquinamento da PM10, ben oltre la tolleranza consentita. Saranno le regioni a pagare le sanzioni imposte dalla Commissione europea. Questo si evince dalla legge italiana che ha messo i piani antismog interamente a carico delle regioni; alla luce di quanto illustrato, all'interrogante appare come lo stato di degrado ambientale derivante dalla gravissima situazione dell'inquinamento atmosferico nella citta' di Padova sia il risultato di una manifesta volonta' dell'amministrazione del comune di Padova di non applicare la legge posta a tutela della qualita' dell'aria. Il comune di Padova si pone in uno stato di illegalita' che si traduce nella incostituzionale denegazione di diritti fondamentali del cittadino quali quelli del bene primario alla salute e a vivere in un ambiente sano; la situazione di pregiudizio per i cittadini e' tale da richiedere l'adozione di provvedimenti straordinari ed urgenti al fine di consentire l'esecuzione degli interventi necessari al superamento dello stato di emergenza -: se non ritenga di intervenire per evitare che l'Italia incorra, anche a causa del mancato rispetto della normativa comunitaria relativa al superamento dei limiti di legge posti a tutela della qualita' dell'aria dell'Unione europea - in grandi citta' come Padova - in ulteriori dure sanzioni della Commissione europea; quali iniziative il Governo intenda urgentemente adottare su quanto segnalato in premessa e se non ritenga opportuno avvalersi dei poteri sostitutivi previsti dalla normativa in materia di cui all'articolo 8 della legge n. 131 del 2003, anche mediante la nomina di un commissario al fine di tutelare la salute e l'incolumita' pubblica della popolazione di Padova posto che si configura un danno economico per l'erario pubblico alla luce del mancato raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni inquinanti, e considerato che il degrado ambientale derivante dall'inquinamento atmosferico determina gravi disturbi alla salute con relativo incremento dei costi sociali ai medesimi connessi, costi materiali generati dalla malattia che comprendono anche gli effetti psicologici sopportati dal malato. (4-14461)

 
Cronologia
giovedì 22 dicembre
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato approva, con 257 voti favorevoli e 41 contrari, l'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, recante disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici (S. 3066), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.

venerdì 13 gennaio
  • Politica, cultura e società

    La nave da crociera Concordia della compagnia di navigazione Costa Crociere urta contro uno scoglio nelle acque dell'isola del Giglio. Nello scafo si apre una larga falla, che causa il naufragio della nave. Nel gravissimo incidente perdono la vita 30 persone e 2 risultano disperse.