Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/14477 presentata da MARINI GIULIO (POPOLO DELLA LIBERTA') in data 20120112
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-14477 presentata da GIULIO MARINI giovedi' 12 gennaio 2012, seduta n.569 GIULIO MARINI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: l'incremento del traffico dello scalo aeroportuale urbano di Roma Ciampino, divenuto insostenibile per i residenti dell'area interessata densamente abitata e frequentata, sotto i profili ambientali e della sicurezza, ha determinato l'avvio di un complesso iter procedurale per l'individuazione di una valida alternativa aeroportuale per delocalizzare i voli offerti dalle compagnie aeree a basso costo, cosiddette low cost, dalla capitale; a seguito di una prolungata e approfondita istruttoria, sostenuta anche dai pareri dell'Enac, dell'Enav, dell'Aeronautica militare, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ha individuato nel comune di Viterbo, la sede per il terzo scalo aeroportuale laziale; il predetto Ministero, attraverso una nota (n. 0019164) del 29 novembre 2007, ha infatti inviato una relazione sui risultati conseguiti della commissione per l'ampliamento del sistema aeroportuale del Lazio, istituita dal medesimo dicastero, nella quale si riconosceva nel comprensorio di Viterbo, la realta' piu' confacente, al fine di soddisfare l'esigenza di procedere alla delocalizzazione funzionale del traffico aereo che coinvolge il secondo scalo aeroportuale della capitale, pianificando al contempo le modalita' di assorbimento dello sviluppo previsto della domanda futura del traffico aereo; l'articolo 18 del decreto-legge n. 248 del 2007, convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, ha inoltre semplificato e reso operativo il trasferimento del traffico aereo da Roma-Ciampino a Viterbo; la suesposta disposizione, in particolare, modificando il comma 2 dell'articolo 3 del decreto legislativo 9 maggio 2005, n. 96, in materia di revisione della parte aeronautica del codice della navigazione, a norma dell'articolo 2 della legge 9 novembre 2004, n. 265, ha esteso alle delocalizzazioni funzionali, la deroga della disciplina delle concessioni aeroportuali, assegnando di fatto alla societa' Aeroporti di Roma, direttamente la gestione complessiva del futuro scalo aeroportuale viterbese; il 31 gennaio 2008, presso la sede del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, e' stato firmato l'atto d'intesa programmatica tra lo stesso Ministero e il presidente della regione Lazio, nel quale s'individuava la citta' di Viterbo, quale sede aeroportuale aperta al traffico, civile e commerciale; il predetto documento disponeva inoltre, che entrambi le parti firmatarie si impegnavano, nell'ambito delle rispettive competenze, a promuovere tutte le attivita' necessarie alla delocalizzazione del traffico aereo il cui flusso attualmente gravita sull'aeroporto di Roma-Ciampino, favorendo inoltre, le procedure e gli adempimenti idonei alla realizzazione di nuove infrastrutture, nonche' al reperimento dei necessari strumenti finanziari, con l'impegno da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di avviare entro tempi certi, la fase attuativa, della conferenza di servizi; il 10 settembre 2008, presso la direzione generale dell'Enac, e' stato siglato tra il medesimo ente e la societa' Aeroporti di Roma, un ulteriore atto d'intesa programmatica delle attivita' preparatorie per la concessione della gestione aeroportuale dello scalo di Viterbo, il cui protocollo, firmato sia dal presidente dell'Enac che dal presidente degli Aeroporti di Roma, definiva le fasi propedeutiche per la progettazione del nuovo aeroporto; il medesimo documento stabiliva che l'Enac, attraverso la delega del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, avrebbe attivato, nel rispetto delle direttive comunitarie, ogni iniziativa volta a favorire la piu' rapida realizzazione per la delocalizzazione funzionale delle attivita' civili dallo scalo dell'aeroporto di Roma-Ciampino verso quello di Viterbo; la societa' Aeroporti di Roma invece, secondo quanto risulta dallo stesso documento precedentemente descritto, avrebbe previsto l'impegno alla redazione: a) di uno studio di pre-fattibilita' tecnico-operativo per l'aeroporto di Viterbo che contempli gli aspetti aeronautici e di traffico, nonche' la configurazione dei principali sottosistemi aeroportuali e definisca la consistenza del sedime aeroportuale; b) di un rapporto ambientale preliminare sui possibili e significativi impatti della realizzazione, per l'avvio della consultazione di cui al decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 e successive integrazioni e modifiche; c) di uno studio sulla capacita' ambientale per l'aeroporto di Ciampino, onde configurare un modello ridimensionato di traffico economicamente sostenibile, da adottare in forma vincolante per il futuro, che soddisfi le condizioni di compatibilita' con il territorio; d) del master plan aeroportuale, che contempli la contestualita' del ridimensionamento dello scalo di Ciampino con l'avvio operativo del nuovo scalo di Viterbo, con il relativo studio di impatto ambientale; sara' altresi' richiesto un adeguato approccio alla valorizzazione commerciale delle attivita' non aviation sia all'interno che all'esterno del sedime aeroportuale, nonche' alle tematiche di definizione di un sistema di infrastrutture dei trasporti idoneo ad assecondare il flusso di traffico generato dalla realizzazione del nuovo scalo; e) del piano economico-finanziario, per dare attendibilita' al programma realizzativo delle opere, con la stima dei costi e la copertura degli interventi, individuando le risorse proprie e le eventuali fonti di finanziamento esterne; f) del piano di adeguamento infrastrutturale dell'aeroporto di Ciampino, riconfigurando le attivita' con la modularita' necessaria ad assicurare la coerenza temporale con l'attivazione e la messa a regime dello scalo di Viterbo; per l'espletamento delle attivita' di carattere amministrativo, sia l'Enac che la societa' Aeroporti di Roma, stanno provvedendo alle attivita' connesse allo svolgimento delle procedure preliminari per la concertazione con gli enti territoriali e locali ed alle successive procedure formali con i soggetti statali e territoriali ai fini del conseguimento delle autorizzazioni in materia urbanistico-ambientale nonche' alle attivita' espropriative per le aree da acquisire; risulta inoltre all'interrogante che l'Enac avrebbe, fra l'altro, attivato la procedura prevista dall'articolo 8 del regolamento (CE) n. 2408/92 ai fini dell'inserimento di Viterbo nel sistema aeroportuale di Roma, oggi costituito dagli aeroporti di Fiumicino e di Roma-Ciampino; a giudizio dell'interrogante, e' importante evidenziare, inoltre, come sia il fatto che Cipe, il 6 novembre 2009, abbia preso atto del piano di prefattibilita' del futuro scalo aeroportuale di Viterbo, che il risultato di un'audizione sull'indagine conoscitiva sul sistema aeroportuale, presso la Commissione trasporti della Camera dei deputati, il 19 maggio 2009, in cui e' stata confermata la volonta' di accelerare la realizzazione dell'aeroporto di Viterbo, costituiscano delle importanti valutazioni a sostegno del compimento del medesimo scalo nella citta' laziale; nell'ambito della suddetta audizione, occorre rilevare come lo stesso presidente della societa' Aeroporti di Roma, nel denunciare la mancanza di un chiaro piano di integrazione tra i diversi scali nazionali e le politiche di sviluppo e di competitivita' certe, ha segnalato la necessita' di giungere nel piu' breve tempo possibile, all'affidamento della concessione dello scalo viterbese, al fine di un'adeguata programmazione tra l'infrastruttura aeroportuale e l'area territoriale interessata, assicurandone il collegamento; nel corso dell'indagine della Commissione trasporti della Camera dei deputati sul sistema aeroportuale italiano, deliberata il 12 febbraio 2009, in cui sono state svolte 41 audizioni tra cui i soggetti istituzionali competenti, le piu' importanti compagnie aeree italiane e straniere, oltre che le parti sociale e le associazioni rappresentative, e' emerso inoltre che lo scalo aeroportuale viterbese rappresenta l'unica infrastruttura strategica di interesse nazionale, di prossima realizzazione, come confermato anche dallo schema di decisione di finanza pubblica per gli anni 2011-2013 previsto dall'allegato IV (allegato infrastrutture); a giudizio dell'interrogante, inoltre, risulta importante rilevare che all'interno dell'atto di indirizzo del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, del giugno 2010, concernente l'individuazione delle priorita' in ordine al disegno funzionale e allo sviluppo infrastrutturale della rete aeroportuale del Lazio, il sistema aeroportuale regionale, sara' articolato sui tre aeroporti di Fiumicino, di Roma-Ciampino e del nuovo scalo di Viterbo, ognuno dei quali finalizzato a rispondere alle seguenti priorita': «priorita' 1» - aeroporto di Roma Fiumicino - definizione del ruolo commerciale dell'aeroporto quale snodo strategico primario, di valenza intercontinentale, nel contesto del nuovo futuro sistema aeroportuale comunitario, nazionale e regionale; «priorita' 2» - aeroporto di Ciampino - definizione del ruolo dello scalo, soggetto a limitazioni operative in relazione al collocamento all'interno urbano, nella previsione di delocalizzazione di parte del traffico commerciale della regione nel previsto nuovo polo aeroportuale di Viterbo; «priorita' 3» - aeroporto di Viterbo - realizzazione del nuovo scalo del sistema aeroportuale della Capitale e polo di delocalizzazione del traffico aeroportuale di Ciampino; e' stata siglata inoltre recentemente una bozza d'accordo tra l'Enac, ADR, RFI, comune di Viterbo, provincia di Viterbo e societa' VDP srl - progettazione integrata ambiente, intitolata «Convenzione per l'affidamento e la redazione dello studio d'impatto ambientale del nuovo aeroporto di Viterbo comprendente sia le infrastrutture intermodali e di accessibilita' che le emergenze storiche e le peculiarita' naturalistiche del territorio», in cui e' prevista, tra l'altro, la redazione da parte dei sottoscrittori dello studio d'impatto ambientale per il futuro scalo; il contratto di programma 2012-2021 di Enac-ADR sulla previsione dell'evoluzione del traffico nel sistema aeroportuale di Roma, presentato il 9 novembre 2011 ha previsto fra l'altro, che l'aeroporto di Roma-Ciampino, mantenga l'attuale limite di capacita' allocabile pari a 100 movimenti commerciali al giorno, attualmente completamente utilizzata, fino alla disponibilita' dello scalo di Viterbo, la cui operativita' sara' prevedibile nel 2019; a partire dalla fine del predetto anno, sara' previsto per l'aeroporto viterbese, a determinate condizioni previste dal piano di sviluppo, un graduale deviamento dei flussi dei voli cosiddetti low cost, attualmente concentrati sullo scalo di Roma-Ciampino; nel medesimo documento e' prevista la realizzazione di una nuova pista di volo, di un nuovo terminal e di tutte le infrastrutture necessarie a garantire il funzionamento ideale in termini di efficienza e servizi resi ai passeggeri, con capacita' finale di 10 milioni di passeggeri/anno; a giudizio dell'interrogante, al fine di consentire una completa fruibilita' all'utenza, e' necessario che l'aeroporto di Viterbo sia dotato delle infrastrutture di accesso stradali e ferroviarie per le quali Enac e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, sono gia' impegnati nelle azioni dirette a sollecitare i soggetti competenti ad assumere le iniziative necessarie alla loro realizzazione; la certezza dell'effettiva realizzazione dei lavori di connessione stradale e ferroviaria da parte dei soggetti istituzionalmente competenti, a giudizio dell'interrogante, potra' intendersi avverato solo a seguito della definitiva approvazione dei progetti di tali lavori, del loro finanziamento e dell'avvio dei relativi cantieri, rappresentando conseguentemente un presupposto necessario per dare avvio agli investimenti sulle infrastrutture aeroportuali di Viterbo; le attuali infrastrutture di collegamento tra Viterbo e Roma, sono infatti da ritenersi, a giudizio dell'interrogante, del tutto insufficienti per consentire ai vettori, che attualmente volano su Ciampino, di spostare profittevolmente l'operativita' sul nuovo scalo di Viterbo; in considerazione di quanto precedentemente esposto, appare pertanto evidente che la realizzazione dello scalo aeroportuale viterbese, rappresentera', a giudizio dell'interrogante, un punto nevralgico e strategico per l'intero sistema-Paese, sia sotto il profilo del volume traffico dei passeggeri, che del trasporto dei cargo, la cui collocazione all'intero della filiera della logistica di eccellenza comprensiva tra il porto di Civitavecchia e l'interporto di Orte, garantira' inevitabili risultati positivi in termini di sviluppo e competitivita' -: se intendano assumere ulteriori iniziative, oltre a quelle esposte in premessa, nell'ambito delle rispettive competenze, al fine di rendere operativo lo scalo aeroportuale di Viterbo, nei tempi indicati dal contratto di programma sul sistema aeroportuale romano, in considerazione anche dell'imminente affidamento del nuovo piano regolatore della citta' di Viterbo; se intendano assumere altresi', nell'ambito delle rispettive competenze, iniziative volte a rendere cantierabili le necessarie opere infrastrutturali e ferroviarie, al fine di potenziare il collegamento tra le citta' di Viterbo e di Roma, nonche' al fine di completare la trasversale Orte-Civitavecchia, le cui opere sono propedeutiche alla realizzazione dello scalo. (4-14477)