Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/14499 presentata da BERNARDINI RITA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20120116
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-14499 presentata da RITA BERNARDINI lunedi' 16 gennaio 2012, seduta n.570 BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che: su Redattore Sociale del 9 gennaio 2012 stata riportata la seguente incredibile notizia: «Nel carcere di Siracusa, ha l'aiuto di un piantone solo per 3 ore al giorno. Da 3 anni non fa l'ora d'aria, non ha le visite specialistiche e le fisioterapie di cui ha bisogno. La famiglia non puo' raggiungerlo e "non ho vestiti puliti con cui cambiarmi". È paralizzato, e da tre anni vive in carcere. Sconta le sue ore sdraiato su una branda, con l'assistenza di un "piantone" soltanto per 3 ore al giorno. Il resto della giornata resto solo, sdraiato su questa branda e senza nessun aiuto. Abbandonato a se stesso. È la condizione di Antonio, detenuto nel carcere di Siracusa, raccontata in una lettera scritta alla redazione di Radiocarcere. Una vicenda capace di raccontare, al di la' del problema del sovraffollamento, tutta l'inadeguatezza del sistema penitenziario italiano, drammaticamente incapace di stare nel solco del dettato costituzionale che chiede la finalita' riabilitativa di ogni pena. "Non mi lasciano a disposizione neanche la sedia a rotelle per tutto il giorno - dice Antonio - con la conseguenza che da tre anni non vado a fare l'ora d'aria, ne' posso recarmi in chiesa. In poche parole sono murato vivo". Antonio ha chiesto piu' volte al medico del carcere di poter svolgere la fisioterapia prescritta dai medici, "ma nessuno mi ha mai risposto, come non hanno mai ottemperato all'obbligo di portarmi in ospedale per sottopormi alle visite specialistiche di cui ho bisogno. In pratica sono abbandonato sul letto della mia cella". Inoltre, la famiglia di Antonio vive in Calabria e per ragioni economiche non puo' raggiungerlo: "Ragion per cui, non solo sono disperato perche' non vedo i miei cari, ma sono anche vestito come un barbone, dato che non ricevendo visite, non ho neanche un pacco di vestiti puliti con cui cambiarmi. Sono tre anni che vivo cosi' e ora sono davvero arrivato all'esasperazione. Non chiedo la liberta' - prosegue nella sua lettera il detenuto -, ma come persona detenuta paralizzata chiedo cure e la vicinanza della mia famiglia. È forse chiedere troppo?"» -: di quali informazioni dispongano circa i fatti riferiti in premessa; quali iniziative urgenti intendano adottare, negli ambiti di rispettiva competenza, al fine di garantire il fondamentale diritto soggettivo alla salute al detenuto in questione rendendo la sua detenzione conforme al dettato costituzionale, normativo e regolamentare; se, alla luce di quanto riportato in premessa, il Ministro competente non ritenga opportuno disporre il trasferimento del detenuto in modo da avvicinarlo ai suoi familiari. (4-14499)