Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/14507 presentata da BERNARDINI RITA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20120116
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-14507 presentata da RITA BERNARDINI lunedi' 16 gennaio 2012, seduta n.570 BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che: secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ANSA del 12 gennaio 2012, un detenuto campano di 46 anni si e' tolto la vita nel carcere di Brucoli, ad Augusta (SR), impiccandosi nella sua cella; il suicidio sarebbe avvenuto nella serata di mercoledi' 11, ma il fatto e' stato reso noto il giorno seguente con una nota del vicesegretario nazionale dell'Ugl polizia penitenziaria, Sebastiano Dongiovanni; il detenuto morto suicida era giunto nel carcere di Brucoli da pochi giorni, proveniente da un altro istituto di pena. Al suo arrivo era stato posto in regime di isolamento per effetto di una sanzione accessoria inflittagli dal consiglio di disciplina del carcere nel quale si trovava prima del suo trasferimento; negli ultimi 12 anni nelle carceri italiane si sono suicidati 700 detenuti. Per la maggior parte si trattava di persone giovani, molte di loro con problemi di salute fisica e psichica, spesso tossicodipendenti; il fenomeno dei suicidi nelle carceri e' dunque in notevole crescita, complice il grado di disperazione e di annientamento della persona umana, al quale neanche i numerosi sforzi compiuti ogni giorno dagli operatori carcerari riescono a porre un freno; i morti di carcere sarebbero molti meno se negli istituti di pena non fossero rinchiuse decine di migliaia di persone che, ben lontane dall'essere «criminali professionali», provengono piuttosto da realta' di emarginazione sociale, da storie decennali di tossicodipendenza, spesso affette da malattie mentali e fisiche gravi, spesso poverissime; negli anni '60 i suicidi in carcere erano 3 volte meno frequenti di oggi, i tentativi di suicidio addirittura 15 volte meno frequenti; ad oggi il 30 per cento dei detenuti reclusi negli istituti di pena e' tossicodipendente, il 10 per cento ha una malattia mentale, il 5 per cento e' sieropositivo, il 60 per cento ha una qualche forma di epatite; le misure alternative alla detenzione vengono concesse con il contagocce: prima dell'indulto del 2006 c'erano 60.000 detenuti e 50.000 condannati in misura alternativa; oggi ci sono 66.000 detenuti e soltanto 12.000 persone in misura alternativa; quasi la meta' dei detenuti e' in attesa di giudizio, mentre quasi 33 mila detenuti stanno scontando una condanna: di questi quasi 10.000 hanno un residuo di pena inferiore a 1 anno e altri 10.000 compreso tra 1 e 3 anni -: se si intenda avviare un'indagine amministrativa interna al fine di appurare se nei confronti del detenuto morto suicida nel carcere di Brucoli siano state messe in atto tutte le misure di sorveglianza previste e necessarie e quindi se non vi siano responsabilita' di omessa vigilanza e cura da parte dell'amministrazione dell'istituto penitenziario; se non si intendano adottare o implementare, per quanto di competenza, le opportune misure di supporto psicologico ai detenuti al fine di ridurre sensibilmente gli episodi di suicidio; se si intendano assumere iniziative volte a destinare maggiori fondi e risorse al potenziamento delle misure alternative al carcere, anche attraverso la creazione di percorsi protetti di reinserimento sociale e lavori socialmente utili per tutti i condannati a pene inferiori ai tre anni di reclusione. (4-14507)