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Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/02019 presentata da BUONFIGLIO ANTONIO (MISTO-FAREITALIA PER LA COSTITUENTE POPOLARE) in data 20120117

Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-02019 presentata da ANTONIO BUONFIGLIO martedi' 17 gennaio 2012, seduta n.571 BUONFIGLIO. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che: i nostri mari sono solcati, quotidianamente, da centinaia di navi cariche di merci e passeggeri; gli affondamenti si verificano per una serie di cause non solo in conseguenza di incidenti, ma anche di azioni mirate dell'uomo, come narrano le cronache giudiziarie; in questi giorni, l'attenzione dei media e' focalizzata sul disastro che ha coinvolto la nave Concordia davanti all'isola del Giglio; il rischio e', come spesso accade, che la cronaca si soffermi sulle operazioni di salvataggio e soccorso, sulla sorte dei naufraghi - oltre che dei dispersi - sulle dinamiche dell'incidente e sull'individuazione delle responsabilita', trascurando gli effetti drammatici che il disastro produce sulla salute dell'ecosistema marino e dell'intera economia del mare; peraltro, dalla stampa si apprende che le attivita' di recupero e di bonifica sono state affidate alla societa' Smit di Rotterdam che si e' occupata della bonifica della petroliera Haven, affondata a largo di Arenzano nel 1991, davanti al porto petroli di Genova Multedo; il disastro ecologico che ne e' seguito puo' essere definito come uno dei piu' gravi dovuti all'affondamento di superpetroliere e come il piu' catastrofico evento inquinante del Mediterraneo. Dopo un incendio di quattro giorni, causato da un'esplosione a bordo durante un'operazione di travaso di greggio, la petroliera Amoco Milford Haven, da 232.166 tonnellate di portata lorda e con una lunghezza fuori tutto di 344 metri, si e' inabissata. Al momento dell'incidente conteneva 144.244 tonnellate di petrolio greggio e 1.223 tonnellate di combustibile per la propulsione della nave; nonostante l'incendio abbia consumato una grande massa di petrolio, l'impatto ambientale e' stato enorme e, negli anni, sono stati necessari diversi e costosi interventi di bonifica per rimuovere il greggio intrappolato. Ancora oggi, pero', le conseguenze di tale tragedia permangono poiche' piccole quantita' di idrocarburi fuoriescono dal relitto principale e sono tuttora presenti, in una vasta area di fondale dai confini indefiniti, notevoli quantita' di catrame depositato; il disastro della Concordia e', poi, di poco successivo a quello avvenuto il 17 dicembre 2011 nel tratto di mare tra Gorgona e il Banco di Santa Lucia, specchio d'acqua con profondita' variabile dai 250 ai 400 metri. Secondo la ricostruzione effettuata dalla capitaneria di porto di Livorno, la motonave Eurocargo Venezia ha perso in mare due semirimorchi trasportati in coperta, contenenti fusti di catalizzatori esausti utilizzati per la desolforazione del petrolio; eppure, solo il 2 gennaio 2012, quindi 17 giorni dopo l'accaduto, la capitaneria di porto ha disposto una serie di precauzioni in caso di recupero del materiale disperso in mare o a seguito di spiaggiamento; l'evento genera il rischio immediato di autocombustione per esposizione all'aria del materiale asciutto che arrivasse sugli arenili. Tant'e' che la capitaneria ha evidenziato come il materiale disperso diventi pericoloso surriscaldandosi a contatto con l'aria; v'e' poi il rischio, come in ogni affondamento, di contaminazione della catena alimentare. Tenuto conto della forma e della natura chimica delle sostanze, la loro immissione nella catena trofica puo' avvenire essenzialmente attraverso gli organismi detritivori e, successivamente, attraverso i loro predatori. In questa fase, una possibile contaminazione puo' avvenire solo da sacchi che si fossero aperti durante la caduta in mare o, successivamente, al momento di un loro spiaggiamento su una scogliera. Date le condizioni del mare, in entrambi i casi, e' verosimile una rilevante diluizione del materiale che rende minimo il rischio di una contaminazione significativa dei pesci di una zona. Eppure la contaminazione della catena alimentare, per quanto remota, non si puo' escludere. Il rischio potrebbe invece diventare piu' consistente se il carico in fondo al mare, che si presume contenga la gran parte dei fusti dispersi, dovesse rimanervi a lungo senza essere recuperato. Infatti, prima o poi, per l'aggressivita' dell'ambiente marino, la tenuta dei fusti e dei sacchi verra' meno, rendendo cosi' disponibile una quantita' rilevante e concentrata di materiale inquinante. In tal caso, gli effetti dell'ambiente e la biodiversita' potrebbero essere assai gravi, non solo per le implicazioni per la salute umana legata al consumo di pesce, ma anche per la presenza in quell'area di una rilevante nursery di naselli e per l'interessamento della zona della riserva marina, santuario dei cetacei -: quali iniziative il Governo intenda adottare, in generale, per accelerare le operazioni di ritrovamento e recupero del materiale disperso in mare e per arginare il rischio di contaminazione delle acque e degli organismi viventi acquatici, generato da sostanze depositate sul fondale a seguito degli affondamenti, nonche' di quali strumenti intenda avvalersi per effettuare le necessarie attivita' di monitoraggio successive alle operazioni di recupero, per valutare la sussistenza di rischi per il trasporto e lo stoccaggio e assicurare la salubrita' dei luoghi, degli organismi viventi e la sicurezza alimentare. (3-02019)





 
Cronologia
venerdì 13 gennaio
  • Politica, cultura e società

    L'agenzia Standard & Poor's taglia nuovamente il rating di affidabilità dell'Italia, che passa da A a BBB+.



giovedì 26 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 469 voti favorevoli, 74 contrari e 5 astenuti, l'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216 recante proroga dei termini previsti da disposizioni legislative (C.4865), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.