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Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/05936 presentata da DI BIAGIO ALDO (FUTURO E LIBERTA' PER IL TERZO POLO) in data 20120117

Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-05936 presentata da ALDO DI BIAGIO martedi' 17 gennaio 2012, seduta n.571 DI BIAGIO e MENIA. - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che: in data 13 gennaio 2012, una delle navi crociere piu' grandi della compagnia di navigazione Costa, la Concordia, con a bordo 4.234 persone e' stata protagonista di un drammatico incidente a poco piu' di 100 metri dalle coste dell'Isola del Giglio, in Toscana; l'incidente e' avvenuto verso le ore 22 di venerdi' 13 gennaio 2012, ed il bilancio provvisorio e' di 6 morti e 16 dispersi; stando alle ricostruzioni operate dagli inquirenti, lo scafo della struttura sarebbe stato squarciato per oltre 70 metri nella parte destra dai fondali rocciosi che caratterizzano la citata area paesaggistica, tale da comportare un'inclinazione della struttura di oltre 80 gradi, e il successivo graduale affondamento, gia' dalle prime ore immediatamente dopo l'incidente; la nave Concordia, che risulta essere un colosso del mare ed uno dei fiori all'occhiello del settore della navigazione passeggeri italiana, ha una stazza di circa 114.500 tonnellate e una capacita' di circa 2.300 tonnellate di carburante che rischiano al momento di fuoriuscire dalla struttura: un eventuale sversamento di carburante potrebbe creare un danno ambientale senza precedenti capace di contaminare l'intero arcipelago toscano; a tali criticita' si aggiungono le difficili condizioni meteo-climatiche, che sollecitano la struttura determinando il rischio che essa possa scivolare lentamente verso il fondale; stando alle informazioni al momento disponibili, le autorita' competenti si stanno limitando a monitorare il tratto di mare intorno alla nave non potendo ancora intervenire essendo in corso l'evacuazione e gli interventi di salvataggio e recupero dei dispersi; nelle ultime ore il Ministro interrogato ha dichiarato che «bisogna intervenire subito per scongiurare un disastro ambientale. Bisogna fare in fretta perche' se cambiano le condizioni meteo-climatiche aumentano i rischi per la tenuta dello scafo» ma non sono ancora state delineate le modalita' di intervento su una struttura che sta lentamente scomparendo in mare; tale emergenza e' stata segnalata dalle autorita' locali e dal Ministro interrogato che non ha esitato nell'evidenziare che bisogna anche «intervenire decisamente e rapidamente per evitare che queste grandi navi possano entrare in zone che sono troppo delicate per correre questi rischi»; malgrado i buoni propositi in materia di disciplina della navigazione evidenziati dalle autorita' e dalle istituzioni e la dichiarata denuncia del comportamento del comandante della Concordia, atteggiamento ritenuto anomalo e pericoloso, navi passeggeri che si avvicinano alla costa, segnatamente in zone strategiche e complesse sotto il profilo naturalistico, rappresentano talvolta una prassi; negli ultimi anni il bacino del mediterraneo e' diventato il teatro di una competizione aggressiva tra compagnie di navigazione che offrono prodotti sempre piu' suggestivi al fine di attrarre a se' il maggior numero di passeggeri, con l'inevitabile conseguenza del consolidarsi di prassi, normativamente discutibili, che mettono a repentaglio la sicurezza e l'ambiente; nello specifico, nel nostro Paese che vanta un massiccio turismo di navigazione, essendo terra di importanti e riconosciute compagnie che operano viaggi di navi da crociera, ferma restando l'indiscutibile potenzialita' economica e turistica di queste, alla luce dei vuoti normativi in materia si rischia uno schiacciamento della qualita' e della sicurezza della navigazione stessa a vantaggio delle coreografie turistiche, come quella del saluto alla terra ferma, cosiddetto «inchino» come e' accaduto nella serata del citato incidente; esistono in tutto il territorio nazionale molte aree marine cosiddette di pregio e circa tredici rotte «delicate» che rappresentano sicuramente un patrimonio inestimabile e che rischia di essere quotidianamente intaccato da un prassi consolidata e deprecabile, che mette al primo posto le «emozioni dei turisti» come evidenziato dallo stesso Ministro interrogato; ai sensi del regolamento (UE) n. 1286/2011 recante adozione di una metodologia comune d'indagine sui sinistri e sugli incidenti marittimi a norma dell'articolo 5, paragrafo 4, della direttiva 2009/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio «applicando all'inchiesta la metodologia comune e un approccio obiettivo e sistematico, l'organo inquirente dovrebbe trovarsi nelle migliori condizioni per trarre insegnamenti da ogni incidente e migliorare cosi' la sicurezza marittima»; in virtu' di tali aspetti, con la tragedia di queste ore e' possibile fare doverosi bilanci per procedere ad una rettifica della normativa attualmente vigente in materia di trasporti navali, che ha consentito negli anni il consolidamento di una vera e propria deregulation, al fine di salvaguardare l'ambiente e nel contempo garantire la sicurezza del mare e dei naviganti -: in che modo si intenda intervenire nello specifico al fine di scongiurare il disastro ambientale al largo dell'isola del Giglio e che tipodi iniziative si intendano definire al fine di affrontare sotto il profilo normativo la disciplina della navigazione delle grandi navi, segnatamente quelle passeggeri, nelle aree di pregio ambientale e sulle cosiddette «rotte delicate». (5-05936)





 
Cronologia
venerdì 13 gennaio
  • Politica, cultura e società

    L'agenzia Standard & Poor's taglia nuovamente il rating di affidabilità dell'Italia, che passa da A a BBB+.



giovedì 26 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 469 voti favorevoli, 74 contrari e 5 astenuti, l'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216 recante proroga dei termini previsti da disposizioni legislative (C.4865), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.