Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/14533 presentata da MELIS GUIDO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20120118
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-14533 presentata da GUIDO MELIS mercoledi' 18 gennaio 2012, seduta n.572 MELIS e PES. - Al Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca. - Per sapere - premesso che: il bando PRIN (progetti di ricerca di interesse nazionale) di cui al decreto ministeriale 27 dicembre 2011, n. 1152/ric., modificato successivamente dal decreto ministeriale del 12 gennaio 2012, ha fissato le nuove regole di presentazione dei progetti per il prossimo anno; rispetto a tali regole tutte le principali associazioni scientifiche dell'area umanistica hanno formulato, in una nota comune, rilievi e critiche che meritano di essere presi in seria considerazione; in particolare, sotto il profilo finanziario si continua a manifestare una forte sperequazione tra le varie aree disciplinari, a netto svantaggio di quelle che si potrebbero genericamente indicare come umanistiche o socio-umanistiche. Infatti, mentre per la maggior parte delle aree (da 1 a 9 e le 13-14) si registrano incrementi percentuali reali di risorse su base annua anche consistenti (come in particolare accade nell'area 7), per le aree 10-12 si verificano diminuzioni nette di entita' fino al 25 percento (specificamente per l'area 10); cio' appare tanto piu' grave se si pensa che le sole tre aree 10, 11 e 12 raggruppano il 26 per cento dei docenti/ricercatori; un ulteriore punto critico e' rappresentato dall'entita' finanziaria minima e massima prevista per i singoli progetti di ricerca: i progetti delle aree delle scienze umane e sociali devono infatti presentare costi non inferiori a euro 400.000 e fino a 1.600.000. Cio' implica la formazione obbligatoria e artificiosa di raggruppamenti tra universita', senza che sia in alcun modo garantito che queste aggregazioni avvengano su reali compartecipazioni a linee di ricerca e a obiettivi comuni; quanto alle procedure previste, il numero dei progetti presentabili da ciascuna universita' e' fissato inderogabilmente dal decreto nella misura massima dello 0,75 per cento rispetto al numero di docenti e ricercatori presenti nei ruoli al momento della scadenza del bando. Anche nelle modifiche introdotte, di cui all'articolo 5, comma 3, permane una forte penalizzazione ai danni delle medie e delle piccole universita' (da un calcolo sommario, ad esempio, un ateneo medio-piccolo come quello di Teramo potrebbe presentare non piu' di 2 progetti); il decreto non tiene in alcun conto l'elemento fattuale che molte aree, in particolare nel campo socio-umanistico, sono al loro interno composite, cioe' contengono settori disciplinari contigui ma distinti per metodologie, contenuti culturali e tradizioni di ricerca; poiche' la selezione di un progetto implica l'esclusione di altri della stessa area, e' prevedibile che il pluralismo interno di area ne verra' sacrificato anche in presenza di piu' progetti di alta qualita'; in generale, la preselezione a livello di ateneo, configurata com'e' nel decreto sulla base di limiti meramente quantitativi ancorati al numero dei docenti/ricercatori dell'area, prescinde totalmente dai criteri di qualita', facendo ancora una volta prevalere quale unico criterio quello dei limiti quantitativi sulle scelte di merito, sottratte totalmente agli atenei; nella seconda fase della selezione, quella affidata ai 14 comitati di selezione, uno per ogni area Cun, formati da 3 esperti designati dal Comitato nazionale dei garanti della ricerca, 25 sui 100 punti disponibili continuano ad essere assegnati a progetti strettamente relazionati agli obiettivi del VII programma europeo «Horizon 2020»: ma gli obiettivi della ricerca socio-umanistica difficilmente possono rientrare nel contesto di quelli previsti in quel programma; il punto e' tanto piu' rilevante se si considera che la conformita' al suddetto VII programma europeo e' considerata decisiva per la priorita' nei casi di ex-aequo; infine le scadenze di presentazione dei progetti (29 febbraio e 7 marzo), fissate nel bando pubblicato solo il 28 dicembre, in un periodo festivo che si e' protratto sino almeno al 7 gennaio, sono state spostate in avanti di una sola settimana e contrastano, per i tempi esageratamente ristretti, con l'intento, apprezzabilissimo, di coinvolgere istituzioni e ricercatori stranieri -: se non ritenga il Ministro di dover riconsiderare ancora una volta le criticita' sopra menzionate, anche attraverso una revisione del bando del 28 dicembre 2011; quali garanzie esistano, allo stato attuale, che le modalita' e le metodologie di ricerca specifiche dell'area socio-umanistica nelle sue varie accezioni disciplinari trovino adeguata corrispondenza nei criteri di valutazione, nei meccanismi di selezione e in definitiva nella politica della ricerca del Governo. (4-14533)