Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/14536 presentata da SBAI SOUAD (POPOLO DELLA LIBERTA') in data 20120118
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-14536 presentata da SOUAD SBAI mercoledi' 18 gennaio 2012, seduta n.572 SBAI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: nell'Islam chi si converte al cristianesimo si macchia di «apostasia»; per «apostasia» si intende nell'Islam non una conversione ma il rinnegare la religione musulmana; della macchia dell'apostasia non ci si libera mai e la vita del convertito diventa un inferno; in alcuni Paesi in cui l'estremismo islamico vige come legge di Stato, l'apostata viene il piu' delle volte condannato a morte; laddove non c'e' invece questo modus operandi, esiste una condanna morale perpetua; durante la trasmissione televisiva Rai «Uno Mattina» e' stata mandata in onda l'esperienza del signor Khalid Makhlou; i due figli del signor Khalid Makhlou, un maschio di 5 anni e' una femmina di 3 anni, sono cristiani e sono stati affidati, contro la sua volonta', ad una famiglia musulmana; l'affido e' avvenuto in virtu' dell'ammalarsi della moglie (depressione post-partum) e dell'impossibilita' del detto Makhlou a badare ai figli per via degli orari di lavoro massacranti; non si comprende la ratio di un provvedimento del genere che non puo' essere rinvenuta se non in una cattiva interpretazione culturale; la famiglia temporaneamente affidataria ha compiuto un'azione illegale portando in viaggio la figlia femmina in Egitto, cosa testimoniata da foto scattate durante il soggiorno; sul signor Khalid Makhlou non pende alcun provvedimento restrittivo; il signor Khalid Makhlou aveva chiesto al tribunale e al servizio sociale un contributo economico per l'assunzione di una persona che potesse badare ai bambini; il signor Khalid Makhlou aveva chiesto al tribunale di affidare i bambini alla suocera o agli zii, che potevano prendersene cura finche' la moglie non fosse migliorata; tali richieste rientrano perfettamente, peraltro, nel dettato della legge n. 149 del 2001, in tema di affido e adottabilita', la quale prevede che il minore abbia il diritto inviolabile di crescere nel suo nucleo familiare fino al terzo grado di parentela; e' stata scritta dall'interrogante una lettera di denuncia alla procura della Repubblica di Roma e una lettera informativa alla Corte di giustizia europea; se non intende adottare ogni iniziativa di competenza, anche normativa, per evitare il ripetersi di vicende analoghe a quella rappresentata in premessa. (4-14536)