Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/14577 presentata da LO MORO DORIS (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20120123

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-14577 presentata da DORIS LO MORO lunedi' 23 gennaio 2012, seduta n.574 LO MORO. - Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: la scorsa settimana l'associazione autonomistica LegAutonomie Calabria ha reso noti i dati del rapporto annuale sugli atti di intimidazione contro amministratori locali in Calabria, rivelando che nel 2011 sono stati registrati 103 atti intimidatori e nel corso dell'ultimo decennio e' stata raggiunta la enorme cifra di oltre mille episodi, molti dei quali gravissimi; gia' in questo primo mese dell'anno 2012, nella stessa regione, si sono verificati numerosi episodi con le medesime tipologie, ossia auto incendiate, danneggiamenti di proprieta' pubbliche e private, spari contro cose e persone, utilizzo di ordigni esplosivi; rispetto a questo fenomeno, piu' volte denunciato e che riguarda l'intero territorio nazionale, anche se e' piu' grave in alcune regioni, tra cui la Calabria, non ci si puo' limitare oltre alla semplice presa d'atto del problema ed alla rituale solidarieta' anche perche' questi atti intimidatori incidono profondamente sulle condizioni di vita delle comunita'; va, in particolare, evitato il rischio che finisca per essere vissuta come normale una situazione drammatica che mette in discussione l'agibilita' democratica delle istituzioni locali; si sono gia' verificati casi di «abbandono» di sindaci che hanno subito, in pochissimo tempo, decine di episodi, come nel caso del sindaco del comune di Sant'Agata dell'Esaro (Cosenza); nonostante moltissimi di questi episodi avvengono anche in piccole comunita', nella stragrande maggioranza dei casi non si riesce ad assicurare i responsabili alla giustizia -: se si sia a conoscenza del fenomeno che, stando ai dati rilevati, appare in costante crescita, specie in alcune aree del Paese, tra cui la Calabria; se non si intenda assumere il problema come priorita' ed assicurare mezzi ulteriori a supporto dell'azione investigativa, per una piu' incisiva e determinata azione di deterrenza e di contrasto. (4-14577)

Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedi' 23 luglio 2012 nell'allegato B della seduta n. 670 All'Interrogazione 4-14577
presentata da DORIS LO MORO Risposta. - La questione sollevata dall'interrogante, relativa agli episodi intimidatori che hanno avuto come vittime gli amministratori locali della Calabria, e' oggetto di grande attenzione da parte di questa amministrazione, consapevole di quanto sia necessario ripristinare una «cultura della legalita'» in una terra in cui troppo spesso sindaci e amministratori vengono lasciati soli. La legalita' e' il fondamento su cui poggia qualsiasi societa' civile ed e' indispensabile per garantire sicurezza del territorio e crescita economica, per questo motivo il Ministero dell'interno fara' il possibile per assicurare l'incremento di presidi e servizi nella regione calabra. Un ruolo importante in tal senso lo possono giocare le prefetture presenti sul territorio, costruendo una rete istituzionale capace di fungere da punto di riferimento e, insieme, da garanzia per il rispetto delle regole e della legalita'. Naturalmente non puo' essere sottaciuto il ruolo fondamentale delle forze dell'ordine attualmente operative in Calabria, impegnate in prima linea nella battaglia quotidiana contro la criminalita'. La loro attivita' di monitoraggio - attraverso i dati messi a disposizione dal sistema della direzione centrale della polizia criminale del Ministero dell'interno - rivela che nella regione si sono avuti, nel corso del 2011, ben 245 episodi di intimidazione, perpetrati nei confronti di amministratori locali, operatori di polizia e magistrati. Tra questi, piu' specificamente, 33 hanno riguardato la provincia di Cosenza. Per quanto concerne invece il primo trimestre 2012, sono stati commessi 15 atti intimidatori, 12 dei quali rivolti verso amministratori comunali. Per nessuno di questi episodi e' stato ancora possibile individuare i responsabili, rimasti tuttora ignoti. Nella maggior parte dei casi si e' trattato di attentati incendiari e dinamitardi, lettere minatorie, aggressioni, danneggiamenti a beni di proprieta' pubbliche e private, incendi di autovetture, colpi d'arma da fuoco e proiettili recapitati. Ognuna di queste situazioni e' stata oggetto di esame in sede di riunione tecnica di coordinamento e, in molti casi, e' stata disposta una misura di vigilanza nei confronti della vittima. Per quanto riguarda, infine, la vicenda che ha interessato il sindaco pro-tempore del comune di Sant'Agata d'Esaro, si fa presente che ha destato grande preoccupazione sia per il numero di atti intimidatori rivolti verso la stessa persona (6 nel 2009 e 4 nel 2010), sia perche' si e' trattato dell'unico caso di aggressione fisica. Immediatamente dopo il ferimento di cui e' rimasto vittima nel giugno del 2010, infatti, e' stata disposta una misura di protezione personale incisiva, ovvero una «tutela su auto non protetta» integrata da un servizio di vigilanza dinamica dedicata all'abitazione privata, allo studio medico e all'abitazione dei genitori. Inoltre, in questo come in molti altri casi simili, oltre ad attivita' investigative particolarmente accurate, al fine di intensificare la presenza delle forze dell'ordine sono stati effettuati ripetuti servizi di controllo del territorio, anche con l'invio di equipaggi del reparto prevenzione crimine. Si ricorda purtroppo che, a causa dei suddetti atti intimidatori, l'amministratore in questione ha rassegnato le dimissioni dalla carica elettiva. Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Carlo De Stefano.



 
Cronologia
venerdì 13 gennaio
  • Politica, cultura e società

    L'agenzia Standard & Poor's taglia nuovamente il rating di affidabilità dell'Italia, che passa da A a BBB+.



giovedì 26 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 469 voti favorevoli, 74 contrari e 5 astenuti, l'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216 recante proroga dei termini previsti da disposizioni legislative (C.4865), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.