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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/02038 presentata da DI PIETRO ANTONIO (ITALIA DEI VALORI) in data 20120124

Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-02038 presentata da ANTONIO DI PIETRO martedi' 24 gennaio 2012, seduta n.575 DI PIETRO, CIMADORO, PALADINI e PIFFARI. - Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che: agli interroganti risulta che l'azienda di telecomunicazioni Wind intenda cedere la gestione della rete e, conseguentemente, i lavoratori, il loro lavoro, la loro competenza e la loro esperienza; la Wind dichiara di voler investire in nuove frequenze e cedere la gestione della rete, mettendo a rischio l'intera compagnia; l'azienda Wind e' nata nel 1997, con un investimento di Enel. Nel 2005 la societa' egiziana Orascom compra la quota di maggioranza e da poco tempo nella titolarita' e' subentrata la VimpelCom, societa' russa, a sostituzione dell'Orascom. In particolare, Wind telecomunicazioni e' controllata al 100 per cento da Wind telecom, ex Weather investment, a sua volta controllata da VimpelCom ltd; non sembrava che Wind stesse colando a picco, anzi gli utili sono in crescita e i debiti in diminuzione. Nonostante cio', i vertici ad ora confermano la loro decisione di cedere la gestione della rete e tra i possibili partner figurano la Ericsson e la Huawei, societa' cinese con alcune sedi in Italia, che ha deciso ed effettuato forti investimenti nel nostro Paese; la Wind al momento conferma le proprie intenzioni, spinta dai forti investimenti per la recente asta delle frequenze 4G e per le ultime decisioni regolamentari sull'anticipo dei tagli alle tariffe di terminazione mobile; ad avviso degli interroganti, sarebbe un grave danno per la possibilita' di sviluppo del Paese pensare di scorporare oggi gli asset strategici dell'industria italiana per pure ragioni di razionalizzazione e di natura finanziaria senza un serio piano industriale di rilancio, con il rischio di dover pagare domani un conto molto salato; se sara' fatta la cessione, nessuno sara' in grado di garantire davvero la salvaguardia del posto di lavoro dei dipendenti della Wind; l'esternalizzazione dei soli dipendenti consiste nell'affidare a terzi i 1.600 dipendenti della rete e far gestire a questa societa' la rete stessa. Gli interroganti vorrebbero che questa decisione serva solo alla Wind per scaricarsi dei costi dei dipendenti e delle strutture, per poi procedere ad altre cessioni; il minimo che un Governo diverso da quello precedente possa fare e' pretendere che si sospenda la vendita e che, per l'eventuale cessione, si ponga come condizione ineludibile un piano di investimenti da parte della nuova azienda in Italia, con l'impegno ad assumere personale altamente qualificato all'interno di un piano industriale di sviluppo e non di razionalizzazione concordato con le organizzazioni sindacali. L'Italia puo' diventare attrattiva per gli operatori del settore, a condizione di chiarire l'indisponibilita' del Governo ad operazioni speculative o di pura colonizzazione. Il nostro Paese puo' diventare anche un hub verso l'Europa, utilizzando il meglio delle nostre professionalita' e delle tecnologie che si possiedono; senza queste condizioni ogni atto dovrebbe essere sospeso perche' il rischio di disoccupazione non riguarda solo i 1.600 dipendenti che verranno immediatamente ceduti, ma tutti i 4.000 dipendenti Wind sul territorio nazionale. È difficile, infatti, credere che gli impiegati del settore tecnico e amministrativo possano restare al loro posto dopo che l'azienda avra' ceduto il suo settore portante; lo strumento giuridico utilizzato per attuare questo tipo di esternalizzazione e', generalmente, il trasferimento di ramo d'azienda, come regolato dall'articolo 2112 del codice civile, in base al quale i lavoratori possono essere trasferiti senza il loro consenso, come una qualunque merce di scambio; in Italia, le cessioni di ramo d'azienda hanno causato gravi problemi occupazionali, soprattutto nel settore della telefonia, e la stessa Wind, in questo senso, non vanta un precedente lusinghiero. Ad esempio, la cessione del call center di Sesto San Giovanni (Milano), con 275 operatori, in favore della societa' Omnia service center si e' conclusa con l'azienda subentrata travolta dalla crisi; tutto cio' crea comprensibilmente gravi preoccupazioni ai lavoratori interessati, i quali gia' sono consapevoli che spesso questi passaggi societari mettono in discussione l'esistenza stessa del rapporto di lavoro; infatti, la societa' controllante, facendo lavorare la controllata in regime di subappalto, e' in grado di far perdere il lavoro ai dipendenti trasferiti anche nell'arco di poco tempo -: se il Governo intenda attivarsi per chiedere alla Wind l'interruzione delle procedure di cessione nell'ambito dell'incontro previsto per il 27 gennaio 2012 presso il Ministero dello sviluppo economico, nonche' per convocare con la massima urgenza i protagonisti industriali del settore e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative dello stesso, al fine di avviare un piano di sviluppo industriale credibile, che abbia le caratteristiche dell'espansione, dell'investimento e della maggiore occupazione. (3-02038)





 
Cronologia
venerdì 13 gennaio
  • Politica, cultura e società

    L'agenzia Standard & Poor's taglia nuovamente il rating di affidabilità dell'Italia, che passa da A a BBB+.



giovedì 26 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 469 voti favorevoli, 74 contrari e 5 astenuti, l'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216 recante proroga dei termini previsti da disposizioni legislative (C.4865), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.