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Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05996 presentata da PALOMBA FEDERICO (ITALIA DEI VALORI) in data 20120124

Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-05996 presentata da FEDERICO PALOMBA martedi' 24 gennaio 2012, seduta n.575 PALOMBA e PALADINI. - Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro della salute, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che: Sanofi, leader diversificato della salute a livello globale, si occupa di ricerca ed ha un nucleo consolidato di competenze nel settore salute con sette piattaforme di crescita: diabete, vaccini, farmaci innovativi, malattie rare, consumer healthcare, mercati emergenti e salute animale. Sanofi e' quotata alle borse di Parigi e New York; Sanofi in Italia e' la prima realta' industriale farmaceutica a livello nazionale, con oltre 3.000 collaboratori, di cui 1.400 negli stabilimenti con sede ad Origgio (VA), Garessio (CN), Anagni (FR), Scoppito (AQ) e Brindisi, dove vengono confezionati farmaci destinati ai mercati internazionali, nei 5 continenti, e lo stabilimento produttivo Merial (Divisione Salute Animale del Gruppo Sanofi) situato a Noventa Padovana (PD). La ricerca & sviluppo Sanofi e' presente in Italia con un'attivita' articolata che va dalla ricerca di base preclinica, allo sviluppo clinico della molecola, fino alla ricerca biotecnologica svolta nei laboratori di Brindisi; con lettera in data 7 novembre 2011 Sanofi ha comunicato di avere in corso la revisione della propria struttura aziendale, per far fronte ai mutati scenari dell'economia e del mercato farmaceutico e soddisfare le nuove richieste di salute. Questa trasformazione sarebbe necessaria innanzitutto per consentire a Sanofi di continuare a svolgere il proprio ruolo sociale di garante della salute di milioni di persone con i propri farmaci, ma anche per consentirle di confermare la leadership nel mercato globale della sanita'; nel corso della riunione tenutasi presso il Ministero dello sviluppo economico in data 24 novembre 2011 l'amministratore delegato della Sanofi ha dichiarato che il percorso mira a consolidare la presenza sostenibile, a rafforzare e specializzare i sei stabilimenti produttivi e confermare l'impegno nella ricerca. Sanofi intende quindi adeguare al nuovo scenario la struttura organizzativa, la dimensione della rete di informazione scientifica e del personale di sede, consolidare e specializzare i siti industriali e riorganizzare le attivita' ricerca e sviluppo. Per questa ragione non si possono rinviare interventi di riduzione di organico nella rete di informazione scientifica senza mettere a serio rischio il futuro dell'azienda nel Paese. La riduzione del numero degli informatori scientifici attivi sul territorio comporta una conseguente riduzione delle attivita' a loro supporto nella sede di Milano. Cio' perche', senza interventi strutturali, in poco tempo Sanofi rischierebbe anche di togliere competitivita' alla propria struttura industriale. Pertanto, il piano prevede il potenziamento dello stabilimento di Origgio e del sito di Scoppito, oltre che la chiusura del centro di ricerca di Milano. Sanofi intenderebbe tuttavia ridurre il piu' possibile il numero di esuberi, limitando l'impatto occupazionale; le organizzazioni sindacali hanno pero' espresso forti preoccupazioni circa il piano presentato dall'azienda, mentre per quanto riguarda la riorganizzazione delle attivita' di ricerca e sviluppo e la chiusura del sito di Milano hanno espresso la propria netta contrarieta'. A loro giudizio gli strumenti cui ricorrere non possono essere di ordinaria amministrazione e necessitano di soluzioni anche innovative. Hanno percio' chiesto la riconvocazione del tavolo di settore attivo presso il Ministero dello sviluppo economico; lo stesso Ministero ha quindi assunto l'impegno di convocare presto una sessione del coordinamento settore farmaceutico, che sarebbe stato preceduto da incontri preparatori con ciascuno dei soggetti interessati. Tutte le scelte e gli indirizzi che fossero emersi sarebbero stati posti all'attenzione del Ministro al fine di tradurli in azione di Governo, con l'essenziale concorso attivo del dicastero dell'economia e delle finanze, di quello della salute e di quello dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca; con il comunicato del 1 o dicembre 2011 l'assemblea delle reti esterne di Sanofi ha respinto l'impostazione data dalla direzione del piano di riorganizzazione 2012, asserendo che un impatto cosi' pesante sul piano sociale non trova corrispondenza ne' giustificazione nei conti del gruppo ed in particolare della filiale italiana, che negli ultimi 2 anni ha incamerato utili per 300 milioni di euro. La stessa assemblea ha dichiarato di approvare, sostenere ed attuare tutte le iniziative relative allo stato di mobilitazione proclamato dalle organizzazioni sindacali, a partire dalla partecipazione allo sciopero indetto per il giorno 2 dicembre 2011 fino all'attivazione del tavolo di incontro al Ministero dello sviluppo economico sulla gestione della situazione della Sanofi; con comunicazione di apertura dello stato di mobilita' ex articolo 4 e 24 della legge n. 223 del 1991 in data 5 dicembre 2011 la Sanofi Aventis ha fatto sapere di dover procedere all'attivazione della procedura di mobilita' per n. 412 unita' strutturalmente in esubero presso la sede di viale Bodio 37 e di n. 57 unita' presso il centro ricerche di via G. Sbodio 2, sostenendo che la riduzione dell'organico costituiva un intervento necessario per preservare un corretto equilibrio tra assetto organizzativo, ridimensionamento complessivo della forza occupata (eccedente rispetto alle effettive esigenze lavorative aziendali), cifra d'affari, costi ed efficienza operativa, in funzione del contesto esterno di mercato e dell'evoluzione del portafoglio prodotti della societa'. Per il centro ricerche la societa' asseriva di non essere piu' in condizioni di affrontare gli ingenti investimenti in ricerca di base, cosicche' era costretta a cessare con effetto immediato tutte le attivita' del sito; con lettera del 13 dicembre 2011 i delegati italiani espressero alla direzione la protesta e la preoccupazione dei dipendenti per le dimensioni e le modalita' di gestione del processo. Infatti, la filiale italiana negli ultimi 2 anni (2009 e 2010) aveva incamerato utili per 300 milioni di euro. Peraltro, la motivazione economico-finanziaria e la ricerca del massimo profitto per gli azionisti non possono guidare in maniera esclusiva le politiche di un gruppo che della responsabilita' sociale, codice etico e rispetto delle persone ha fatto un punto d'orgoglio. Percio' i delegati Cae Sanofi Italia chiedevano, a nome di tutti i dipendenti, che venisse sviluppata una strategia di vero dialogo sociale che permettesse di attuare politiche di salvaguardia dell'occupazione; con la «comunicazione a tutti i collaboratori Sanofi» in data 20 dicembre 2011, il «comitato esecutivo» faceva presente quanto segue: «Abbiamo incontrato presso la sede di Assolombarda le parti sociali e ad esse abbiamo presentato il piano di azione che intendiamo applicare per poter costruire condizioni sostenibili. Pur manifestando la loro preoccupazione, le organizzazioni nazionali dei lavoratori e le istituzioni hanno compreso la necessita' e l'urgenza delle gravi misure prospettate... abbiamo incontrato i rappresentanti del Ministero... e anche a loro abbiamo presentato con chiarezza il Piano. Abbiamo raccolto apprezzamento per la trasparenza dimostrata...: l'anno fiscale 2011 si avvia a una chiusura molto lontana dagli obiettivi che avevamo concordato con il Gruppo... La distanza dal risultato atteso e' di circa 100 milioni di euro...»; in data 20 dicembre 2011 le rappresentanze sindacali unitarie rispondevano alla comunicazione di cui sopra che «...le organizzazioni nazionali e territoriali dei lavoratori... hanno sempre tenuto a manifestare fortemente il loro dissenso e la forte preoccupazione per il terribile impatto del piano di ristrutturazione sulla situazione occupazionale dei lavoratori Sanofi... Cogliamo l'ennesima occasione per ribadire la nostra ferma posizione d'inaccettabilita'...»; la «relazione ufficiale incontro in Assolombarda del 21 dicembre 2011» afferma che «...con riferimento alla richiesta delle organizzazioni sindacali di utilizzare lo strumento della CIGS per la gestione degli esuberi l'Azienda manifesta la disponibilita' al ricorso a tale strumento per il Centro di Ricerche di Via Sbodio... L'azienda ha dichiarato... di incrementare gli attuali contratti di agenzia in essere per un numero pari a 55... cio' dovra' realizzarsi entro e non oltre il 31 gennaio 2012... L'azienda, preso atto delle ulteriori richieste formulate dalle organizzazioni sindacali si riserva di valutarle e pertanto le Parti convengono sin d'ora di riconvocarsi... in data 9 gennaio 2012...»; nel «codice etico Sanofi» si legge che: «...Questo Codice e' il simbolo materiale della responsabilita' di Sanofi nei confronti dei suoi collaboratori e di tutti i suoi partner; 1 - Collaboratori: garantiamo diversita', uguaglianza di opportunita', salute e sicurezza e rispetto nel luogo di lavoro per tutti i nostri collaboratori... ...rispetto della persona promuovere un ambiente di lavoro stimolante, creativo e senza discriminazioni per tutti i nostri collaboratori e partner, rispettando la diversita' e la dignita' personale... sostiene l'uguaglianza di opportunita' per ogni collaboratore o candidato a un incarico in termini di selezione, accesso alla formazione, retribuzione, previdenza sociale, mobilita' interna e carriera. competenza, esperienza e capacita' personali sono gli unici fattori considerati»; come e' evidente da quanto sopra esposto, si e' assistito a continui cambiamenti di linea. Puo' sorgere il sospetto che dietro a queste «manovre» si celi una ben precisa strategia aziendale: mettere al sicuro le persone che la societa' vuole tenersi ed eliminare le altre, probabilmente quelle senza appoggi esterni. Un fatto rivelatore puo' essere considerato la formazione della linea diabete, per la quale consta agli interroganti che i DM avrebbero scelto, con estrema precisione, gli informatori scientifici del farmaco ad uno ad uno, unita' che, nella maggior parte dei casi, se si dovessero applicare nella mobilita' i criteri di legge, sarebbero i primi ad essere in esubero -: se siano a conoscenza della situazione, quale valutazione ne diano, quali passi intendano compiere affinche' siano rispettati i diritti sindacali ed il diritto al lavoro da parte di una grande societa', operante nel campo della salute, che, visti i profitti, dovrebbe mantenere intatte le strutture e non procedere a demolizioni di interi settori produttivi, quali iniziative persuasive intendano compiere, per quanto di competenza, sulla societa' per ottenere i risultati predetti, in primis il mantenimento delle linee operative e, quindi, dell'occupazione.(5-05996)

 
Cronologia
venerdì 13 gennaio
  • Politica, cultura e società

    L'agenzia Standard & Poor's taglia nuovamente il rating di affidabilità dell'Italia, che passa da A a BBB+.



giovedì 26 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 469 voti favorevoli, 74 contrari e 5 astenuti, l'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216 recante proroga dei termini previsti da disposizioni legislative (C.4865), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.