Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/06031 presentata da MESSINA IGNAZIO (ITALIA DEI VALORI) in data 20120130
Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-06031 presentata da IGNAZIO MESSINA lunedi' 30 gennaio 2012, seduta n.578 MESSINA e FAVIA. - Al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: i testimoni di giustizia sono persone che, avendo assistito o essendo essi stessi vittime di gravi eventi criminosi, hanno deciso di rendere testimonianza alla magistratura per consentire l'individuazione dei colpevoli; sono cittadini incensurati e lontani dagli ambienti malavitosi, generalmente commercianti o imprenditori normalmente inseriti nella vita economica e sociale che, con la loro coraggiosa testimonianza, mettono a repentaglio la loro vita e quella dei loro familiari; la loro collaborazione con la magistratura e' un prezioso contributo alla sicurezza dello Stato e un aiuto nella lotta alla criminalita', tanto che l'importanza del loro ruolo e' stata riconosciuta espressamente dalla legge 13 febbraio 2011, n. 45, prevedendo misure di protezione fino all'effettiva cessazione del pericolo esistente per il testimone stesso e per i suoi familiari, nonche' misure di assistenza ed interagenti volti a garantire un tenore di vita personale e familiare non inferiore a quello preesistente l'ingresso nel programma di protezione; purtroppo pero' i programmi per i testimoni presentano ancora molte criticita' e problematicita', cosi' come gia' denunciato nella «Relazione sui testimoni di giustizia» del 2008 approvata dalla Commissione antimafia e trasmessa al parlamento. La maggior parte dei 70 testimoni di giustizia italiani dichiarano infatti di sentirsi abbandonati dallo Stato e di sentirsi calpestati, offesi e annullati dall'arroganza e dall'indifferenza di certe istituzioni; la parte forse piu' problematica dell'istituto di protezione per testimoni sembrerebbe infatti essere quella del reinserimento socio-lavorativo. Questa e', ad esempio, l'esperienza del testimone di giustizia Luigi Coppola, commerciante di auto usate, che nel 2001 denuncia le estorsioni e l'usura subite facendo scattare decine e decine di arresti che portano a quasi trenta condanne definitive. In pratica, grazie alle sue testimonianze, viene decapitato il clan di Boscoreale, i Pesacane, e quello dei Cesarano della zona di Pompei e Castellammare di Stabia; il programma di protezione prevede l'allontanamento dalla citta' di Pompei, dove Coppola vive e lavora e dove riesce a far ritorno nel 2007, con speciali misure di protezione e una capitalizzazione, pari a dieci anni di misure di assistenza, destinata all'avvio di un'attivita'. L'attivita' commerciale, pero' che prima di entrare nel programma di testimoni era fiorente, comincia ad avere un andamento negativo: cio' e' dovuto sia alla crisi internazionale ma soprattutto ad una pratica di isolamento ad opera della camorra che gli ha allontanato la clientela; il Coppola ha anche denunciato di aver subito un attacco immotivato dai suoi stessi concittadini, con petizioni al sindaco ed esposte alla procura che chiedevano il suo allontanamento; dall'agosto 2010 il Coppola e' costretto a lasciare l'abitazione in affitto e dichiara di non aver trovato piu' nessuno disposto ad affittargli o vendergli casa e che pertanto e' stato costretto ad andare a vivere presso l'unico albergo della zona disposto ad ospitare lui e la sua famiglia con un aggravio di spese che arriva per il solo alloggio a 3000 euro al mese; il Coppola dichiara inoltre di aver sempre informato la Commissione centrale del Ministero dell'interno della difficolta' della sua attivita' economica e di quelle riscontrate nella ricerca di alloggio ma di non aver mai ottenuto un concreto sostegno. Al contrario, la Commissione centrale ha piu' volte deliberato una revoca della scorta, poi puntualmente reintegrata con ricorso al Tar e dal Consiglio di Stato ha altresi' lamentato che le sue richieste non abbiano ricevuto adeguata attenzione da parte del sottosegretario pro tempore Mantovano; attualmente il signor Coppola dichiara che, a causa degli esosi costi per l'alloggio e delle perdite della sua attivita', si trova esposto economicamente con sconfini di fidi bancari per parecchie migliaia di euro e con una ingiunzione di sfratto per morosita' da parte dell'albergo che lo ospita e per di piu' la Commissione ha deliberato anche una revoca del contributo elargito per l'attivita' -: quali iniziative anche normative si intendano prendere per fare in modo che denunciare un evento gravemente criminoso divenga un atto conveniente e non, come nei fatti risulta ora, un atto solamente a carico del senso del dovere e della coscienza del cittadino e a scapito della serenita' della sua vita di quella dei suoi familiari; se il Ministro interrogato intenda prendere dei provvedimenti per garantire l'adeguato reinserimento socio-lavorativo dei testimoni di giustizia, ed in particolare del signor Coppola, ed eventualmente se si intenda assumere iniziative, anche normative, per prevedere un inserimento lavorativo nella pubblica amministrazione. (5-06031)