Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/06157 presentata da ZAZZERA PIERFELICE (ITALIA DEI VALORI) in data 20120214

Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-06157 presentata da PIERFELICE ZAZZERA martedi' 14 febbraio 2012, seduta n.585 ZAZZERA, DI PIETRO e DI GIUSEPPE. - Al Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca. - Per sapere - premesso che: in una lunga e approfondita intervista rilasciata il 4 febbraio 2012 a La Repubblica da Sergio Benedetto, coordinatore dell'esercizio VQR (valutazione qualita' e ricerca) dell'ANVUR (agenzia nazionale valutazione universita' e ricerca) e responsabile di vertice della stessa, si dichiara che l'obiettivo dell'agenzia sarebbe quello di applicare la valutazione di atenei ed enti di ricerca in modo da redigere una «classifica» o «mappatura» delle universita' e degli enti di ricerca di «serie A, B o Z», che possa determinare la ripartizione dei fondi a partire dal 2013, che possa «far ripartire da zero le universita'» istituendo una distinzione netta tra researching university e teaching university e che possa tracciare una distinzione tra universita' adibite al conferimento della laurea triennale e universita' dove si possa conseguire i titoli piu' alti, determinando anche la chiusura di «qualche sede»; in merito alla competenze dell'ANVUR, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 1 o febbraio 2010, n. 76, articolo 2, comma 2, si fa presente che l'ANVUR e' istituita come agenzia che sulla base di un programma almeno annuale approvato dal Ministro, cura la valutazione esterna della qualita' delle attivita' delle universita' e degli enti di ricerca pubblici e privati destinatari di finanziamenti pubblici; ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera a), del suddetto decreto, inoltre, le valutazioni dell'ANVUR si concludono entro un periodo di 5 anni; alla lettera b) si specifica, che la definizione dei criteri di valutazione deve essere finalizzata all'accreditamento periodico da parte del Ministro, coinvolgendo i nuclei interni di valutazione e, per le questioni didattiche, le commissioni paritetiche e gli organi di rappresentanza degli studenti, mentre alla lettera f), infine, si precisa che l'agenzia elabora, su richiesta del Ministro, i parametri di riferimento per l'allocazione dei finanziamenti statali; in merito all'istituzione di una «mappatura delle universita'» da «far ripartire da zero», si fa presente che secondo il parere approvato dalla VII Commissione della Camera (cultura scienza ed istruzione) circa lo schema di decreto legislativo n. 396, recante disposizioni per la valorizzazione dell'efficienza e della qualita' della didattica e della ricerca (giunto all'ultimo passaggio dell'iter parlamentare prima della entrata in vigore) dev'essere operata una distinzione chiara tra «accreditamento iniziale, fondato su indicatori ex ante definiti dall'ANVUR e che consente al Ministero di autorizzare le Universita' all'attivazione dei corsi, e accreditamento periodico che dev'essere fondato principalmente sugli esiti della valutazione e su indicatori ex post»; tale distinzione, che e' chiaramente presente nella ratio del decreto 1 o febbraio 2010, n. 76, prima menzionato, sancisce l'importanza strategica, e la peculiarita' rispetto alla valutazione periodica, che rivestono l'avviamento e la definizione dello status giuridico di corsi di studio, atenei, ed enti di ricerca, e presuppone, altresi', la responsabilita' da parte del Ministero di ogni scelta sulla policy universitaria e della ricerca, come anche delle considerazioni e delle conclusioni a seguito degli elementi di valutazione e accreditamento periodici; nel merito delle affermazioni di Benedetto, nonostante si ritenga importante la valutazione in se' quale strumento di riferimento in ausilio delle scelte politiche nell'interesse di chi fruisce dell'universita' e nell'interesse della collettivita', la direzione intrapresa presuppone un'idea punitiva della valutazione che penalizza il sistema di eccellenza territoriale diffusa su tutto il territorio nazionale; l'idea di affidare le scelte politiche ad un rating delle universita' sancisce una palese ammissione di fallimento da parte dello Stato nell'assicurare un servizio di formazione pubblica omogeneo sull'intero territorio nazionale; i recenti tagli del precedente Governo hanno inoltre condotto l'Italia agli ultimi posti della media OCSE in termini di investimenti nel settore dell'universita' e della ricerca, per cui diversi atenei si trovano nei fatti impossibilitati a rientrare in determinati parametri infrastrutturali e di bilancio; nella lettera aperta al Ministro Profumo resa pubblica nei giorni scorsi, importanti rettori di universita' del Mezzogiorno hanno denunciato le sperequazioni esistenti nella distribuzione delle risorse tra le universita' per cui gli atenei non sarebbero sovrafinanziati perche' virtuosi, ma virtuosi perche' preliminarmente sovrafinanziati e hanno altresi' affermato che tale disparita', aggravata dalle discutibili modalita' con le quali sono stati definiti i criteri di riparto, sta diventando insopportabile per importantissimi atenei; le scelte da operare nei confronti di tali situazioni come dell'intero sistema, non devono presupporre l'obiettivo di ridurre le dimensioni del servizio pubblico di formazione e ricerca, ma devono rispondere all'obbiettivo di assicurare risorse crescenti ed un generale miglioramento, al fine di assicurare su tutto il territorio nazionale un servizio pubblico di qualita' e di ottimizzare eventualmente risorse e infrastrutture sulla base delle necessita', della conformazione e delle esigenze delle singole realta' territoriali; in moltissimi casi, la cattiva situazione di atenei ed enti di ricerca testimonia l'assenza di scelte politiche di ampio respiro negli ultimi anni, e rende necessario non un «declassamento» o una «chiusura», ma una generale riforma del sistema di gestione del potere all'interno degli atenei, che distribuisca uguali diritti a chi svolge le medesime mansioni di ricerca e didattica, ovvero l'istituzione del ruolo unico delle docenze; secondo gli interroganti la valutazione va intesa in qualita' di strumento, il cui utilizzo dipende poi da scelte politiche di indirizzo intitolate al Ministero, evitando che nella valutazione stessa siano intrinsecamente configurabili scelte politiche; appare agli interroganti assolutamente non opportuno per il Paese un sistema universitario disomogeneo in termini di qualita' e valutazione in cui l'impegno/disimpegno dello Stato e' in funzione della valutazione piuttosto che di un vero e proprio progetto del percorso formativo superiore; sarebbe opportuno chiarire se il Ministro intenda la valutazione come un vaglio che tende a raggiungere e mantenere un elevato livello diffuso sul territorio nazionale, oppure intenda seguire la linea politica espressa da Benedetto, per cui la valutazione e' finalizzata ad istituire una graduatoria tra atenei volta a distinguerne ufficialmente le differenti mansioni tra ricerca e insegnamento, e se il Ministro intenda agire nei confronti degli atenei cosiddetti di «serie B», tutelando le pari opportunita' e il diritto allo studio sull'intero territorio nazionale -: come il Ministro intenda chiarire l'intollerabile confusione e sovrapposizione di ruoli tra il Ministero e l'ANVUR e se non ritenga opportuna una richiesta di spiegazioni da parte del presidente dell'ANVUR affinche' chiarisca se le posizioni di Benedetto sono state espresse a titolo personale o se siano state discusse e concordate con il consiglio direttivo dell'agenzia. (5-06157)





 
Cronologia
giovedì 9 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 420 voti favorevoli, 78 contrari e 35 astenuti, l'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211 recante interventi urgenti per il contrasto della tensione detentiva determinata dal sovraffollamento delle carceri (C. 4909), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.

martedì 14 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, in via definitiva, il disegno di legge di conversione del decreto-legge 22 dicembre 2011, n. 211, recante interventi urgenti per il contrasto della tensione detentiva determinata dal sovraffollamento delle carceri, (C. 4909), approvato dal Senato il 25 gennaio (legge 17 febbraio 2012, n.9).

mercoledì 15 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato approva, con 255 voti favorevoli e 34 contrari, l'emendamento del Governo 1.1000, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative (S. 3124), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.