Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/06162 presentata da CAUSI MARCO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20120214
Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-06162 presentata da MARCO CAUSI martedi' 14 febbraio 2012, seduta n.585 CAUSI e FLUVI. - Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: l'articolo 5, comma 1, del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, estende a decorrere dal 2008 il divieto - gia' operativo nel settore dell'assicurazione obbligatoria per la responsabilita' civile auto, ai sensi dell'articolo 8, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248 -, per le compagnie di assicurazione e per i loro agenti di vendita, di stipulare clausole di distribuzione esclusiva di polizze relative a tutti i rami danni; la misura e' stata introdotta per dare attuazione ai principi comunitari sulla concorrenza, di cui agli articoli 81, 82 e 86 del trattato istitutivo della Comunita' europea (TCE), che riguardano il divieto di accordi tra imprese che possano pregiudicare il commercio tra Stati membri e che abbiano per oggetto e per effetto di falsare la concorrenza all'interno del mercato comune; il divieto di sfruttamento abusivo da parte di una impresa di una posizione dominante sul mercato comune e il divieto per gli Stati membri di mantenere, nei confronti delle imprese pubbliche, qualunque misura contraria alle norme del Trattato in particolar modo quelle relative alla concorrenza; ai sensi del comma 3 del citato articolo 8, del decreto-legge n. 223 del 2006, l'imposizione di un mandato di distribuzione esclusiva nell'ambito dell'assicurazione obbligatoria per responsabilita' civile auto, costituisce intesa restrittiva delle concorrenza ai sensi dell'articolo 2 della legge 10 ottobre 1990, n. 287; il presidente dell'Autorita' garante della concorrenza e del mercato, nel corso dell'audizione alla 10 a Commissione del Senato svoltasi il 12 ottobre 2011 (nell'ambito dell'indagine conoscitiva sul settore dell'assicurazione di autoveicoli, con particolare riferimento al mercato e alla dinamica dei premi dell'assicurazione per responsabilita' civile auto), ha di fatto riconosciuto l'importanza di favorire lo sviluppo sia di broker che di agenti plurimandatari in considerazione della complessita' dei servizi assicurativi, al fine di favorire la diffusione di figure professionali, sostanzialmente indipendenti dalle compagnie, la cui funzione sia quella di consigliare agli utenti il prodotto per essi migliore; sulla base delle stime di operatori del settore, si deve constatare ancora una scarsa diffusione di agenti plurimandatari: infatti, a fronte del 7,8 per cento di agenti plurimandatari nel 2007, si sarebbe passati al 13,4 per cento nel 2008 e al 17,6 per cento nel 2009; la situazione denunciata e' ancor piu' grave nel Sud Italia, in cui persiste ancora un regime monomandatario quasi totalitario; alcune compagnie storicamente aperte al plurimandato esercitano infatti l'attivita' solo in determinate aree dell'Italia situate prevalentemente al Nord; inoltre, dai dati emergerebbe che il plurimandato non si e' diffuso in particolare tra le compagnie di maggiori dimensioni, le quali continuerebbero ad operare con reti di agenti di fatto monomandatari e a non concedere mandati ad agenti plurimandatari; questi dati trovano un coerente riflesso e un'implicita conferma nelle numerose segnalazioni giunte all'Autorita' relative a comportamenti posti in essere dalle compagnie tendenti a eludere, e nella sostanza a vanificare, i ricordati interventi tesi a favorire lo sviluppo di un'industria della distribuzione assicurativa indipendente dalle compagnie che producono i vari servizi; si tratta di un quadro di prime evidenze molto articolato che l'Autorita' sta attentamente valutando anche al fine di verificare se vi siano margini per interventi istruttori ma, in ogni caso, le citate segnalazioni sono, ad avviso degli interroganti, testimonianza inequivocabile della volonta' delle imprese assicurative di ostacolare un canale distributivo, che potrebbe costituire un efficace volano di concorrenza tra le imprese stesse, con evidenti vantaggi per gli utenti finali; le compagnie di assicurazione gia' da qualche anno starebbero, sistematicamente, abbandonando alcuni territori ritirando l'offerta dei propri prodotti in alcune aree del Sud Italia e gia' da anni non effettuano politiche di sviluppo economico rivolte alle nuove generazioni; sarebbe opportuno imporre ai distributori l'obbligo di offrire prodotti e servizi assicurativi di piu' compagnie, con un impegno, da parte delle imprese di assicurazione, ad operare con le agenzie presenti in tutte le province italiane, al fine di prevedere una diffusione capillare dei prodotti su tutto il territorio nazionale e con lo scopo di porre rimedio alle palesi discriminazioni territoriali nei confronti dei consumatori del meridione che sono costretti dalla limitata offerta a sostenere premi assicurativi piu' alti rispetto al Nord Italia -: quali iniziative di competenza, anche normative, il Governo intenda assumere al fine di garantire da parte delle imprese di assicurazione l'operativita' capillare e l'offerta dei prodotti su tutto il territorio nazionale e di eliminare la perdurante discriminazione cui sono sottoposti i consumatori del Sud, obbligati a sostenere premi assicurativi maggiorati rispetto al resto del Paese. (5-06162)