Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/06216 presentata da PICIERNO PINA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20120221
Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-06216 presentata da PINA PICIERNO martedi' 21 febbraio 2012, seduta n.589 PICIERNO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: nella notte tra il 7 e l'8 giugno 2011, nell'ex caserma «Andolfato», adibita a centro identificazione ed espulsione (Cie), secondo quanto previsto dall'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri del 21 aprile 2011, si sono verificati taluni fatti tanto gravi da richiamare, gia' in passato, l'attenzione del Parlamento. Difatti, secondo alcune testimonianze, a seguito di un incendio propagatosi all'interno della tendopoli ed il successivo intervento delle forze dell'ordine, avrebbero avuto luogo scontri ed episodi di violenza con feriti tra gli ospiti della struttura; da quanto risulta, alcune organizzazioni operanti in ambito umanitario avevano presentato un esposto alla magistratura in riferimento al trattenimento oltre le 48 ore operato dalle autorita' senza l'autorizzazione del giudice competente; il presidente del tribunale civile, deputato alle udienze per le convalide del trattenimento, ritenne, peraltro, necessario trasmettere gli atti alla procura di Santa Maria Capua Vetere, per i trattamenti disumani e degradanti cui erano sottoposti i detenuti tunisini nell'ex caserma «Andolfato». In seguito agli episodi di cui sopra, il tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha posto sotto sequestro la tendopoli dell'ex caserma «Andolfato»; a meta' giugno 2011, a seguito anche di numerose interrogazioni parlamentari e delle ripetute visite e effettuate dalla commissione diritti umani del Senato della Repubblica, fu decretata la chiusura del centro identificazione ed espulsione di Santa Maria Capua Vetere, in quanto reputata struttura inidonea a qualsiasi ospitalita'; dalla Gazzetta ufficiale n. 23 del 28 gennaio 2012, si apprende che con una nuova ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri, del 23 gennaio 2012, si e' stabilito che la struttura di Santa Maria Capua Vetere continua ad operare come centro di identificazione e di espulsione, ai sensi dell'articolo 1 della citata ordinanza, fino al 31 dicembre 2012, e con una capienza fissata in duecento posti; alla base della citata ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri sembra esservi la necessita' di misure adeguate a fronteggiare l'arrivo di migranti e profughi, di nazionalita' non libica, arrivati in Italia dalla Libia a partire dal febbraio 2011. Atteso che si tratta di persone costrette a fuggire dalla Libia, non solo a causa del conflitto, ma anche per un'offensiva di tipo razzista che ha colpito soprattutto persone provenienti dall'Africa sub-sahariana, sembra che si possa a pieno titolo parlare di «profughi»; lo stato di «emergenza umanitaria», che fu decretato dal Governo pro tempore nel 2011, mediante tre successivi decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, riconosceva l'esigenza di accogliere i circa ventottomila profughi, ospitandoli in strutture alberghiere e centri di accoglienza; con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 6 ottobre 2011, recante «Proroga dello stato di emergenza umanitaria in relazione all'eccessivo afflusso di cittadini appartenenti ai paesi del Nord Africa», il Governo ha prorogato lo stato di emergenza umanitaria fino al 31 dicembre 2012, provvedendo all'ulteriore finanziamento per il mantenimento in accoglienza dei profughi gia' ospitati in albergo ed altre strutture; il Governo ha, peraltro, prorogato il permesso di soggiorno rilasciato ai tunisini arrivati in Italia antecedentemente al 5 aprile 2011; la proroga dello stato di emergenza a tutto il 2012 sembra in qualche modo riconoscere le difficolta' in cui versano queste persone arrivate in Italia, alle quali, come richiesto dalle piu' importanti organizzazioni che si occupano di rifugiati, andrebbe rilasciato un permesso di soggiorno per motivi umanitari, ancorche' il nostro Paese non si sia ancora dotato di una moderna, efficace ed organica legge in materia di asilo e rifugiati. Va evidenziato, inoltre, che quanto previsto in merito al permesso di soggiorno per i cittadini tunisini, non e' applicato nei confronti degli altri rifugiati, configurando anche una disparita' di trattamento tra persone, accomunate da gravi difficolta' e sofferenze; la provincia di Caserta ha gia' vissuto notevoli tensioni, dovute alla mancanza di attenzione verso una fascia di popolazione immigrata, particolarmente vulnerabile, che chiede da tempo dignita' ed emersione sociale e civile e che richiederebbe un supplemento di valutazione da parte del Governo. La carenza di personale dedito all'espletamento delle funzioni proprie dell'ufficio immigrazione e profughi, che sarebbe, peraltro, impiegato in parte cospicua per la sorveglianza dei detenuti nel ricostituendo centro di identificazione e di espulsione, pone ulteriori interrogativi e perplessita' sull'ordinanza del 23 gennaio 2012; va, inoltre, tenuto conto del concreto pericolo di infiltrazioni della criminalita' organizzata, potenzialmente attratta dalle somme milionarie previste dagli articoli 2 e 3 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio sopra citata, sempre attenta ed interessata ad insinuarsi nelle pieghe della disperazione degli immigrati; la decretata emergenza umanitaria riguarda soprattutto i cittadini stranieri che hanno chiesto uno status di protezione; tali persone sono gia' state precedentemente identificate al fine di permetterne l'ingresso nelle strutture di accoglienza, rendendo, dunque, incomprensibile la necessita' di trattenerli nei centri di identificazione ed espulsione (Cie) -: quali siano le motivazioni che hanno indotto il Governo a disporre che continui ad operare una struttura che, per le sue caratteristiche, e' non solo del tutto inadeguata ad ospitare persone in condizioni accettabili, ma ha gia' dimostrato di produrre gravi situazioni di pericolo, di ordine pubblico e sicurezza, tanto da essere stata chiusa nel corso del 2011; se non si ritenga opportuno ritirare ovvero apportare modificazioni all'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri del 23 gennaio 2012, al fine di utilizzare le risorse, in esso disposte, in modo da garantire accoglienza piu' adeguata e sicura, sia per gli ospiti sia per il personale addetto. (5-06216)