Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/06239 presentata da FARINA COSCIONI MARIA ANTONIETTA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20120222
Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-06239 presentata da MARIA ANTONIETTA FARINA COSCIONI mercoledi' 22 febbraio 2012, seduta n.590 FARINA COSCIONI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, MECACCI e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che: da un'indagine pubblicata dal sito aipsimed.org emerge una situazione relativa a sprechi nelle asl di Napoli e di Rieti che non e' esagerato definire sconcertanti e scandalosi; in particolare, da un'indagine su dieci centri di salute mentale di Napoli emergerebbe che ogni centro - che serve un bacino di utenza medio di circa centomila abitanti - svolge mediamente 3 interventi, notturni o festivi, su 30 giorni; si desume, quindi, che per oltre venti giorni ogni mese c'e' un inutile impiego di personale con la conseguenza che vengono sottratte risorse, di per se' gia' scarse, all'assistenza psichiatrica; i dati citati si riferiscono al numero mensile di interventi notturni e festivi urgenti, svolti tra gennaio e settembre 2011 da ogni singolo centro; questa che appare una vera e propria anomalia sembra essere caratteristica della citta' Napoli, perche' le altre asl campane hanno gia' applicato le leggi vigenti, che a Napoli stentano ad essere applicate; nella citta' di Napoli i centri di salute mentale che fanno capo all'Asl Napoli 1 sono aperti 24 ore su 24, come si trattasse della asl con maggiori risorse economiche disponibili, mentre al contrario risulta essere tra le piu' indebitate e inefficienti d'Italia, per quanto riguarda il denaro speso a fronte dei servizi forniti; in ogni modo, come denuncia aipsimed.org, tale apertura sarebbe del tutto fittizia; detta Asl Napoli 1 avrebbe curiosamente demandato, a partire dal 1986, quando si iniziava finalmente a pensare alla chiusura dei manicomi, l'apertura notturna e festiva dei centri di salute mentale a infermieri e operatori socio-sanitari: tre o cinque per turno, per ogni centro di salute mentale; pur aperti giorno e notte, detti centri di salute mentale non sembrano essere assolutamente in grado di fornire quei servizi che dovrebbero invece assicurare, dal momento che risultano essere sprovvisti praticamente di tutto l'essenziale, stabilito per legge, per gestire un'urgenza (che in oltre il 50 per cento dei casi e' medica: intossicazione da sostanze, patologie internistiche e altro): personale addestrato per la gestione delle urgenze sia mediche che non, farmaci e strumenti per le urgenze, mezzi di soccorso (auto medicalizzate o ambulanze) e, soprattutto, personale medico; le varie amministrazioni che si sono succedute sembrano essere state incuranti (almeno fino a un anno fa, quando la regione Campania ha posto fine a questo paradosso con una legge, che pero' tarda ad essere applicata), del fatto che fin dal 1994 e' stata approvata una legge nazionale che regola la gestione delle urgenze e un numero unico nazionale dedicato per rispondervi (detta legge prevede personale medico e infermieristico specificamente addestrato nella gestione di tutte le urgenze, ivi compresa quella psichiatrica - codice C05 - preparato nella diagnosi differenziale, fornito di mezzi di soccorso che possono raggiungere il paziente in pochi minuti: il 118); nella situazione che si e' venuta a creare, accade che un cittadino che si rivolge a un centro di salute mentale di notte o in giorni festivi, si senta dire che deve chiamare prima il 118 o recarsi al pronto soccorso. Si determina cosi' una assurda confusione: un cittadino che chiama il 118 per un problema psichiatrico si sente altre volte dire che deve chiamare il centro di salute mentale; e' quindi costretto a cercare, tra centinaia di numeri di telefono, quello esatto, sperare che il telefono funzioni (perche' spesso sono guasti e naturalmente le telefonate non sono registrate come al 118, registrazioni necessarie per motivi medico-legali) e che in un paio d'ore si possa ricevere l'intervento urgente; esiste una rigida procedura: chiamare un'auto di servizio, chiamare uno psichiatra reperibile, sperare che sia patentato, abiti a Napoli e sia in condizione, finalmente, di andare al domicilio del paziente: il tutto comporta ore e ore, quando spesso un intervento efficace deve svolgersi in pochi minuti; i centri di salute mentale in questione risultano essere sprovvisti di posti letto e di malati da curare e sorvegliare, per la semplice ragione che non hanno i requisiti tecnici, igienici, strutturali, per tenere persone ricoverate; come si e' detto, e' stata svolta un'indagine sugli interventi effettuati dai dieci centri di salute mentale di Napoli, notturni e festivi, su un lasso di tempo che va da gennaio a settembre 2011, da cui, come si e' detto, risulta che ogni centro svolge meno di tre interventi, con centri che ne svolgono meno di uno ogni 30 giorni; da cio' risulta che per oltre venti giorni su trenta il personale non lavora, pur essendo regolarmente retribuito; oltre allo spreco economico, calcolato in 13 milioni di euro l'anno per la regione Campania, unitamente al depauperamento del personale, tale «organizzazione» sottrae risorse preziose, gia' scarse, all'attivita' diurna, come visite, attivita' domiciliare, riabilitazione; nel dicembre 2010 la Corte dei Conti apri' un processo per un danno erariale di ben 2 milioni di euro, dovuto all'erogazione «a pioggia», prolungatasi per oltre un decennio e del tutto illegittima, di una indennita' di circa 4 euro per turno lavorativo agli infermieri, ma queste sono piccolezze; in un dossier-choc prodotto dalla struttura commissariale e' emerso che il salario accessorio che fa lievitare le buste paga degli oltre 10mila dipendenti dell'Asl Napoli 1, relativo a incentivi, straordinari, reperibilita', progetti di produttivita', solo nel 2009 ammontava a 145 milioni. Il salario accessorio, insomma, rappresenta oltre il 50 per cento dello stipendio: un caso unico in tutto il Paese; il confronto con le altre regioni e' impietoso. Per far funzionare la sanita', la Campania spende 3.246 miliardi di euro l'anno per 52mila dipendenti, mentre il Veneto 2,7 per 60mila dipendenti, l'Emilia Romagna 2,9 per ben 60mila dipendenti, il Piemonte 2,9 miliardi per 58mila dipendenti; circa 2 anni fa gli ispettori della ragioneria generale dello Stato scoprivano al Cardarelli stipendi gonfiati da ore di straordinario mai realmente compiute: circa duecento ore al mese, il corrispettivo di sette-ottocento euro; gia' dal 2007, prima Benevento, poi Caserta, poi la provincia di Napoli, poi Avellino, in rapida successione, hanno progressivamente abolito l'apertura notturna e festiva dei centri di salute mentale per la gestione delle urgenze, visto che c'e' gia' un servizio qualificato e certamente piu' veloce, efficace ed efficiente; tale abolizione non sembra aver prodotto alcun disservizio, ma al contrario un miglioramento dell'assistenza globale -: di quali elementi disponga il Governo, anche per il tramite del commissario ad acta per il rientro dai disavanzi sanitari, in relazione a quanto esposto in premessa; quali iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, intenda promuovere e adottare, in ordine a quanto sopra esposto, in particolare al fine di assicurare la massima efficienza dei servizi dedicati all'urgenza psichiatrica. (5-06239)