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Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/06267 presentata da DE PASQUALE ROSA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20120227

Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-06267 presentata da ROSA DE PASQUALE lunedi' 27 febbraio 2012, seduta n.593 DE PASQUALE, MOSCA e DAMIANO. - Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: Ansaldobreda s.p.a. nasce nel 2001 dalla fusione di Ansaldo trasporti e di Breda costruzioni ferroviarie, ed e' la principale societa' italiana di costruzioni di rotabili per il trasporto su ferro (leggero, pesante, metropolitano, suburbano, regionale, alta velocita'). Controllata da Finmeccanica s.p.a., si occupa di progettazione e costruzione di treni completi ad alta velocita' di elettrotreni metropolitani/suburbani e di tram, di progettazione e costruzione di equipaggiamenti elettrici di trazione e ausiliari e di apparecchiature di sicurezza e segnalamento ferroviario; la societa' ha quattro stabilimenti industriali, a Napoli, Pistoia, Reggio Calabria e Palermo; ha divisioni operative all'estero, conta circa 2300 dipendenti e un portafoglio ordini di 2 miliardi di euro. La Ansaldobreda, negli ultimi sei anni ha accumulato perdite per un miliardo, ripianate dall'azionista Finmeccanica, in ultimo nel 2011 ha ricostituito il capitale della societa' per altri 200 milioni; nel 2010 Ansaldobreda ha avviato un piano volto al miglioramento delle filiere produttive, dei processi e dei modelli di organizzazione, al raggiungimento di obbiettivi di efficienza, razionalizzazione e riorganizzazione di tutti i processi produttivi e prevedeva linee di sviluppo del piano. Nell'accordo vi era inoltre l'impegno a mantenere il centro di eccellenza delle tecnologie e delle produzioni meccaniche di Pistoia e di Napoli e, in coerenza con il piano di acquisizioni commerciali, si ribadiva la necessita' della strategica sussistenza degli impianti di Reggio Calabria e Palermo; in un'audizione alla Commissione lavoro del Senato sugli effetti della crisi sull'occupazione, nel settembre 2011, l'amministratore delegato di Finmeccanica Giuseppe Orsi ha dichiarato che per garantire competitivita' ed «eccellenze» erano necessari capitali esterni e che l'alternativa per attivita' non-core di Finmeccanica, come AnsaldoBreda, era il fallimento e la chiusura degli impianti. Da alcuni mesi, d'altronde, la stampa riporta notizie di possibili trattative di vendita, totale o parziale, a gruppi stranieri come Alstom, Bombardier, Siemens, General Elettric, e recentemente anche italiani; nel gennaio 2012 la AnsaldoBreda ha predisposto un piano di rilancio triennale che punta al pareggio di bilancio nel 2014. Il piano prevede quattro linee d'azione: riorganizzazione manageriale e la riduzione dei costi; efficientamento e aumento della produttivita', riequilibrio del rapporto tra lavoratori diretti e indiretti e rapporto con i fornitori; il quarto punto riguarda l'impianto di Palermo, dove viene fatta la rigenerazione delle carrozze e dove la societa' ritiene che il valore della produzione sia critico, per cui indica sei mesi per provare a invertire il trend. A fronte di risultati negativi, probabilmente la societa' dismettera' l'impianto; inoltre e' previsto un piano di esuberi: 102 nel 2012 (quando il fatturato sara' di 712 milioni), 786 nel 2013 (con i ricavi che scendono a 700 milioni) e 500 nel 2014 (quando il fatturato tornera' a salire a quota 777 milioni). Nel 2015 si dovrebbe raggiungere la piena occupazione. Per quanto riguarda i 102 esuberi di quest'anno, 75 riguardano lo stabilimento di Pistoia, 15 l'impianto di Palermo e 12 quello di Napoli. I 108 lavoratori con contratto interinale (78 a Napoli, 30 a Reggio Calabria) probabilmente non saranno confermati. Stop anche alle consulenze e progressivo azzeramento del cosiddetto «incentrato», cioe' lavoro affidato a ditte esterne che pero' operano all'interno degli impianto di AnsaldoBreda. Un terzo dei dirigenti, circa 20 su 57, sara' tagliato; a fronte di tali esuberi e incertezze sul futuro della Ansaldobreda, e a fronte dell'ipotesi di vendita della societa', i lavoratori della Ansaldobreda e i sindacati dei lavoratori denunciano che l'ipotesi di vendita del Gruppo a player mondiali del settore non potrebbe che dare luogo ad una profonda ristrutturazione degli attuali insediamenti per tutte quelle attivita' di pregio che vanno al di la' di cio' che possono essere le lavorazioni meccaniche tradizionali. La ricerca, lo sviluppo, la commercializzazione, la progettazione di tutto cio' che sara' utile al trasporto pubblico finirebbe inevitabilmente nei Paesi di origine dell'eventuale acquirente, sorte peggiore toccherebbe alla manodopera reperibile a minor costo altrove, con conseguenze pesantissime sull'occupazione, sull'indotto e sull'economia dei territori dove insistono gli stabilimenti della Ansaldobreda, delle regioni (Toscana, Campania, Calabria, Sicilia) e del Paese nel suo insieme; inoltre, l'ipotesi di vendita paventata non trova sostenibilita' dal punto di vista economico perche' quello dei trasporti in Finmeccanica, diversamente dal settore militare, risulta essere uno tra quelli a maggior previsione di crescita -: se il Governo ritenga il settore industriale ferroviario nazionale come strategico per lo sviluppo del Paese e se intenda predisporre un piano nazionale di rilancio per il trasporto ferroviario; quali azioni il Governo intenda muovere a difesa dell'occupazione negli impianti della Ansaldobreda e dell'indotto relativo al comparto ferroviario e se intenda puntare e investire sulle eccellenze industriali del settore ferroviario gia' presenti nel Paese. (5-06267)

 
Cronologia
giovedì 23 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 336 voti favorevoli, 61 contrari e 13 astenuti, l'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216 recante proroga dei termini previsti da disposizioni legislative e differimento di termini relativi all'esercizio di deleghe legislative (C. 4865-B), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.

giovedì 1° marzo
  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato approva, con 237 voti favorevoli, 33 contrari e 2 astenuti, l'emendamento del Governo 1.900, interamente sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività (S. 3110), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.