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Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA URGENTE 2/01425 presentata da DI CENTA MANUELA (POPOLO DELLA LIBERTA') in data 20120322

Atto Camera Interpellanza urgente 2-01425 presentata da MANUELA DI CENTA giovedi' 22 marzo 2012, seduta n.609 I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della giustizia, per sapere - premesso che: la legge 14 settembre 2011, n. 148, all'articolo 1 stabilisce che «Il Governo (...) e' delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o piu' decreti legislativi per riorganizzare la distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari al fine di realizzare risparmi di spesa e incremento di efficienza». tale riorganizzazione comportera', secondo il dettato della legge, soppressioni e accorpamenti di uffici giudiziari. il tribunale di Tolmezzo risulterebbe essere tra gli uffici giudiziari in via di soppressione e/o accorpamento; essendo per cosi' dire «inghiottito» dal tribunale di Udine. La decisione appare, ictu oculi, contravvenire, stante il singolare carattere del circondario e la situazione di confine, al principio inderogabile del buon senso e della logica per il buon funzionamento della giustizia e per la necessita' di una presenza visibile dello Stato. La soppressione, ad avviso degli interroganti, negherebbe oltretutto il presupposto della legge in ordine ai «risparmi di spesa e incremento di efficienza»; la particolarita' territoriale del circondario di Tolmezzo si evidenzia con la presenza di una linea confinaria assai vasta, di circa 110 chilometri, con l'Austria, 60 con la Slovenia, la quale e' attraversata da 7 valichi, dei quali 5 stradali di 1 a categoria, uno autostradale ed uno ferroviario, ed e' collocata sulle direttrici dei traffici illeciti verso l'Est Europa. Cio' determina l'accertamento di un elevato numero di reati legati al traffico degli stupefacenti, alla immigrazione clandestina ed alla ricettazione organizzata (cosiddetto riciclaggio), e, necessariamente, una specializzazione della polizia giudiziaria, della magistratura inquirente e di quella giudicante in ordine a tale genere di crimini. È ragionevole ritenere che l'accorpamento delle funzioni in Udine, oltre a determinare maggiori difficolta' di collegamento con la polizia giudiziaria, provocherebbe la necessita' di creare una specializzazione sia negli uffici inquirenti che giudicanti in ordine a quelle particolari specie di reati, vanificando cosi' i miglioramenti organizzativi che si prospettano con l'accorpamento. Oltre a cio' sono palesi le conseguenze negative che seguirebbero all'allontanamento del presidio giudiziario (da Tolmezzo a Udine) rispetto ai confini, ove tale genere di reati viene scoperto, sia in termini di collegamento della procura generale con gli uffici della procura, sia di prevenzione nelle zone di confine interessate; la valutazione di efficienza e produttivita' espressa dall'ispettorato generale del Ministero e' assolutamente positiva, cio' che rende superflua qualsiasi riorganizzazione in altra sede delle medesime funzioni. Si sottolineano «impegno e diligenza, con adeguata risposta agli adempimenti demandati»; la delega conferita al Governo per la revisione della geografia giudiziaria e' stata esplicitamente motivata dalla grave crisi economico-finanziaria in cui versa nazione e dalla necessita' di ridurre gli oneri per la finanza pubblica. Nel caso di Tolmezzo un tale risultato non potra' essere raggiunto; anzi, la soppressione portera' ad un sensibile aumento di oneri per la finanza pubblica; in dettaglio: la soppressione inciderebbe sulle spese «logistiche», ossia su quelle necessarie a mantenere le sedi ove gli uffici sono collocati. È utile ricordare che queste spese vengono interamente anticipate dagli enti locali e rimborsate in parte dall'amministrazione centrale a consuntivo. Esse ammontano per il Tribunale di Tolmezzo, con riferimento all'anno 2010, escluse quelle di natura eccezionale relative agli affitti dei locali della procura in attesa dell'ultimazione dei lavori di riatto della sede storica, ad euro 170.169,90 (la media annuale dei Tribunali sub-provinciali e' pari ad euro 500.000,00 - Commissione CNF 29 novembre 2011). In caso di soppressione e di accorpamento degli uffici nel tribunale e nella procura di Udine questa spesa, relativamente modesta, non sarebbe destinata a sparire dal bilancio del Ministero ma verrebbe sostituita da quella necessaria al reperimento in Udine di sedi adeguate, mancando negli attuali locali la necessaria ricettivita', tenuto anche conto del fatto che la soppressione delle sedi distaccate di Palmanova e di Cividale del Friuli determinera' l'afflusso del personale distaccato nella sede centrale. Considerato che i costi di acquisto/affitto di immobili in Udine e' sensibilmente superiore a quelli in Tolmezzo, e' ragionevole concludere che questa spesa aumentera'; l'aumento della spesa per la finanza pubblica (trasferte): oltre ad altri oneri sulla cui lievitazione occorrerebbe eseguire calcoli piu' complessi, sicuramente l'accorpamento degli uffici nel capoluogo provinciale determinerebbe per la pubblica finanza l'aumento dei costi legato alle trasferte delle entita' dislocate sul territorio del circondario che gravitano intorno agli uffici giudiziari. Esse infatti dovranno rapportarsi non piu' alla sede di Tolmezzo posta al centro del territorio, bensi' scendere sino ad Udine. Per ogni accesso agli uffici giudiziari, limitandoci al costo/automezzo rapportato ad un quinto del costo del carburante per ogni chilometro moltiplicato per il maggior tratto di percorso Tolmezzo/Udine andata/ritorno pari a circa 100 chilometri si rilevano i seguenti risultati, riferiti all'anno 2010 per il tribunale ed all'anno 2011 per la procura che ha fornito dati piu' aggiornati: tribunale: 22 rogatorie in carcere, 47 interrogatori in carcere, 32 videoconferenze, 211 traduzioni di detenuti negli uffici, 300 trasferte del personale dell'ufficio tavolare di Pontebba per un costo stimato di 20.196,00 euro; per la procura: deposito notizie di reato (considerando che dal 1 o gennaio 2011 al 30 novembre 2011 sono state depositate 3.430 notizie di reato, che peraltro e' possibile per la procura generale depositare piu' notizie di reato con unico accesso) stimati prudenzialmente n. 3.000 accessi; per colloqui con il pubblico ministero e per direttive accessi procura generale stimati in 1.000; ricezione di provvedimenti di convalida perquisizione e/o sequestro da notificare, misure cautelari personali o reali da eseguire e restituzione atti eseguiti stimati in 600; monitoraggio operazioni di intercettazioni telefoniche stimati in 100; trasferte magistrati per interrogatori in carcere stimate in 300. Complessivamente un costo stimato pari a circa 165.000,00 euro; solo per costo automezzi complessivamente quindi 185.196,00 euro; a questo fattore deve sommarsi quello relativo al costo/tempo del personale impiegato durante la trasferta, tempo stimato in ore 1 e mezza durante il quale il medesimo non potra' occuparsi degli adempimenti d'ufficio. Attenendosi ad un criterio assolutamente minimale pari ad 30,00/ora euro (si pensi che le traduzioni dal carcere impegnano almeno 4 agenti per volta) si avrebbe un costo stimato pari a 225.000,00 euro; l'aumento degli oneri di spesa per la finanza pubblica e' quindi stimabile, per difetto, in circa complessivi 410.196,00 euro annui. Questo onere finanziario e' destinato ad aumentare ulteriormente in misura significativa, allo stato non stimabile, per gli effetti che produrra' il cosiddetto decreto «svuota carceri» in via di approvazione, che portera' la polizia giudiziaria a tradurre in aula di udienza, per la celebrazione delle direttissime, gli arrestati che andranno custoditi nell'attesa negli uffici di polizia e non in carcere; sotto l'aspetto propriamente giudiziario, si sguarnirebbe altresi' del necessario presidio locale il territorio sul quale e' insediata una delle 14 carceri italiane dotate di una sezione cosiddetta di massima sicurezza (per la custodia dei detenuti in regime 41-bis) sulle quali va mantenuta una costante attenzione atta a scongiurare infiltrazioni della criminalita' organizzata legata ai gruppi di appartenenza dei detenuti; il trasferimento del tribunale danneggerebbe gravemente, con conseguenze sullo stesso bilancio dello Stato. Dallo studio sviluppato dalla CISL Alto Friuli nel 2009 sull'inquadramento economico del territorio emerge che tutti comuni compresi nel circondario sono inclusi nella zona «C» classificata ai sensi della legge regionale Friuli-Venezia Giulia n. 13 del 2000 ad «alto svantaggio economico», e che a livello economico/produttivo il territorio presenta un rilevante scarto negativo rispetto ai valori medi regionali riconducibili alle caratteristiche territoriali. Le prospettive di sviluppo socio-economico sono fortemente messe in discussione dalla forte attrattivita', anche culturale, esercitata dalla pianura favorita da un sistema infrastrutturale particolarmente robusto, specie nella permanente minaccia di ulteriore riduzione dell'accessibilita' ai servizi di base; non puo' sfuggire quale impatto devastante sotto il profilo socio/economico avrebbe l'accorpamento del tribunale e anche solo della procura in Udine per il territorio dell'Alto Friuli, ne' come una tale soluzione si ponga in aperto contrasto con le direttive politiche di supporto allo sviluppo dei territori montani dettate a livello regionale, nazionale ed europeo. Risulta chiarificatore, in tal senso, l'elaborato redatto dall'ordine dei dottori Commercialisti ed esperti Contabili, il quale evidenzia un rilevante onere economico a carico della comunita' (almeno 2 milioni di euro l'anno), dovuto sia alla spesa per maggiori distanze da percorrere da parte dei cittadini dell'Alto Friuli per raggiungere gli uffici giudiziari, che dalla riduzione di introiti per l'indotto della zona -: quali intendimenti manifesti il Governo riguardo al tribunale di Tolmezzo. (2-01425) «Di Centa, Renato Farina, Fabbri, Papa, Luciano Rossi, Pelino, Dima, Castellani, Galli, Scelli, Landolfi, Razzi, Barani, Palumbo, Rotondi, Baccini, Pagano, Garofalo, Vincenzo Antonio Fontana, Scandroglio, Mazzocchi, Nirenstein, Scilipoti, Monai, Compagnon, Pescante, Crimi, Antonio Martino, Malgieri, Aprea, Mussolini, Barbieri, La Russa, Valducci, Gianni, Paglia, Milanato, Contento, Gottardo».





 
Cronologia
mercoledì 21 marzo
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 449 voti favorevoli, 79 contrari e 29 astenuti, l'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività (C. 5025), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.

giovedì 22 marzo
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, in via definitiva, il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 gennaio 2012, n.1 recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività (C. 5025), approvato dal Senato il 1° marzo (legge 24 marzo 2012, n. 27).

giovedì 29 marzo
  • Parlamento e istituzioni

    Il Senato approva, con 246 voti favorevoli, 33 contrari e 2 astenuti, l'emendamento del Governo 1.900, sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l., di conversione del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo (S. 3194), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.