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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/06514 presentata da BITONCI MASSIMO (LEGA NORD PADANIA) in data 20120328

Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-06514 presentata da MASSIMO BITONCI mercoledi' 28 marzo 2012, seduta n.613 BITONCI, MONTAGNOLI e D'AMICO. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: la Legge di stabilita' 2012, legge n. 183 del 2011, all'articolo 8, comma 1, interviene, con una modifica apportata all'articolo 204 comma 1, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, a sostituire le parole: «il 10 per cento per l'anno 2012 e l'8 per cento a decorrere dall'anno 2013» con le parole: «l'8 per cento per l'anno 2012, il 6 per cento per l'anno 2013 e il 4 per cento a decorrere dall'anno 2014»; la correzione rappresenta solo l'ultima di una serie di variazioni alla norma originale, e diminuisce ulteriormente, anche rispetto al 2011, il limite massimo, calcolato in base ad un parametro finanziario correlato all'ammontare delle entrate degli enti, entro cui i comuni possono accendere un mutuo per il finanziamento di proprie opere, ponendo seri problemi alle amministrazioni locali in relazione agli stanziamenti di bilancio finanziati con la contrazione di mutui e prestiti; i comuni, infatti, che in sede di programmazione non rispettano i limiti definiti dalla legge di stabilita', non possono provvedere a contrarre nuovi mutui, sia nell'anno in cui viene stipulato il nuovo mutuo, sia negli anni successivi, e devono altresi' porre in essere un'attenta valutazione e gli opportuni provvedimenti correttivi sugli investimenti programmati sia per la predisposizione del bilancio annuale 2012 che per il pluriennale 2012/2014 cosi' da rispettare il limite di indebitamento anche nel 2014; la sessione di bilancio 2012 dei comuni dovra' pertanto pianificare il rispetto del limite del 4 per cento sull'ultimo anno del bilancio pluriennale, imponendo alle amministrazioni comunali gia' dal 2012 e per il triennio di riferimento una costante riduzione del debito al fine di realizzare investimenti finanziati con debito compatibili con le percentuali vigenti nell'anno di riferimento; la disposizione, oltre a rappresentare un ulteriore inasprimento rispetto alla precedente versione della medesima norma, si accompagna ad ulteriori e recenti provvedimenti di finanza locale fortemente restrittivi, come il taglio al Fondo di riequilibrio, l'inasprimento dei vincoli per il rispetto del patto di stabilita' e la completa rivisitazione dell'imposta sugli immobili; il quadro normativo ed economico di finanza locale risultante dalla congiunzione di tali provvedimenti crea numerose problematiche ai comuni in sede di predisposizione dei propri bilanci comunali, sia perche', ad oggi, non e' ancora chiara la quantificazione delle entrate degli enti, sia perche', proprio in ragione dell'adozione dei medesimi provvedimenti, le amministrazioni comunali potrebbero essere costrette a richiedere ai propri cittadini un carico tributario maggiore -: quali orientamenti intenda esprimere il Ministro e se, in ragione della grave situazione finanziaria nella quale molti enti locali si trovano e della attuale crisi economica, non ritenga opportuno assumere iniziative volte ad intervenire sull'attuale dispositivo precisando come il rispetto della normativa debba riferirsi al rispetto del limite di indebitamento massimo previsto per il singolo esercizio e non per l'intero triennio 2012-2014. (5-06514)





 
Cronologia
giovedì 22 marzo
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, in via definitiva, il disegno di legge di conversione del decreto-legge 24 gennaio 2012, n.1 recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività (C. 5025), approvato dal Senato il 1° marzo (legge 24 marzo 2012, n. 27).

giovedì 29 marzo
  • Parlamento e istituzioni

    Il Senato approva, con 246 voti favorevoli, 33 contrari e 2 astenuti, l'emendamento del Governo 1.900, sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l., di conversione del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo (S. 3194), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.