Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/06507 presentata da LENZI DONATA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20120328
Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-06507 presentata da DONATA LENZI mercoledi' 28 marzo 2012, seduta n.613 LENZI. - Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che: l'articolo 21 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 convertito, con modificazioni, dall'articolo 1, comma 1, della legge 22 dicembre 2011, n. 214, ha disposto la soppressione degli enti Inpdap e Enpals e attribuito le relative funzioni all'INPS, cosi' dando vita probabilmente al piu' grande ente previdenziale d'Europa, con un bilancio di 700 miliardi di euro, 35.000 dipendenti e una platea di 24,5 milioni di iscritti; la governance del nuovo istituto e' affidata ad una carica monocratica nella figura del presidente dell'INPS, il cui incarico e' prolungato fino al 31 dicembre 2014, nonostante la Corte dei conti nella sua relazione del novembre 2011 avesse gia' espresso perplessita' circa la concentrazione dei poteri determinatasi a seguito delle disposizioni del decreto n. 78 del 2010 che aveva trasferito al solo presidente le attribuzioni del soppresso consiglio di amministrazione. La Relazione sottolineava «il potenziamento del tutto singolare dell'organo monocratico di vertice dell'istituto cui vengono riconosciute oltre a quelle di rappresentanza, le attribuzioni di indirizzo gestionale e tutte le competenze non conferite ad altri organi che non trova riscontri nell'assetto degli enti pubblici non economici e neanche nel modello societario». Perplessita' che a fronte dell'annessione di Inpdap e Enpals risultano ulteriormente rafforzate; il nuovo Inps e' chiamato nei prossimi mesi ad una impegnativa e profonda riorganizzazione per ottenere i risparmi previsti, per integrare al meglio gli enti assorbiti, per garantire efficacia ed efficienza al sistema previdenziale, ragione fondante per la riunificazione; tuttavia, proprio nei confronti della attuale dirigenza, sempre la citata relazione della Corte dei conti dello scorso novembre segnalava: «e' tuttora in corso l'azione di ristrutturazione organizzativa, condotta per altro in assenza di un compiuto piano unitario e di una previa analisi costi benefici, in modo settoriale e per successive approssimazioni, facendo ampio ricorso a consulenze esterne, onerose e pervasive»; anche gli enti previdenziali, ora tutti confluiti nella nuova Inps, sono proprietari di un ingente patrimonio destinato a rappresentare un investimento a garanzia della tenuta del sistema pensionistico. Dal 2001 ad oggi, parte di questo patrimonio e' stato messo in vendita, e alcune operazioni discutibili messe in campo da precedenti Governi quali le Scip sono state poi revocate (legge 14 del 27 febbraio 2009) ma a fronte della chiara indicazione data dal precedente governo con la direttiva ministeriale del 10 febbraio 2011 a vendere agli inquilini che ne hanno fatto richiesta e a chiudere il contenzioso proprio l'Inps e' stato inadempiente. La gestione tanto per gli immobili da reddito che per quelli strumentali, e' effettuata, in parte direttamente dall'INPS (per il patrimonio di provenienza ex INPDAI), in parte attraverso l'IGEI spa, societa' in liquidazione da 17 anni di cui INPS possiede il 51 per cento del valore azionario (per il patrimonio cosiddetto «storico» dell'INPS e per quello di provenienza ex IPOST) e in parte attraverso Idea Fimit Sgr attiva nel settore dei fondi comuni di investimento immobiliari con la mission di promuovere e gestire strumenti di finanza immobiliare in linea con le esigenze degli investitori nazionali ed internazionali di cui l'Inps dopo l'incorporazione dell'Inpdap detiene il 30 per cento e nella quale il presidente Mastrapasqua ha rapidamente assunto la presidenza sostituendo il presidente dell'Inpdap. Tale incarico si somma ai numerosi di cui il presidente Mastrapasqua e' gia' titolare; si ricorda quanto evidenziato nella relazione del collegio sindacale dell'Inps sul bilancio consuntivo del 2010, nel quale si e' richiamata l'attenzione sul «significativo peggioramento della gestione del patrimonio immobiliare da reddito per il quale non si rinvengono nelle relazioni di bilancio utili elementi informativi»; a seguito dell'incorporazione l'INPS, peraltro, ha ulteriormente incrementato anche l'entita' delle proprie partecipazioni fra le quali rileva il 49 per cento della Holding di Equitalia che amministra, attraverso le sue societa' operative Equitalia Nord, Equitalia Centro ed Equitalia Sud, il sistema delle riscossioni dei contributi previdenziali ed erariali dello Stato; un rilevante patrimonio immobiliare nato dalla fusione dei patrimoni immobiliari dei tre enti e, in parte, attraverso la Idea FIMIT SGR di cui Inps, per effetto dell'incorporazione di INPDAP e ENPALS, detiene ora circa il 30 per cento delle azioni; detiene inoltre il 100 per cento di SISPI (Societa' italiana di servizi per la previdenza integrativa); si ricorda che l'Inps, ente pubblico secondo solo allo Stato per dimensione di bilancio, e' uno dei presidi del sistema di welfare italiano ed e' chiamato a svolgere una funzione sociale di straordinaria importanza come quella della tutela dalla vecchiaia, gestendo le risorse derivanti dalla contribuzione dei lavoratori pubblici, privati e autonomi e delle imprese, soggetti a cui si dovrebbe essere riconosciuto un prioritario ruolo attivo nel governo dell'ente, la recente annunciata riforma degli ammortizzatori ampliera' ulteriormente le competenze dell'Inps e il suo ruolo di gestore dei risparmi previdenziali dei lavoratori italiani -: se non si ritenga necessario e urgente intervenire, soprattutto in questa fase cosi' delicata e impegnativa, al fine di garantire una governance dell'ente equilibrata, collegiale trasparente, dando voce alle forze che rappresentano gli interessi dei lavoratori e delle imprese superando l'attuale fase di gestione straordinaria, e riportando l'ente ad un assetto di governo piu' appropriato per un ente pubblico, cosi' come autorevolmente indicato dalla Corte dei conti. (5-06507)