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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/06556 presentata da SANI LUCA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20120404

Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-06556 presentata da LUCA SANI mercoledi' 4 aprile 2012, seduta n.617 SANI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: le concessioni demaniali marittime rappresentano, per numero, imprese e livelli occupazionali interessati, fatturato e incidenza sul sistema economico di molti territori (quasi la totalita' dei comuni costieri italiani), una delle maggiori tipologie di concessione in uso ai privati di beni demaniali dello Stato; l'articolo 11 della legge comunitaria 2011 (legge numero n. 217 del 2011) adeguandosi alle direttive europee (in particolare alla direttiva servizi 2006/123/CE, denominata «Bolkenstein»), relativamente alle concessioni demaniali marittime, ha abrogato definitivamente il comma 2 dell'articolo 1 del decreto-legge del 5 ottobre 1993 numero 400, ossia il rinnovo automatico di tali concessioni; questo provvedimento ha permesso di archiviare la procedura d'Infrazione dell'Unione europea nei confronti dello Stato italiano (procedura di infrazione numero 2008/4908); la legge comunitaria 2011 dispone inoltre che il governo sia delegato ad adottare, entro quindici mesi dalla data di entrata in vigore dello stesso provvedimento, un decreto legislativo avente ad oggetto la revisione e il riordino della legislazione relativa alle concessioni demaniali marittime secondo i principi e criteri dell'Unione europea; nell'adeguarsi a tale direttiva comunitaria l'Italia ha sempre espresso, in atti parlamentari sostenuti dal governo, la volonta' di verificare la possibilita' di escludere, dalla suddetta normativa europea, le concessioni del demanio; le imprese che operano sul demanio marittimo si sono quindi trovate a dover affrontare, oltre alle problematiche di carattere economico dovute alla crisi internazionale e dei mercati, una grave incertezza normativa che riguarda la loro operativita' e la stessa sopravvivenza; la mancanza di una normativa certa e stabile rende infatti impossibile ogni programmazione efficace economica e finanziaria dell'impresa stessa mettendo a repentaglio i piani di sviluppo oltre alla continuita' dei livelli occupazionali; per tutelarsi da tale problematica, per quanto riguarda la tipologia delle concessioni turistico ricreative, la legge numero 25 del 2010 ha posticipato la validita' delle concessioni in essere fino al 2015; per quanto riguarda, le altre concessioni (ad uso diverso da quello turistico ricreativo come ad esempio i cantieri navali, le officine meccaniche o i punti d'ormeggio) l'articolo 31-bis della legge numero 14 del 2012 ha prorogato al 31 dicembre 2012 tutte le concessioni sul demanio marittimo, lacuale e portuale in essere al 31 gennaio 2011; appare evidente e non giustificabile la disparita' di trattamento attuata, a livello normativo, tra le diverse tipologie di concessioni. Tutte le concessioni, proprio per i motivi sovraesposti, hanno bisogno di un rinnovo temporale adeguato per programmare investimenti, attivita' e garantire l'occupazione; al tempo stesso le imprese di carattere non turistico ricreativo sono comunque integrate nel tessuto economico sociale e produttivo del territorio e complementari e di supporto, per servizi e prestazioni, a quelle stesse aziende di carattere turistico ricreativo; va inoltre aggiunto che la limitazione temporale del rinnovo al 2012 incide profondamente sull'equilibrio e sulla stessa sopravvivenza della gran parte delle imprese non turistico balneari, la cui attivita' si concentra durante tutto l'arco dell'anno, con commesse pluriennali e garanzia delle assistenze nei periodi estivi (come ad esempio i cantieri o le officine che spesso sono impegnati per diversi anni nella realizzazione di quanto commissionato dalla clientela); per tutte queste attivita' la breve proroga concessa ha di fatto bloccato tutti gli investimenti ed aumentato a dismisura il rischio di impresa vista la totale mancanza di prospettiva mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro. Con l'attuale situazione verrebbe poi del tutto svilita l'imprenditoria a carattere familiare, operante sulle aree portuali, che ha di fatto garantito servizi pubblici e occupazione e per le comunita' locali; l'incertezza normativa ha inevitabilmente creato un notevole caos sul territorio dove si sono registrati casi di difforme interpretazione da parte delle amministrazioni locali: si e' verificata in molte zone una situazione di assoluta disparita' di trattamento per cui nel raggio di pochi chilometri, comuni confinanti, hanno interpretato e di conseguenza gestito in modo diverso situazioni del tutto identiche, attribuendo o meno in maniera del tutto discrezionale maggior o minor stabilita' della filiera nautica; risulta quindi necessario che venga prevista una «normativa quadro» nazionale che garantisca una uniformita' di legislazione circa criteri e modalita' di affidamento delle concessioni demaniali marittime, coinvolgendo direttamente, in un apposito tavolo di concertazione, gli enti locali competenti ed i rappresentanti delle organizzazioni del settore -: se il ministro interrogato non ritenga opportuno, per i motivi espressi in premessa, prevedere l'emanazione di un'iniziativa normativa urgente per uniformare la scadenza di tutte le concessioni demaniali disponendo, nello specifico, un allungamento della proroga alle concessioni diverse da quelle turistico ricreative fino alla data del 31 dicembre 2015; se il Ministro interrogato non ritenga opportuno promuovere inoltre una normativa quadro relativa al rilascio delle concessioni demaniali, rispettosa dei principi europei, che tenga effettivamente conto della necessita' di garantire a tutto il settore una stabilita' nel tempo e che consenta l'incentivazione degli investimenti, la stabile occupazione di personale e la regolare gestione dell'attivita' d'impresa, omogenea per tutto il territorio nazionale e non soggetta ad una difforme interpretazione delle amministrazioni locali. (5-06556)

 
Cronologia
giovedì 29 marzo
  • Parlamento e istituzioni

    Il Senato approva, con 246 voti favorevoli, 33 contrari e 2 astenuti, l'emendamento del Governo 1.900, sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l., di conversione del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo (S. 3194), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.



mercoledì 4 aprile
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, in via definitiva, il disegno di legge di conversione del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5 recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo (C. 4940-B), approvato dal Senato il 29 marzo (legge 4 aprile 2012, n. 35).

  • Parlamento e istituzioni
    Il Senato approva, con 241 voti favorevoli, 29 contrari e 2 astenuti, l'emendamento del Governo 1.900, sostitutivo dell'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento (S. 3184), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Il provvedimento sarà approvato dal Senato il 24 aprile (legge 26 aprile 2012, n. 44).

giovedì 12 aprile
  • Parlamento e istituzioni

    La Corte costituzionale respinge il ricorso per conflitto di attribuzione sollevato dalla Camera e successivamente dal Senato e conclude che "spettava al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario di Milano avviare, esperire indagini e procedere alla richiesta di giudizio immediato in relazione al contestato delitto di concussione nei confronti del presidente del Consiglio dei ministri, in carica all'epoca dei fatti, e del pari spettava al Giudice per le indagini preliminari di quest'ultimo Tribunale procedere, a propria volta, nelle forme comuni ed emettere il decreto di giudizio immediato, una volta ritenuto detto reato non commesso nell'esercizio delle funzioni" (sentenza 12 aprile 2012, n. 87).