Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/06654 presentata da CODURELLI LUCIA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20120419
Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-06654 presentata da LUCIA CODURELLI giovedi' 19 aprile 2012, seduta n.624 CODURELLI, LULLI, FRONER, QUARTIANI e VICO. - Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che: il 7 aprile 2011, con l'interrogazione a risposta in Commissione 5-04564 l'interrogante, aveva raccolto le rimostranze dell'API - Associazione piccole industrie di Lecco, contro il bando di gara 2011/S 28-046558 pubblicato sul «Supplemento alla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea» del 10 febbraio 2011, con procedura aperta, per la fornitura di 39.500 completi da lavoro invernali e di altrettanti completi da lavoro estivi, per addetti al recapito di poste italiane; confermando le ragioni degli imprenditori e l'anomalia delle condizioni eccessivamente ribassiste imposte all'epoca dal richiamato bando, l'Unione europea in data 26 luglio 2011 ha comunicato che il bando medesimo «non e' stato aggiudicato» per «procedura incompleta»; secondo il capitolato della suddetta gara, infatti, la commessa prevedeva l'aggiudicazione da parte dell'impresa che fosse riuscita a proporre un prezzo al ribasso rispetto ai valori massimi di euro 107,00 per la divisa estiva ed euro 210,00 per quella invernale, valori da considerarsi impraticabili dalle aziende manifatturiere che operano all'interno dello spazio economico europeo; all'interrogazione 5-04564 ha risposto, in data 19 maggio 2011, il Sottosegretario di Stato Stefano Saglia, ricordando che il capitolato relativo al bando in questione prevedeva il rispetto, da parte dei fornitori, di stringenti standard di qualita', anche ambientale, appannaggio della migliore produzione mondiale quali UNI-EN ISO 9001, UNI-EN ISO 14001, EMAS, ECOLABEL, OEKOTEX, oltre a un articolato collaudo, prima di procedere all'eventuale contrattualizzazione della fornitura, finalizzato a verificare la rispondenza dei prodotti proposti alle previsioni tecniche della specifica e all'annullamento dell'aggiudicazione in caso di non corrispondenza ai predetti profili; il Ministero dello sviluppo economico si impegno', in sede di risposta alla citata interrogazione 5-04564, affinche' Poste Italiane effettuasse «le opportune verifiche in ordine alla sussistenza dei requisiti soggettivi e di idoneita' tecnica dei soggetti partecipanti al citato, nonche', alla qualita' dei prodotti che verranno forniti ed al loro grado di protezione agli agenti atmosferici»; in data 5 aprile 2012 e' apparso sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea un nuovo avviso di gara per appalto di forniture 2012/S 67-110299 di Poste italiane spa che prevede una procedura aperta in modalita' telematica «accordo quadro per la fornitura di n. 43.000 completi da lavoro invernali e n. 43.000 completi da lavoro estivi per addetti al recapito di Poste italiane», nella quale si esclude l'obbligo della certificazione ISO 14001 e della dichiarazione relativa alla lista dei macchinari; inoltre, nella documentazione fornita da Poste italiane spa relativamente al nuovo bando si legge quanto segue: «j) partecipazione alle procedure di aggiudicazione dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture: Ai sensi dell'articolo 37, commi 1 e 2 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, le societa' aventi sede, residenza o domicilio in paesi cosiddetti "black list" di cui al decreto del Ministero delle finanze, 4 maggio 1999 e al decreto del Ministero dell'economia e delle finanze 21 novembre 2001, sono obbligati a presentare l'autorizzazione alla partecipazione alle procedure di aggiudicazione dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture di cui al decreto legislativo 163/06 rilasciata secondo la procedura prevista dal decreto, 14 dicembre 2010, del Ministero dell'economia e delle finanze. Il concorrente puo' presentare la propria offerta producendo copia dell'istanza gia' inviata, fermo restando che in caso di aggiudicazione dovra' produrre l'autorizzazione in argomento»; tale previsione farebbe pensare che la partecipazione all'appalto sia accessibile anche a concorrenti extracomunitari con sede in qualsiasi paese del mondo con il solo limite dell'autorizzazione nel caso di Paesi inseriti nella «black list», lasciando un dubbio sull'ambito geografico di applicazione della procedura di acquisizione; come chiarito anche dal Tar Lazio con la sentenza 5258/2007, gli appalti comunitari «hanno come naturali destinatari gli Stati membri» e conseguentemente gli operatori economici comunitari, in tale sentenza il Tar afferma infatti che «il postulato che non consente ad impresa extracomunitaria non destinataria del comma 1 dell'articolo 47 del decreto legislativo n. 163 del 2006 di partecipare agli appalti pubblici comunitari (...) non trova ostacolo neanche nei princi'pi comunitari posti a presidio del valore della libera concorrenza: e cio' in quanto tale valore trova il suo diretto equipollente in quello della par condicio degli operatori economici e non in un allargamento acritico della base di partecipazione a favore di ditte i cui costi di gestione ambientale, operativi e tecnici sono imparagonabili a quelli delle imprese comunitarie»; l'intervento dell'Unione europea, che ha bloccato il primo bando, doveva offrire l'occasione per una riflessione sulla necessita' di tutelare le imprese italiane ed europee, e le loro produzioni realizzate nel rispetto delle normative in tema di ambiente, sicurezza e salute negli ambienti di lavoro richieste in Europa; in particolare, e' indispensabile evitare nei bandi di gare le formulazioni che favoriscono interpretazioni incerte o parziali, tali da premiare iniziative meramente commerciali e speculative che si concretizzano nell'importazione di merce prodotta da fabbricanti extra Unione europea; oltre alle gare per la fornitura di vestiario a Poste italiane, sarebbero imminenti quelle di Ferrovie italiane e di ENEL, il cui complessivo valore potrebbe attestarsi intorno agli 80 milioni di euro, cifre importanti che, ferma la correttezza e la trasparenza dei bandi, permetterebbero una vitale boccata d'ossigeno per le aziende dello Spazio economico europeo, tra cui, ovviamente, quelle italiane, altamente specializzate in questa tipologia di fornitura -: quali misure intenda assumere per garantire la massima vigilanza sui dispositivi formali dei bandi affinche', nel rispetto della normativa vigente, vengano tutelate e favorite le produzioni effettivamente svolte all'interno dello Spazio economico europeo; se e come intenda promuovere una maggiore e piu' severa attivita' di controllo presso le aziende aggiudicatarie degli appalti pubblici in modo da garantire la qualita' del prodotto e il rispetto dei disciplinari di produzione durante tutte le fasi delle lavorazioni.(5-06654)