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Documenti ed Atti

XVI Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/06723 presentata da BERNARDINI RITA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20120508

Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-06723 presentata da RITA BERNARDINI martedi' 8 maggio 2012, seduta n.628 BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che: il 2 gennaio 2012 la prima firmataria del presente atto si e' recata in visita ispettiva presso la casa circondariale di Gela (CL), accompagnata dai referenti radicali Valentina Marino, Gianmarco Ciccarelli e Giuseppe Nicosia; la delegazione e' stata ricevuta e accompagnata dal direttore dell'istituto, Angelo Belfiore, dal comandante di polizia penitenziaria, Giuseppe Lo Faro e dal vicecomandante Milana; il penitenziario, progettato negli anni '50, fu iniziato a costruire nel 1982; dopo varie inaugurazioni, e' stato effettivamente aperto il 28 novembre 2011; l'istituto non funziona ancora a pieno regime; la capienza regolamentare e' di 96 posti, i detenuti presenti sono 39: «e' aperto per meta', ma stanno per arrivare altri detenuti dal carcere di Augusta», spiega il direttore; gli agenti di polizia penitenziaria effettivamente in servizio sono 32 «da mezzanotte a mezzanotte, compresi quelli che lavorano negli uffici», riferisce il comandante; e' presente un educatore; non e' assicurata alcuna assistenza psicologica; l'assistenza sanitaria non e' assicurata h24; il penitenziario si articola su due piani; il primo piano e' ancora vuoto, tutti i detenuti presenti sono ristretti nelle celle del piano terra; le celle misurano 9,20 metri quadrati e ospitano generalmente 2 detenuti; ogni cella e' dotata di bagno con doccia; l'impianto di riscaldamento e' in funzione; le condizioni strutturali sono molto buone; i detenuti trascorrono 20 ore al giorno all'interno della cella: «ancora non e' stato avviato alcun tipo di attivita'», secondo quanto riferito; la sala per la socialita' ancora non e' operativa; nel penitenziario e' presente un ampio spazio esterno ancora non utilizzato; l'area dove i detenuti trascorrono l'ora d'aria (il cosiddetto «passeggio») e' dotata di tettoia, lavandino e wc alla turca; l'istituto dispone di un grande teatro arredato con tavoli e sedie nuovi e ancora imballati; la delegazione visita il piano terra, iniziando dal reparto a sinistra; alcuni detenuti non sono al corrente della possibilita' di presentare la domanda per scontare la pena presso il proprio domicilio ai sensi del decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri il 16 dicembre 2011 (decreto-legge n. 211 del 2011): «abbiamo sentito della legge svuotacarceri per chi ha una pena inferiore a 18 mesi, ma credevamo che ancora non era in vigore»; nella cella n. 12 sono ristretti 2 detenuti stranieri, un rumeno e un ceco; S. M., nato 59 anni fa nella Repubblica Ceca, riferisce di aver presentato un'istanza per poter scontare la pena nel suo paese: «ho una condanna definitiva, vorrei scontare la pena nel mio paese, non vedo la mia famiglia da 2 anni e 2 settimane, mia moglie e' invalida, le sue condizioni di salute non sono buone»; la cella n. 1 ospita 2 detenuti; «qui si sta bene», afferma un detenuto catanese; «questo carcere e' un'altra cosa rispetto a Poggioreale», dice un detenuto napoletano, che aggiunge: «preferisco stare qua anche se non faccio i colloqui»; nella cella n. 10 sono ristretti 2 detenuti stranieri; M. S., di nazionalita' albanese, e' molto preoccupato per la sua famiglia: «non sanno che sono qui, non li sento da 4 settimane, ho 3 bambini tutti minorenni»; la cella n. 9 ospita 2 detenuti albanesi: «fare una telefonata a un cellulare in Albania e' un problema»; nella cella n. 4 sono ristretti 2 detenuti; un detenuto algerino riferisce di essere stato trasferito «per sfollamento» dal carcere romano Regina Coeli ad Augusta, e poi a Gela: «ho fatto domanda per tornare a Roma, ma e' stata rigettata per sovraffollamento; questo carcere comunque e' buono, ma ancora deve avviarsi»; un detenuto palermitano racconta di essere stato arrestato «per un fatto che risale a 10 anni fa», e aggiunge: «ho una figlia di 9 anni, da quando sono entrato in carcere, 3 anni fa, non l'ho piu' vista»; nella cella n. 5 sono ristretti 2 detenuti; un detenuto albanese riferisce di aver presentato due istanze di avvicinamento alla famiglia, residente in Toscana, senza aver ricevuto alcuna risposta; nella cella n. 6 sono ristretti 2 detenuti; un detenuto napoletano riferisce di essere stato «sfollato» dal carcere di Napoli a quello di Augusta, e ora a Gela: «preferirei stare a Napoli per poter fare il colloquio con la famiglia ogni settimana, ho una figlia di 5 anni», e aggiunge: «nel carcere di Augusta c'e' la socialita' e potevo uscire dalla cella durante il giorno, qui invece siamo chiusi in cella per 20 ore!»; un detenuto di Giarre (CT) lamenta «prima ero in regime di alta sicurezza, poi mi hanno declassato ma i benefici non si vedono, sulla carta non ho il 41-bis, pero' mi fanno fare soltanto 4 ore di colloquio al mese anziche' 6»; la cella n. 7 ospita 2 detenuti; entrambi hanno un residuo di pena inferiore ai 18 mesi e hanno presentato istanza per ottenere la detenzione domiciliare ai sensi del decreto-legge approvato dal Consiglio dei ministri il 16 dicembre 2011; M. A. P., catanese, riferisce di trovarsi in carcere in forza di una condanna definitiva per un reato commesso quando era minorenne: «adesso ho 23 anni, sono dentro per un fatto che risale a 8 anni fa, sono stato a piede libero fino alla Cassazione e poi sono entrato in carcere; fuori lavoravo, ho anche una figlia piccola; mi resta un anno di pena da scontare, ho fatto domanda per andare ai domiciliari»; la cella n. 8 ospita 2 detenuti bosniaci; H. M., ventiduenne nativo di Roma, riferisce di essere stato trasferito «per sfollamento» dal carcere romano di Regina Coeli: «stavo meglio li' perche' almeno vedevo la famiglia; ho fatto istanza per essere ritrasferito a Roma, ma ancora non mi ha risposto nessuno»; la delegazione visita il reparto destro, piano terra; un detenuto marocchino (cella n. 2) riferisce di essere stato «sfollato» dal carcere di Milano San Vittore ad Augusta, e ora a Gela; anche un detenuto albanese (cella n. 3) dice di essere stato «sfollato» dal carcere romano di Rebibbia; la cella n. 6 ospita due detenuti; «la struttura e' buona, ma non c'e' nessuna attivita'», lamentano; un detenuto racconta: «sono dentro per un reato vecchio, quando mi hanno arrestato la mia vita era tranquilla e avevo un lavoro, chissa' se lo ritrovero' un lavoro quando usciro' da qui»; nella cella n. 7 sono ristretti 2 detenuti; un detenuto lamenta: «mi mancano soltanto 4 mesi per finire la pena, ma il magistrato di sorveglianza mi ha rigettato anche i giorni»; diversi detenuti lamentano problemi relativi al funzionamento del magistrato di sorveglianza; nella cella n. 8 e' ristretto un detenuto peruviano «sfollato» dal carcere di Milano San Vittore: «mi hanno trasferito da San Vittore ad Opera, ad Augusta e ora a Gela; a Milano facevo i colloqui, la mia famiglia viveva a Milano, ma quando mi hanno trasferito in Sicilia e' tornata in Peru'; a San Vittore c'era scuola, lavoro, infermeria... qui non c'e' niente; ho la tv a schermo piatto ma non ho i soldi per sopravvivere, non ho un sussidio e non mi danno niente, nemmeno lo shampoo e gli stracci»; la sala colloqui e' di dimensioni ridotte; la casa circondariale di Gela, sebbene sia dotata di ampi spazi esterni, non ha un'area verde attrezzata per il colloquio dei detenuti con i familiari minori -: se il Ministro interrogato sia a conoscenza della situazione descritta in premessa; in quali tempi la casa circondariale di Gela entrera' a pieno regime di funzionamento adeguandosi alla piena conformita' al dettato costituzionale e normativo; quale sia l'entita' degli investimenti pubblici che sono stati necessari per giungere all'apertura della casa circondariale di Gela; in quali tempi l'istituto verra' dotato del personale necessario; se non si intenda intervenire immediatamente, per quanto di competenza, per garantire h24 l'assistenza sanitaria necessaria; se ed in che modo si intendano potenziare le attivita' trattamentali, in particolare quelle lavorative, scolastiche, di formazione e sportive; se, e in che modo, intenda intervenire rispetto ai casi segnalati in premessa; cosa intenda fare per rispettare il principio della territorializzazione della pena; se intenda intervenire, in generale, per agevolare le procedure per i detenuti stranieri che intendano scontare la pena nel proprio Paese d'origine; se e in che modo intenda intervenire nei casi in cui la pena definitiva giunga a grande distanza dalla commissione dei reati provocando grandi difficolta' a persone che nel frattempo si sono socialmente reinserite.(5-06723)





 
Cronologia
lunedì 7 maggio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Vladimir Putin è rieletto Presidente della Federazione russa.

mercoledì 16 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 447 voti favorevoli, 73 contrari e 31 astenuti, l'articolo unico del d.d.l. di conversione del decreto-legge 24 marzo 2012, n. 29, disposizioni urgenti recanti integrazioni al decreto-legge n. 1 del 2012 e al decreto-legge n. 201 del 2011 (C. 5178), sul quale il Governo ha posto la questione di fiducia.