Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/06754 presentata da BERNARDINI RITA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20120508
Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-06754 presentata da RITA BERNARDINI martedi' 8 maggio 2012, seduta n.628 BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che: secondo quanto riportato, tra gli altri, dal quotidiano La Stampa il 20 febbraio 2012, un detenuto di 21 anni, Alessandro Gallelli, accusato di molestie sessuali e violenza sessuale ai danni di ragazze minorenni, si sarebbe impiccato nel carcere milanese di San Vittore dopo aver piu' volte denunciato di aver subito violenze; il ragazzo si trovava da quattro mesi in carcere in attesa di giudizio e si sarebbe tolto la vita dopo una seduta psichiatrica. Appresa la notizia, il suo avvocato ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Sono sconcertato per quanto di terribile e' successo. I genitori mi avevano affidato l'incarico di difenderlo ed io, fin da subito, avevo presentato istanza di scarcerazione con richiesta di arresti domiciliari, ma era stata respinta. Dopo l'emissione di rigetto, datata meta' gennaio, il padre mi aveva revocato il mandato di conferimento, ma questa vicenda mi era rimasta a cuore. Non vi erano, a mio parere, gravi indizi di colpevolezza e Alessandro era incensurato. Mi chiedo come possano avvenire queste cose e, qualora fosse vero, e' inaccettabile che venisse picchiato da altri detenuti. Alessandro avrebbe dovuto essere controllato a vista»; secondo il fratello della vittima, Alessandro Gallelli - dopo essere stato arrestato «per aver provocato una rissa con la Polfer a causa di un biglietto del treno non pagato; per aver consumato marijuana; per aver compiuto piccole molestie su alcune minorenni e per alcuni disturbi psicologici (asocialita') peraltro non accertati dalle perizie» - «e' stato messo senza motivo in una cella di pochi metri quadri con il vetro rotto oltre le sbarre. I carabinieri di Cerro Maggiore hanno fatto pressioni con rapporti minuziosi, reati mai accaduti, come una violenza su una ragazza che non esiste. Non e' possibile che mio fratello si sia ucciso, tra 20 giorni sarebbe uscito per andare in comunita'. Voleva rimanere nel mondo del calcio, non morire. Se e' andato in carcere lui, ci puo' finire chiunque. Morti cosi' non devono accadere mai piu'»; la direzione dell'istituto di pena all'interno della quale era rinchiuso l'uomo garantisce che il giovane era in isolamento e che quindi non poteva essere vittima di pestaggi o percosse; per l'avvocato Antonio Romano, «occorrera' aspettare gli esiti dell'autopsia. Ma non crediamo al suicidio, pensiamo sia stato ucciso e siamo pronti a intraprendere azioni legali, anche perche' la detenzione non era necessaria»; secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa ANSA del 21 febbraio 2012, l'autopsia di Alessandro Gallelli avrebbe confermato l'ipotesi del suicidio; in particolare il medico legale avrebbe confermato che il ragazzo si e' impiccato, rompendosi le vertebre cervicali con una felpa usata come cappio, e non avrebbe individuato sul corpo altri segni di lesioni che possano far sospettare che il detenuto sia stato costretto a un gesto autolesionistico -: di quali elementi disponga in merito alla dinamica del decesso di Alessandro Gallelli, anche alla luce degli esiti ai quali e' giunta l'autopsia disposta dal pubblico ministro titolare delle indagini; se l'uomo fosse un tossicodipendente o alcoldipendente e se per questi motivi ne fosse stato disposto il ricovero in comunita'; quanti colloqui con lo psicologo del carcere avesse effettuato il detenuto prima di suicidarsi; se l'uomo assumesse dei medicinali e, se del caso, quali; se corrisponda al vero il fatto che il detenuto fosse stato oggetto di percosse e/o pestaggi all'interno del carcere da parte di altri detenuti; se e quali fossero le misure di prevenzione e/o cautela attivate dalla direzione dell'istituto di pena nei confronti del giovane detenuto; per quali motivi il detenuto non fosse guardato a vista; se nel caso di specie non intenda avviare una indagine amministrativa interna al fine di appurare se non siano ravvisabili profili di responsabilita' disciplinare in capo al personale penitenziario tenuto alla custodia dell'uomo; se e quali urgenti iniziative di carattere normativo il Governo intenda adottare al fine di: a) ridurre il potere della magistratura nel ricorrere alla misura della custodia cautelare in carcere, perlomeno per i reati meno gravi; b) limitare il potere della magistratura di applicare le misure cautelari personali ai casi tassativamente previsti dal legislatore, previa modifica dell'articolo 280 del codice di procedura penale, cosi' come previsto dalla mozione n. 1-00288 approvata dalla Camera dei deputati il 12 gennaio 2010; se non si ritenga oramai indifferibile riferire sulla reale consistenza del fenomeno delle morti in carcere, nei centri di identificazione ed espulsione (CIE) e in tutti gli altri luoghi di privazione della liberta', in modo che possano essere concretamente distinti i suicidi dalle morti per cause naturali e da quelle, invece, avvenute per cause sospette.(5-06754)