Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/01472 presentata da BELTRANDI MARCO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20120508
Atto Camera Interpellanza 2-01472 presentata da MARCO BELTRANDI martedi' 8 maggio 2012, seduta n.628 I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'economia e delle finanze, per sapere - premesso che: la Cassa depositi e prestiti e' un'istituzione finanziaria controllata dal Ministero dell'economia e delle finanze (70 per cento) e da fondazioni bancarie (30 per cento), e' partner di riferimento degli enti locali italiani. Dovrebbe svolgere un ruolo chiave nel finanziamento degli investimenti pubblici in Italia. La sua missione include, tra l'altro, lo sviluppo di infrastrutture per i servizi pubblici a carattere locale; controllata dallo Stato, e' nata per finanziare gli enti locali, ma dall'analisi della realta' fattuale pare si comporti come un comune fondo d'investimento alla ricerca di profitti; la Cassa depositi e prestiti e' in realta' una banca, presieduta da Franco Bassanini, piu' volte titolare del dicastero della Funzione pubblica, ed e' oggi la piu' «liquida» d'Italia; dispone di risorse messe a disposizione da clienti ignari: tutti i cittadini italiani che sottoscrivono un libretto alle Poste o un buono fruttifero postale, e che magari pensano che la raccolta della Cassa depositi e prestiti serva ancora, ed esclusivamente, a garantire i mutui per gli investimenti che gli enti locali sono chiamati a realizzare; ma la Cassa e' cambiata nella sua funzione. Come detto, oggi e' una societa' per azioni partecipata al 70 per cento dal Ministero dell'economia e delle finanze e per il 30 per cento da 66 fondazioni bancarie, e chiude con regolarita' i bilanci in attivo per numerose decine di miliardi di utili e vanta partecipazioni azionarie in numerose societa', anche quotate in Borsa, come Eni, Enel Terna, ST Microelectronics, Poste italiane e partecipa attivamente a svariati fondi d'investimento, tra cui F2i, di cui detiene oltre il 14 per cento del pacchetto azionario; i settori strategici in cui opera sono la difesa, la sicurezza, l'energia, le infrastrutture di trasporto e comunicazione, i servizi pubblici, l'high tech e i servizi finanziari. Si tratta, in questo caso, di diventare e comportarsi come azionisti. Non piu' da erogatori di mutui. Con buona pace degli enti locali e dei prestatori, i cittadini, dato che, ancora oggi, maggior parte delle risorse utilizzate dalla Cassa dipendono dalla raccolta postale: oltre il 90 per cento del portafoglio della Cassa depositi e prestiti e' frutto di libretti e buoni fruttiferi; la Cassa depositi e prestiti e' di fatto il nostro fondo sovrano, uno dei pochi colossi che circolano nello scenario bancario italiano, cioe' in un sistema che soffre problemi di patrimonializzazione e scarsa capitalizzazione dei principali attori. Da qui nasce l'idea di fare della Cassa una sorta di fondo sovrano, a partire da una liquidita' che viene dagli enti locali, con gli interessi sui mutui, dai buoni postali, da una liquidita' diffusa, popolare; nei Paesi emergenti, questi fondi nascono per rispondere a ragioni politiche: per dare mezzi alla volonta' di influenzare l'economia in settori-strategici. Anche alcune operazioni della Cassa potrebbero avere queste caratteristiche. La Cassa depositi e prestiti acquisisce titoli, azioni od obbligazioni, con una logica di «interessamento relativo» alle sorti della societa'; alla fine conta il rendimento. Le operazioni in cui verranno impiegati i capitali della Cassa finiranno con l'essere piu' orientate verso partecipazioni in operazioni e attivita' gia' esistenti che verso nuovi progetti da sviluppare, tema gia' visto in merito al caso di F2i, che e' stato definito «il fondo onnivoro». F2i e' un fondo d'investimento partecipato dalla Cassa per il 14 per cento, come sopra detto; vi e' una volonta' politica fatta di scelte che spettano al consiglio di amministrazione, o al comitato d'indirizzo della Cassa, che nel caso dell'acqua, ad esempio, ha deciso ad esempio d'investire come un privato, attraverso il fondo F2i; forte di un portafogli di miliardi di euro, il Fondo italiano per le infrastrutture di F2i sgr, creatura di Cassa depositi e prestiti, che ha nominato anche il presidente, Ettore Gotti Tedeschi, negli ultimi anni ha effettuato un grande numero di acquisizioni: ha acquistato per 436 milioni di euro Metroweb, la societa' creata dal comune di Milano che gestisce la maggiore rete a fibra ottica d'Europa, in consorzio con Intesa Sanpaolo, entrando cosi' nel comparto delle telecomunicazioni. Poco dopo ha completato l'acquisto di G6 Rete Gas spa, societa' attiva nella distribuzione del gas (con 990 mila clienti, la maggior parte in Puglia), finora controllata al 100 per cento da Gdf Suez Energia Italia. A questo punto F2i controlla il 17 per cento del mercato italiano del gas, e in termini di clienti gestiti e' secondo solo al gruppo Eni. Quest'ultima operazione - in partnership con Axa - vale 772 milioni di euro. Il periodo d'investimento del fondo scade nel 2013; in ultimo e' stato creato il Fondo strategico italiano spa (FSI) con decreto ministeriale 8 maggio 2011. È una holding di partecipazioni, il cui azionista strategico e' Cassa depositi e prestiti spa, attiva nel sostegno dell'economia e nello sviluppo infrastrutturale. Nell'azionariato di FSI, a Cassa depositi e prestiti si affianca il Ministero dell'economia e della finanza, tramite Fintecna. Gli attuali fondi disponibili sono pari a 4 miliardi di euro ed il capitale obiettivo e' pari a 7 miliardi di euro. Opera acquisendo quote, generalmente di minoranza, di imprese di rilevante interesse nazionale, che siano in equilibrio economico-finanziario e presentino adeguate prospettive di redditivita' e sviluppo. La politica di investimento del Fondo strategico italiano prevede un orizzonte temporale di lungo periodo, un attivo coinvolgimento nella governance delle aziende partecipate, volto ad assicurare il perseguimento delle finalita' dell'intervento. Fondo strategico italiano puo' investire nel settore della difesa, sicurezza, infrastrutture, trasporti, comunicazioni, energia. Gli obiettivi spaziano dalla creazione di poli industriali alla nascita di agglomerati di servizi locali, dall'espansione della rete distributiva alla crescita per linee esterne. Fondo strategico italiano ha recentemente mostrato interesse per AVIO, societa' partecipata dal gruppo Finmeccanica; cio' che e' in gioco e' il bene pubblico per eccellenza in un mercato libero e aperto: la concorrenza. L'Eni rischiava una sanzione da parte dell'antitrust europeo, per una violazione della concorrenza nella gestione dei gasdotti. Di fronte all'obbligo di cedere il controllo di alcune infrastrutture, pero', la soluzione scelta non e' stata il mercato ma Cassa depositi e prestiti. La Cassa depositi e prestiti, che di Eni e' il primo azionista, con il 26,4 per cento, ha firmato con l'Eni stessa un contratto di compravendita che prevede la cessione a Cassa depositi e prestiti della partecipazione pari all'89 per cento delle azioni esistenti, cui corrispondono il 94 per cento dei diritti economici, detenuta in Trans Austria Gasleitung GmbH. Tag e' la societa' titolare dei diritti di trasporto relativi al tratto austriaco del gasdotto che collega la Russia all'Italia, registrando ricavi totali notevoli pari a centinaia di milioni di euro; presidente di F2i da maggio 2009 e', come detto, Ettore Gotti Tedeschi; la medesima persona fisica e' stata nominata in precedenza anche consigliere della Cassa depositi e prestiti, azionista di assoluta maggioranza di F2i; infatti la proposta del suo nome e' stata avanzata proprio dall'azionista Cassa depositi e prestiti. È inoltra presidente dello IOR, Istituto per le opere di religione, la banca che ha sede presso la Citta' del Vaticano; da notare un fatto che, Ettore Gotti Tedeschi ha rassegnato le dimissioni dalla carica di membro del consiglio di amministrazione di Alerion Clean Power, a seguito della nomina a presidente del consiglio di amministrazione di F2i; ad avviso dell'interrogante, nei fatti narrati vi e' l'essenza di quello che Ernesto Rossi definiva un capitalismo inquinato, fatto di un'economia domestica che sta lentamente morendo, schiacciata sotto il peso di un cancro politico e istituzionale, che erode i fondamenti sui cui poggia il nostro sistema economico e industriale. Questo cancro e' il conflitto di interessi tra politica ed economia, tra banche e industria, tra banche e finanza; l'immagine del capitalismo italiano e' quella di un mondo bancoindustriale sostanzialmente ingessato, governato da blocchi di potere sempre piu' chiusi in se stessi, protetti da accordi incrociati, vincoli azionari, poteri di veto, legami familiari e privilegi ereditari. Ma quello che piu' importa e' che il capitalismo italiano manifesta una progressiva incapacita' di essere competitivo sui mercati internazionali e di assicurare dinamicita' e capacita' di crescita alla nostra economia; negli ultimi venti anni si sono registrati tassi di sviluppo tra i piu' bassi dell'intera storia dell'Italia unita, e si e' accumulato un preoccupante divario di crescita rispetto alle altre economie dell'area euro. Ed e' immediato collegare il forte rallentamento della crescita della produzione nazionale alla progressiva perdita di competitivita' delle nostre imprese sui mercati internazionali. La caduta della quota di mercato dei prodotti italiani e' stata precipitosa, non solo rispetto alle economie emergenti, ma anche rispetto ai nostri tradizionali concorrenti europei; la vicenda narrata ne e' un emblema: un noto banchiere, che presta la propria opera in una banca straniera, viene prima cooptato nel consiglio di amministrazione della Cassa depositi e prestiti, ente giuridico di natura formalmente privata, ma la cui proprieta' e' di fatto ancora pubblica, poiche' il 70 per cento delle azioni e' in mano al dicastero governato dal Ministro interpellato, e poi messo ai vertici di uno strategico Fondo di investimenti controllato da Cassa depositi e prestiti; quando l'istituzione mercato e' governata da una serie di regole e infrastrutture giuridiche che non mirano a garantire la concorrenza, l'efficienza, l'economicita', l'efficacia dell'azione di chi vi opera ma facilita oggettivamente un comportamento la cui finalita' appare quella di affossare la concorrenza a vantaggio di oligopoli piu' o meno collusivi, si genera un male endogeno al mercato, male che rischia di rendere inefficace e iniquo il suo funzionamento e di imputare al libero mercato colpe che non ha, soprattutto perche' un mercato in cui la concorrenza e' conculcata, per definizione non e' libero; tutto cio' avviene grazie a delle decisioni che, se pur hanno aspetto formale privatistico, mantengono inalterata la portata sostanzialmente pubblica delle stesse, come nel nostro caso permanendo una linea di controllo tra Ministero, societa' controllata Cassa depositi e prestiti, consiglio di amministrazione della stessa che poi controlla ulteriori soggetti privati, F2i, i cui vertici sono da essa indicati -: se i fatti narrati in premessa corrispondano al vero e, nell'eventualita' positiva, poiche' il Ministro interrogato controlla gli enti descritti, se ritenga opportuno informarsi per verificare la natura effettiva degli incarichi, le modalita' con cui sono stati affidati, su quali presupposti si e' deciso e si continua a decidere per individuare la persona adatta a cui affidare tali incarichi; se, per quanto di competenza, ritenga opportuno riconsiderare la scelta fatta e se, soprattutto, ritenga necessario ed urgente adottare soluzioni efficaci, eventualmente anche di natura normativa, al fine di evitare che in futuro, in assenza di infrastrutture giuridiche adeguate al mutato contesto mondiale con le quale il sistema Paese affronta una competizione economica globale, possa escludersi il verificarsi fatti medesimi basati su procedure analoghe che appaiono letteralmente dannose perche' deprimendo concorrenza, mercato, economia, si porta il Paese verso un regresso ineluttabile, non solo nel campo economico, ma anche in quello morale, sociale, politico e istituzionale. (2-01472) «Beltrandi, Bernardini, Farina Coscioni, Mecacci, Maurizio Turco, Zamparutti».