Documenti ed Atti
XVI Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00945 presentata da MAZZARELLA EUGENIO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20120712
Atto Camera Risoluzione in Commissione 7-00945 presentata da EUGENIO MAZZARELLA giovedi' 12 luglio 2012, seduta n.665 La VII Commissione, premesso che: dopo oltre un anno dall'entrata in vigore della legge «Gelmini» n. 240 del 2010 e' gia' possibile, ad avviso dei firmatari del presente atto, definire fallimentari i percorsi introdotti per il reclutamento e la carriera del personale docente. Il sistema si e' completamente bloccato, sia per i reclutamenti che per gli avanzamenti di carriera, in misura persino maggiore rispetto ai gia' pesanti effetti del blocco parziale del turn-over; e' proseguito imperturbabile l'accumulo di precari della ricerca nelle piu' varie forme, anzi sono state abrogate con provvedimenti successivi alcune norme della legge n. 240 che tendevano a impedirlo; si e' rivelata impraticabile la nuova figura del ricercatore a tempo determinato, da un lato perche' il suo reclutamento e' troppo lungo e complicato nel caso di figure destinate a coprire in tempi brevi esigenze di ricerca collegate a specifici progetti, da un altro perche' la «tenure-track», cioe' l'impegno ad accantonare le risorse per una futura assunzione come professore associato, si e' rivelata incompatibile con i pesanti tagli e, soprattutto, con le incertezze sui tagli futuri ai finanziamenti statali alle universita', il che impedisce ogni seria programmazione. Cosi' si e' creato un nuovo collo di bottiglia, addirittura tra precari, cioe' tra l'assegno di ricerca e il posto di ricercatore a tempo determinato. Vi sono infatti attualmente molte migliaia di assegnisti, mentre i ricercatori a tempo determinato di tipo (a) sono meno di mille, quelli di tipo (b) meno di cento in tutta Italia; oltre ventimila ricercatori universitari di ruolo attendono e sperano di uscire dalla scomoda posizione di una categoria ad esaurimento, mentre il «piano straordinario associati», introdotto dalla legge n. 240, non sta dando i risultati sperati anche perche' le abilitazioni e i nuovi meccanismi concorsuali per i professori associati e ordinari sono a loro volta bloccati; l'abilitazione scientifica nazionale annuale, introdotta dalla legge n. 240, e' ancora incagliata in questioni di carattere tecnico (decreti su decreti di difficile emanazione perche' terreno di scontri accademici e di incertezze ed errori normativi) e non si sa ancora quando potra' esserne bandita la prima tornata. In sostanza, e' dal 2005, a giudizio dei firmatari del presente atto, a causa della legge «Moratti», che il normale reclutamento dei docenti universitari e' bloccato con l'unica eccezione, ad opera del Governo Prodi, della riapertura per un anno dei concorsi locali per i professori e dei nuovi posti per i ricercatori; si e' fatta sempre piu' intricata e confusa la normativa riguardante le assunzioni in ruolo per chiamata diretta senza concorso, moltiplicando le figure che ne avrebbero diritto e le relative norme e condizioni. Il risultato e' che norme progettate per favorire il merito scientifico hanno finito con l'avere talora effetti opposti e hanno incentivato atteggiamenti furbeschi o rincorse a ulteriori riserve ope legis; la mobilita' internazionale dei docenti continua a rimanere troppo bassa in entrata in Italia e troppo alta in uscita dall'Italia, impegna il Governo: ad assumere iniziative volte a semplificare tutte le figure per l'attivita' di ricerca post-dottorato in un'unica figura di ricercatore a tempo determinato, da selezionare con procedure pubbliche ma tempi «europei», anche sulla base di profili predeterminati sulla base dei progetti di ricerca a cui l'attivita' del ricercatore e' vincolata, facendo si' che questa figura assorba gli assegni di ricerca e i ricercatori a tempo determinato di tipo (a) - con l'abrogazione di tutte le relative normative attualmente in vigore - e che assorba altresi' il caso sempre piu' frequente di giovani titolari di finanziamenti nazionali o internazionali per progetti di ricerca proposti da loro stessi; ad assumere iniziative per eliminare tutti i blocchi del turn-over per il 2013, le cui norme d'altronde risultano dubbie dal punto di vista della compatibilita' costituzionale, anche in considerazione del fatto che la riduzione di personale docente e' stata gia' forte e si rischia seriamente di mancare delle risorse didattiche e di ricerca necessarie all'universita' italiana, a maggior ragione se si vuole puntare ad incrementare gli studenti universitari e la qualita' degli studi, facendo in modo che le universita', rese di nuovo sicure dei finanziamenti di cui dispongono, anche a medio termine, possano riattivare, dopo anni di sostanziale sospensione, i meccanismi di reclutamento e di avanzamento di carriera per i tanti che lo meritano; ad assumere iniziative volte a razionalizzare il sistema delle chiamate dirette, riservandole esclusivamente a pochissimi casi importanti, come la chiamata dall'estero di professori e ricercatori di fama, facendo si' che il sistema dell'abilitazione scientifica nazionale e dei concorsi banditi dai singoli atenei, una volta entrato a regolare regime, sia applicato invece senza eccezioni in tutti gli altri casi; ad assumere iniziative per introdurre un contratto di «alto apprendistato» in sostituzione della borsa di studio di dottorato per assicurare adeguata remunerazione dell'attivita' di ricerca e la garanzia dei diritti fondamentali di un rapporto di lavoro; ad adottare iniziative normative per semplificare le procedure di abilitazione con una disposizione transitoria che almeno per la prima applicazione sospenda le regole indicate nel relativo decreto attuativo, affidando la responsabilita' di scelta alle commissioni giudicatrici sulla base di criteri di qualita' scientifica e della valutazione dei titoli dei candidati, secondo un principio di informed peer review. (7-00945)«Mazzarella, Coscia, Tocci».